Quinto Curzio Rufo

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Quinto Curzio Rufo (I secolo d.C.), storico latino.

Citazioni di Quinto Curzio Rufo[modifica]

Attribuite[modifica]

  • I fiumi più profondi scorrono con il minimo rumore.[1]
L'autore riporta un detto dei Battriani, affinché, «di qualunque natura sia la saggezza dei barbari, ne venga data testimonianza».

Historia Alexandri Magni[modifica]

Incipit[modifica]

Comenza el libro del nascimento de la uita con li grandissimi fatti et della morte infortunata de Alexandro Magno.
El fo per antigo tempo de sauii homini ne le terre d'Egipto i quali saueua la mesura de la terra e le onde del mare e l'ordine delle celestial cose cognosceua zoe el corso de le stelle et etiandio lo mouimento del cielo. Ma per la grandeza de la scienzia soa et per la noticia delle arte magice sparse per l'uniuerso mondo impero lor disse de Anatanabo Re de quilli chel fo homo molto ingenioso in astrologia et in arte magica amistrando.

[Quinto Curzio Rufo, Historia de Alexandro Magno, Venezia, 1477.]

Citazioni[modifica]

  • Un di gli fo deto che uno Re che aueua nome Antoserses Re de Persia con grandissima zente gli ueniua sora. E prezo el det Anatanabo non chiama nesuna chauallaria ne no s'aparechiaua de fare hoste ma entro solo in una camera del suo palazo e tolze una chonca di rame e misso intro quela chonca acqua piouana e tenea in mane una uerga de palma et per magiche incantacione se uedeua in quella concha che grande moltitudine de nauilii con zente uegniua suora lui. Ma Anatanabo si aueua mandato alla guarda di soi principi de le caualerie ne le confine de la Persia et uene uno de quelli principi ad Anatanabp e si li disse: O grandissimo Re Anatanabo el te uene adosso Artoserses Re de Persia con grande moltitudine de inimizi e d'infinita zente. (1477, carta b1v)
  • Como Anatanabo monto suso lo palazo per uedere la Raina Olimpia moier de lo Re Felippo. In questo tempo Felippo Re de Macedonia si parti de la cita de Macedonia et anda in bataglia. vn di Anatanbo anda sul palazo per uedere la Raina e uezando la belleza de Olimpia Raina al cor fo compreso de l'amore de la raina Olimpia. Destendando Anatanabo lo man soa si la saludo digando: Dio te salue Raina de li Macedonii e quelo non uolse dire madona et ad questo rispose Olimpia digando: Dio te salue maistro Vien inanzi et senta zolo. (1477, carta b2v)
  • Como Alexandro uene in Egipto et adoro la statoa de Anatanabo so padre. Era questo tempo pldando li Egiptii lo auegnimento de Alexandro li uenne incontra e lui li subiugo al suo imperio poi che l'auea receuuto honoreuolmente stando lui in Egipto el troua una statoa regale de preda negra scolpita e guardandola Alexandro el dise de chi è questa statoa. Resposeno li Egiptiista statoa e de Anatanabo sapientissimo Re de li Egipcii. Oldando questo Alexandro disse: Anatanabo fo mio padre. E dito questo el se buto in terra adorolla e comnsolo a absare e poi con la soa milicia uenne in le parte de Siria ma quel or de Siria li fe gran resistencia e con lui. (1477, carta c4r)
  • Di coloro che non avrai assalito, potrai farti degli amici sinceri. L'amicizia più salda infatti è quella fra eguali ed eguali appaiono quelli che non hanno fatto il confronto delle proprie forze. (lib. VII, cap. VIII, 27; 2013)

Note[modifica]

  1. Da Storie di Alessandro Magno, vol. 2, a cura di J. E. Atkinson, traduzione di Virginio Antelami e Tristano Gargiulo, Mondadori, 2000.

Bibliografia[modifica]

  • Quinto Curzio Rufo, Historia de Alexandro Magno (Historia Alexandri Magni), Venezia, 1477.
  • Quinto Curzio Rufo, Storie di Alessandro Magno (Historia Alexandri Magni), a cura di Alberto Giacone, UTET, 2013.

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