Pierre de Ronsard

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Pierre de Ronsard

Pierre de Ronsard (1524 – 1585), poeta francese.

Amori[modifica]

  • Se ne va il tempo, se ne va, mia Dama; | ahi, non il tempo, ma noi ce ne andiamo, | sotto la pietra ben presto saremo. || E degli amori dei quali parliamo, | quando morremo, non si avrà novella: | amami dunque adesso che sei bella.[1]
  • Vera, tu sei indomabile, aspra di crudeltà, | di te falsa gioisco in tutta intimità, | accanto al tuo fantasma chiudo gli occhi e riposo: || non mi rifiuti nulla. È il buon sonno che sa | con una frode illudere la mia ansia amorosa. | Illudersi in amore non è cattiva cosa.[2]
  • Chi in amore conserva la prudenza e il cervello, | inseguendo beltà, davvero non sa amare. | Il vero amante in sé non può più stare, è folle, | se è vero che ha l'amore solo un nome: furore.[3]
  • Vorrei trasformare il giallo più cupo | in una pioggia di goccioline dorate | che cadono sul suo grembo.[4]

Note[modifica]

  1. Da Un mazzetto t'invio con le mie mani, Il secondo libro degli amori. Amori di Maria, p. 85.
  2. Da In queste lunghe notti d'inverno che la Luna, Il secondo libro dei sonetti per Elena, p. 143.
  3. Da Mi dicono: "Ronsard, la tua donna non è", Amori diversi, p. 149.
  4. Da Les Amours de Cassandre. Citato in AA.VV., Il libro della letteratura, traduzione di Daniele Ballarini, Gribaudo, 2019, p. 74. ISBN 9788858024416

Bibliografia[modifica]

  • Pierre de Ronsard, Amori, a cura di Cesare Greppi, introduzione di Stefano Agosti, Mondadori, Milano, 1990. ISBN 8804340207

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