Théophile Gautier

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Théophile Gautier

Pierre Jules Théophile Gautier (1811 – 1872), scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese.

Citazioni di Théophile Gautier[modifica]

  • «Ah!», continuò Cleopatra, «[...] tutto mi è indifferente, tutto mi è insopportabile!»
    «Si vede bene», disse fra sé Carmione, «che la regina non ha avuto amanti e non ha fatto uccidere nessuno da un mese.»[1]
  • Di veramente bello c'è soltanto quel che non può servire a niente; tutto ciò che è utile è brutto, perché è espressione di qualche bisogno, e i bisogni dell'uomo sono ignobili e disgustosi come la sua povera e inferma natura.[2]
  • I gatti sono le tigri dei poveri.[3]
  • In generale, quando una cosa diventa utile cessa di essere bella.[4]
  • La musica è il più caro e il più sgradevole dei rumori.[5]
La musique est le plus cher, mais le plus désagréable des bruits.
  • Mentre che dietro pensieri malvagi | corre la gente con gran bramosia, | Marzo sghignazzando tra i nubifragi | schiude ai fiori di nascosto la via.[6]
  • Sì, l'opera esce più bella da una forma ribelle al lavoro dell'artista, verso, marmo, onice, smalto.[7]

Madamigella di Maupin[modifica]

Incipit[modifica]

Ti lagni, caro amico, della scarsa frequenza delle mie lettere. – Che vuoi che ti scriva, se non che sto bene e che ho sempre il medesimo affetto per te? – Son cose che sai benissimo, e così naturali alla mia età, e con le belle doti che tu possiedi, ch'è quasi ridicolo far percorrere cento leghe a un miserabile foglio di carta per non dire niente di più. – Ho un bel ricercare: non ho nulla che valga la pena d'ssere riferito: – la mia vita è la più uniforme del mondo, e nulla viene a interromperne la monotonia. Oggi porta con sé domani, come ieri aveva portato oggi; e senza aver pretesa d'esser profeta, posso audacemente predire al mattino ciò che mi accadrà la sera.

Citazioni[modifica]

  • Può darsi che, non trovando nulla al mondo degno del mio amore, finisca con l'adorare me stesso, come il fu Narciso di egoistica memoria. (pp. 37-38)
  • Il vero paradiso non è in cielo, ma sulla bocca di una persona amata. (p. 51)
  • Quando penso che sono nato da una madre così dolce e rassegnata, di gusti e di costumi così semplici, sono grandemente sorpreso di non averle fatto scoppiare il ventre mentre mi portava, (p. 84)
  • Tre cose mi piacciono: l'oro, il marmo e la porpora: magnificenza, solidità e colore. (p. 121)
  • Molte nobili intelligenze sono costrette a prendere scientemente una strada che non è la loro, e a rasentare continuamente i propri dominî dai quali sono escluse; felici se potranno gettare un'occhiata furtiva al di là della siepe, e vedere dall'altra parte aprirsi al sole i bei fiori screziati ch'essi possiedono in seme e non possono seminare per mancanza di terreno. (p. 168)

Il romanzo della mummia[modifica]

Incipit[modifica]

Prologo
«Ho il presentimento che troveremo nella valle di Biban El Molûk una tomba inviolata», diceva a un giovane inglese di nobile aspetto un personaggio molto più umile, mentre si asciugava con un gran fazzoletto a riquadri blu la fronte calva imperlata di sudore quasi fosse stata plasmata nell'argilla porosa e riempita d'acqua come un orcio di Tebe.
«Che Osiride vi ascolti», rispose al dottore tedesco il giovane lord: «è un'invocazione che ci possiamo permettere davanti all'antica Diospolis magna ma siamo già stati delusi molte volte; i cercatori ci hanno sempre preceduto».

Citazioni[modifica]

  • Si sarebbe detto un dio ibiocefalo, come se ne vedono negli affreschi funebri, confinato in un corpo di studioso in seguito a qualche trasmigrazione. (p. 21)
  • La mia franchezza mi vieta di contraddire Sua Signoria: spero di ricavare un buon prezzo dalla mia scoperta; ognuno vive, in questo mondo, della sua piccola industria: io esumo Faraoni e li vendo agli stranieri. Il Faraone diventa raro, col ritmo con cui si lavora; non ce n'è per tutti. L'articolo è richiesto e non ne fanno più da tanto tempo. (p. 23)
  • [...] i nostri fiori appassiscono presto mentre dopo più di tremila anni le testimonianze di quegli antichi dolori si ritrovano intatte, perché l'Egitto non può fare nulla che non sia eterno. (p. 27)
  • Quando si è tristi bisogna mescolarsi alla folla. La solitudine nutre i pensieri cupi. (p. 53)
  • La speranza è dura a morire per un cuore innamorato. (p. 96)
  • La fortuna in battaglia è mutevole; a un disastro c'è rimedio. (p. 98)
  • E io che i desideri precorro, ho desiderato qualcosa; ho capito che non ero tutto. [...] Mi sembrava che non ci fosse sulla terra un essere simile a me che potesse turbarmi [...]. [...] Ma ti ho vista; ho provato un sentimento bizzarro e nuovo; ho capito che esisteva fuori di me un essere necessario, imperioso, fatale, del quale non avrei più potuto fare a meno, e che aveva il potere di rendermi infelice. Ero un re, quasi un dio; o Tahoser! tu hai fatto di me un uomo! (cap. XIII, p. 118)

Incipit di Jettatura[modifica]

Il Leopoldo, magnifico vapore toscano che fa il servizio fra Marsiglia e Napoli, aveva doppiata la punta di Procida.
I passeggieri erano tutti sul ponte guariti del mal di mare dall'aspetto del paese, molto più efficace dei confetti di Malta e di tutte le altre ricette adoperate in simil caso.
Sul ponte (nello spazio riservato alla prima classe) v'erano degli Inglesi i quali sforzandosi di separarsi il maggiormente possibile gli uni dagli altri, si creavano intorno, ognuno per suo conto, una barriera insormontabile.

Citazioni su Théophile Gautier[modifica]

  • Al poeta impeccabile | al perfetto mago delle lettere francesi | al mio carissimo e veneratissimo Maestro e Amico | Théophile Gautier | con la più profonda umiltà | dedico | questi fiori malsani. (Charles Baudelaire)
  • Il sistema di Gautier, mediante descrizione, è un sistema di trasposizione, una riduzione esatta, equivalente, piuttosto che una traduzione. Così come si riduce una sinfonia al pinoforte, egli riduce un quadro all'articolo. (Charles Augustin de Sainte-Beuve)
  • Prende un quadro, lo descrive alla sua maniera, fa lui stesso un quadro che è affascinante, ma non ha fatto un atto di vera critica. (Eugène Delacroix)
  • Se volessimo condensare in un sol rigo la poetica di Gautier basterebbe dire che in lui il particolare si fa immagine e l'immagine si fa visione. Poeta e pittore, infatti, sono tutt'uno nell'antica quanto moderna concezione dell'arte del fare e in lui in particolare è il supporto necessario del suo grande affresco mentale. (Laura Aga-Rossi)

Note[modifica]

  1. Da Una notte di Cleopatra, in Gautier 1995, p. 148.
  2. Da La signorina di Maupin.
  3. Citato in Bonaventura Tecchi, Storie di bestie, a cura di Filiberto Mazzoleni, Bompiani, Milano, 1966, p. 61
  4. Da Poesie complete, prefazione.
  5. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, pp. 555-556.
  6. Da Smalti e Cammei; citato in Pierre Gamarra, Il mistero della Berlurette, traduzione di Ugo Piscopo, G. B. Palumbo, 1972.
  7. L'Art, da Smalti e cammei.

Bibliografia[modifica]

  • Théophile Gautier, Il romanzo della mummia (Le Roman de la Momie), a cura e traduzione di Laura Aga-Rossi, BEN, 1995. ISBN 88-8183-158-9
  • Théophile Gautier, Jettatura, traduzione di Teodoro Serrao, Milano, Sonzogno, 1910.
  • Théophile Gautier, Madamigella di Maupin (Mademoiselle de Maupin), traduzione di Giovanni Marcellini, Sansoni Editore, Firenze 1965.

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