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Pinturicchio

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Pinturicchio, Pala di Santa Maria dei Fossi (1496-1498)

Bernardino di Betto Betti, più noto come Pinturicchio o Pintoricchio (1452 circa – 1513), pittore italiano.

Citazioni su Pinturicchio

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  • Bernardino di Betto nacque, secondo il Vasari, nel 1454. Fu soprannominato il Pinturicchio, ed anche il Sordicchio, perché, al dire di Francesco Matarazzo, cronista perugino, «era sordo, e piccolo, de poco aspetto e apparenza». Ma, soggiunge il cronista, «come quello maestro Pietro (Perugino) era primo de quella arte, cosi costui era secondo». (Adolfo Venturi (storico dell'arte))
  • Nato di volgar gente, ottuso alquanto nel senso dell'udito, fu chiamato prima il Sordicchio, e poi più tardi, Pinturicchio. E anch'esso il Vasari lo accagiona di carattere strano e fantastico, e dice che morì d'invidia e di crepacuore, avendo colle sue ubbie porto occasione ai frati di S. Francesco a Siena, appo i quali lavorava, di scoprire entro una cassa cinquecento ducati d'oro. Ma il vero è, che egli ebbe una rea moglie, la quale, d'accordo col drudo, lo serrò in casa e lo tenne quivi privo di ogni conforto a morire di stenti e di inedia: sicché dobbiamo compiangerne la fine e non condannarlo. Ma, riguardandolo come pittore, parmi che sia agevole persuadere chiunque visita Roma, della grandezza del Pinturicchio; il quale io non dirò superiore al Perugino, ma non oserei tampoco dirlo da meno. (Marco Minghetti)
  • Si è detto che il Pinturicchio è molto fantasioso, e proprio non è: è un apparatore magnifico. Egli si contenta di profondere ori e gemme nel campo delle sue pitture: che queste sieno bene equilibrate o no, poco gl'importa; che i costumi sieno veri o no, poco lo turba. Egli ama il colore, ne gode con quegli occhi suoi di gioielliere; ruba ai musaicisti le tessere splendenti; ai tappezzieri le stoffe alluciolate, i tessuti a fiorami, i broccati e i damaschi; ai marmorari il lapislazzuli e i verdi smeraldini; alla moda i veli colorati, le stoffe a righe variopinte, le orlature ricamate; agli orefici le collane, le catenelle, le cinture, le placchette, i globoletti, tutti i gingilli. Nella costruzione delle figure non si affatica troppo; e le mani specialmente sono il cruccio dell'artista, il quale talora non sa che farsene, e le appoggia all'anca, sulle ginocchia, o le stringe alla cintura, le fa additare qualcosa, le fa tenere rotuli e libri. Non parlano le sue mani! Il Pinturicchio parla soltanto col colore, anzi canta con esso una canzone allegra di festa, un ditirambo! (Adolfo Venturi (storico dell'arte))

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