Pino Puglisi

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Padre Giuseppe Puglisi meglio conosciuto come Pino (1937 – 1993) sacerdote cattolico italiano.

Citazioni di Pino Puglisi[modifica]

  • Come parlare di Cristo? Dobbiamo cercare di presentare da innamorati la figura di Cristo, per sperare che ci stiano a sentire.[1]
  • Dio ci dà forza. L’amore per Dio purifica e libera. Ciò non vuol dire che veniamo spersonalizzati ma, anzi, la nostra personalità viene esaltata e potenziata, cioè viene data una nuova potenzialità alle nostre facoltà naturali, alla nostra intelligenza. Viene data una luce nuova alla nostra volontà.[2]
  • È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.[3]
  • E se ognuno fa qualcosa insieme agli altri?[4]
  • Essere testimoni soprattutto per chi conserva rabbia nei confronti della società che vede ostile. A lui il testimone deve infondere speranza facendo comprendere che la vita vale se è donata.[1]
  • Nella parrocchia tutta la pastorale dovrebbe essere attraversata dalla linea vocazionale insieme alla linea missionaria: "tutti chiamati, tutti mandati".[4]
  • Ognuno di noi sente dentro di sé una inclinazione, un carisma. Un progetto che rende ogni uomo unico e irripetibile. Questa chiamata, questa vocazione è il segno dello Spirito Santo in noi. Solo ascoltare questa voce può dare senso alla nostra vita. [5]
  • Olocausto vuol dire bruciare tutta la propria esistenza sull'altare della croce.[1]
  • Voi avete famiglia. Io non ho nessuno. Non ho né moglie né figli, e anche se mi ammazzano non mi interessa.[1]
  • La Chiesa ha già colpito con la scomunica chi si è macchiato di atroci delitti come i cosiddetti uomini d'onore. Io posso soltanto aggiungere che gli assassini, coloro che vivono e si nutrono di violenza hanno perso la dignità umana. Sono meno che uomini, si degradano da soli, per le loro scelte, al rango di animali. (dall'omelia del 25 luglio 1993[6])
  • È difficilissimo morire per un amico, ma morire per dei nemici è ancora più difficile. Cristo però è morto per noi quando noi eravamo ancora suoi nemici. Dio ci rimane sempre accanto, è la costanza dell'amore fino all'estremo limite, anzi senza limiti. Ecco il motivo della nostra gioia. (dall'omelia del 14 settembre 1993[6])
  • Venti, sessanta, cento anni... la vita. A che serve se sbagliamo direzione? Ciò che importa è incontrare Cristo, vivere come lui, annunciare il suo Amore che salva. Portare speranza e non dimenticare che tutti, ciascuno al proprio posto, anche pagando di persona, siamo i costruttori di un mondo nuovo.[6]
  • A questo può servire parlare di mafia, parlarne spesso, in modo capillare, a scuola: è una battaglia contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell'uomo per soldi.[6]
  • Il primo dovere a Brancaccio è rimboccarsi le maniche. E i primi obiettivi sono i bambini e gli adolescenti: con loro siamo ancora in tempo, l'azione pedagogica può essere efficace... Ma già a quell'età non è semplice, perché tanti bambini sono costretti a lavorare o a rubare. E tante bambine vengono costrette a fare di peggio, perché esistono nel quartiere anche casi di prostituzione minorile.[6]

Il coraggio della speranza[modifica]

  • Quando il cuore di una persona si arrende a Dio, quando gli dice di sì, allora viene il Regno, allora Dio regna.
  • Dio ci ama ma sempre tramite qualcuno.
  • Quelli che riflettono troppo prima di fare un passo, trascorreranno tutta la vita su di un piede solo.
  • Al fratello bisogna dare e chiedere quanto necessario per aiutarlo.

Citazioni su Pino Puglisi[modifica]

  • Don Puglisi è stato proclamato beato il 25 magio 2013. Lui che non amava le celebrazioni, le solennità, i riti ufficiali, viene consegnato alla storia come il primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia in odium fidei. (Giovanna Montanaro)
  • Il 15 settembre don Pino Puglisi, parroco della chiesa di San Gaetano a Brancaccio, viene ucciso: un solo colpo di pistola alla nuca. Con la sua incessante attività pastorale, educativa e sociale, il prete era diventato la spina nel fianco della mafia del quartiere. (Giovanna Montanaro)
  • Un uomo, don Pino in lotta contro i non uomini, i mafiosi e i sicari del quartiere, per salvare i bambini e i ragazzi da un destino di violenza, di illegalità, di miseria e ignoranza, di inciviltà. (Vincenzo Consolo)

Note[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Pino Puglisi, Il coraggio della speranza. 100 pagine di don Puglisi, Città Nuova, 2005

Voci correlate[modifica]

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