Proserpina
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Proserpina, divinità romana.
Citazioni di Proserpina
[modifica]- A tutte le offese che voi altri uomini scrivete delle donne, non dò peso alcuno: ma io sono una donna, e debbo parlare, di necessità, altrimenti dovrei gonfiare della bile, finché mi si spezzasse il cuore. Poiché egli ha detto che noi siamo delle chiacchierone, io, che possa conservare intatte le trecce sulla testa, non finirò mai di dire corna, senza riguardo alcuno, di chi ha voluto farci oltraggio. (Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury)
- Ma, per quel Dio stesso che è unico e solo, perché pensate così bene di Salomone? forse perché egli fece un tempio, che doveva essere la casa di Dio? forse perché era ricco e glorioso? Ha innalzato un tempio, anche a falsi dei! Poteva fare una cosa, che fosse più empia? Per quanto cerchiate di dare una mano di intonaco al suo nome, egli è stato un libertino e un idolatra, e nella sua vecchiaia rinnegò perfino Dio. (Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury)
Citazioni su Proserpina
[modifica]- È ne la selva opaca, | tra valli oscure e dense ombre riposto | e ne l'arbore stesso, un lento ramo | con foglie d'oro, il cui tronco è sacrato | a Giuno inferna: e chi seco divelto | questo non porta, ne' secreti regni | penetrar di Plutone unqua non pote. | Ciò la bella Proserpina comanda, | che per suo dono il chiede; e svelto l'uno | tosto l'altro risorge, e parimente | ha la sua verga e le sue chiome d'oro. (Sibilla Cumana: Publio Virgilio Marone, Eneide)
- Ed anche quella sera | ella correva | con le care compagne nella valle | e fuggiva a nascondersi | perdendo | qualche petalo lieve | dalla sua | ghirlandetta di rose. || Ancora quando | viene la sera nella valle | ritornano a giuocare le fanciulle | bianche correndo fra le ombre, | ed ancora taluna | parla di lei, | di quella sera quando | sparì, | e come arcanamente | nulla di sé lasciando | che la sua | ghirlandetta di rose. | E non v'è strada alcuna | fra le piante | per poterla inseguire | e troppo grande è il buio | della notte che scende nella valle. (Elena Bono)
- Ma in che, su che, [Proserpina] si inganna? Sul rapporto tra sopra e sotto, giorno e notte, luce e oscurità. Questo rapporto le resta nascosto nel suo gioco e incanto di fanciulla sul rigoglioso prato primaverile; ella nel suo gioco non sospetta, non pensa che Gaia discende dai Titani, dai giganti e dagli dèi, divinità del mondo superiore e di quello inferiore.
Il campo di fiori è opera della luce, del calore e dell'umidità, ma nello stesso tempo è collegato alla sfera inferiore, in cui affondano le sue radici che là piantate possono germogliare e spuntare. Il profumo raccolto nei fiori viene distillato nell'Ade. Lo sbocciare dei fiori e l'apertura dell'Ade, da cui prorompe rapido il Dio con la sua pariglia di cavalli, sono una cosa sola. (Friedrich Georg Jünger)
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