Pierre Louÿs

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Pierre Louÿs ritratto da Henri Bataille

Pierre Louÿs, nato Pierre Louis (1870 – 1925), poeta e scrittore francese.

Afrodite[modifica]

Incipit[modifica]

Criside
Prona, i gomiti in avanti, le gambe divaricate, la guancia in una mano, ella faceva dei piccoli buchi simmetrici in un cuscino di lino verde, con un lungo spillone d'oro.
Da quando si era svegliata, due ore dopo il mezzo giorno, tutta stanca d'aver troppo dormito, era rimasta sola sul letto in disordine, e la copriva soltanto da un lato un vasto fiotto di capelli.
La sua capigliatura era splendente e profonda, dolce come una pelliccia, più lunga di un'ala, morbida, opulenta, viva, piena di calore. Le copriva metà del dorso, le si stendeva sotto il ventre nudo, brillava ancora vicino alle ginocchia, in riccioli folti e arrotondati. La giovane donna giaceva avvolta in questo vello prezioso, dai riflessi quasi metallici di bronzo dorato, che l'aveva fatta chiamare Criside dalle cortigiane di Alessandria.
Non erano i capelli lisci delle Siriache della corte, né i capelli tinti delle Asiatiche, né i capelli bruni e neri delle figlie d'Egitto. Erano quelli di una razza ariana, delle Galilee che abitano al di là delle sabbie.

Citazioni[modifica]

  • Le donne non hanno più nessun nome nelle braccia degli amanti. (p. 81)
  • Nei riguardi dell'amore, la donna è uno strumento completo. Dai piedi alla testa essa è unicamente, meravigliosamente fatta per l'amore. Ella sola sa amare. Ella sola sa essere amata. Di conseguenza: se una coppia amorosa si compone di due donne, è perfetta; se ce n'è una sola, lo è soltanto a metà; se non ce ne sono, è semplicemente idiota. (p. 92)
  • L'amore degli uomini si distingue dalla stupida foia delle bestie soltanto per due funzioni divine: la carezza e il bacio. (p. 93)

Bibliografia[modifica]

  • Pierre Louÿs, Afrodite (Aphrodite), traduzione di Bianca Bassi, Gherardo Casini Editore, Roma 1966.

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