Quinto Smirneo

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Quinto Smirneo (III/IV secolo), poeta greco antico.

Posthomerica[modifica]

Posthomerica, 1541

Incipit[modifica]

Dopo che Ettore simile a un dio fu abbattuto dal Pelide,
e la pira l'ebbe consunto e la terra ne racchiuse le ossa,
i Troiani pur resistevano in su la rocca di Priamo
temendo in cuor loro l'impeto dell'Eacide animo coraggioso;
come quando nei boschi i buoi di un fiero leone
temono l'incontro, e fuggono in preda al terrore
rintanandosi a torme nel cuore della selva,
così essi nella rocca si ritrassero atterriti dall'eroe possente
rammentando di quanti in precedenza avesse reciso il capo,
infuriando lungo le rive dell'Ideo Scamandro;
e quanti in fuga avesse trafitto sotto il grande muro;
e come avesse abbattuto Ettore e intorno alla città lo avesse trascinato;
e come avesse dilaniato altri ancora nella distesa del mare mai quieto,
quando per la prima volta seminò la morte tra i Troiani.
Così, ricordando quei lutti, resistevano in su la rocca;
e intorno a loro aleggiava l'affanno penoso
come se già Troia ardesse avvolta nel fuoco funesto.

[Quinto Smirneo, Posthomerica, traduzione di Nicoletta Canzio, 2013]

Citazioni[modifica]

  • Medesima è la radice di tutti gli uomini, ma in quanto alle opere | chi si volge ad una, chi all'altra; ma certo eccellente diventa | quell'opera che ognuno compie contando sulle abilità proprie. (I, 464-466)

Bibliografia[modifica]

  • Quinto di Smirne, Il seguito dell'Iliade, a cura di Emanuale Lelli et al., Bompiani, 2013. ISBN 978-88-452-7239-4

Voci correlate[modifica]

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