Raúl Ricardo Alfonsín

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Alfonsín nel 1983

Raúl Ricardo Alfonsín (1927 – 2009), politico argentino.

Citazioni di Raúl Ricardo Alfonsín[modifica]

  • Se vinceremo in questo Paese che i generali e i peronisti durante quaranta anni hanno dominato, vorrà dire che qui tutto è cambiato.[1]
  • Speriamo di realizzare un governo di unione nazionale. Non abbiamo sconfitto nessuno, abbiamo vinto tutti.[1]
  • Bisogna far capire ai militari che il disordine della democrazia è un disordine opparente, superficiale e che è molto più grave il disordine quando manca la democrazia. Bisogna fargli capire, anche, che se vogliono una partecipazione al potere, il loro dovrà essere un potere sottoposto a quello civile, anche se è giusta la loro presenza in organismi di consulenza.[2]
  • L'Argentina dovrebbe diventare una potenza morale più che militare.[3]
  • Noi vorremmo che più paesi dell'America Latina fossero come noi, dei non allineati veramente non allineati. I problemi che scuotono l'America centrale sono più vicini a noi di quanto si creda. Temiamo che si alzino qui bandiere che non sono le nostre, temiamo di diventare un campo di battaglia cui potrebbe estendersi il conflitto est-ovest. La difesa della nostra nuova democrazia significa lotta per la democrazia negli altri paesi. Noi, come tanti altri, vogliamo la pace, ma le grida di pace non devono diventare isteriche.[3]
  • Oggi noi siamo all'avanguardia nella difesa dei diritti dell'uomo, e continueremo su questa strada con determinazione e rigore.[3]
  • L'Argentina affronta oggi la maggiore sfida della storia: quella della sua ricostruzione a partire da uno stato di prostrazione e decadenza che l' ha corrosa in tutte le sue strutture.[4]
  • Non sono sufficienti le sole norme giuridiche, nè gli atti di governo, nè la volontà dei dirigenti per cicatrizzare le ferite del passato che lasciamo dietro di noi.[4]
  • La differenza tra militari ribelli e militari leali al governo è che questi ultimi accettano di obbedire alla legge.[5]

Dall'intervista di Tam Tam

30 ottobre 1983; riportato in 30 ottobre 1983, Argentina - la fine della dittatura Teche.rai.it, 30 ottobre 2015

  • Forse non sarà possibile risolvere tutti i problemi immediatamente, e fra questi il più importante di tutti: quello di soddisfare la richiesta che gli scomparsi ritornino vivi. Tuttavia, credo che con il mio insediamento, stiamo tornando allo stato di diritto, e lo stato di diritto deve giudicare, come sostengono le forze morali dell'Argentina per primo episcopato, secondo giustizia e verità.
  • Non si può procedere animati da sentimenti di vendetta. [...] Credo che si debbano distinguere tre livelli di responsabilità, e senza dubbio la giustizia ne terrà conto. Esiste la responsabilità di coloro che hanno preso le decisioni politiche. Esiste poi un altro livello di coloro che hanno eseguito gli ordini, e esiste ancora un altro livello di responsabilità che riguarda coloro che hanno eseguito degli ordini in periodo precedente, un periodo di estremo disordine, qual era quello provocato dalla violenza e dal terrorismo.
  • Penso che i vari paesi dell'America Latina debbano armonizzare le loro politiche finanziarie. Da parte dei creditori, si deve poi comprendere che non è possibile imporre interessi eccessivi e soluzioni economiche che portino alla recessione. In questo caso, sarebbe impossibile pagare i debiti. Ma le strade sono tante e io non arrivo a parlare di un vero e proprio club dei debitori e ancor meno di debitori che si diffidano di pagare. Quello che penso è che dobbiamo trovare una nuova formula per rinegoziare l'indebitamento con l'estero. Per questo sono convinto che possiamo contare sulla solidarietà delle democrazie europee. Naturalmente, resta fermo l'impegno a pagare i debiti, ma a condizioni possibili per l'Argentina.

Citazioni su Raúl Ricardo Alfonsín[modifica]

  • Raul Alfonsín ha trionfato: è la seconda disfatta dei militari, un'altra guerra delle Malvinas perduta, stavolta sul fronte politico. Il patto segreto fra generali e peronisti è stato seppellito nelle urne dalla marca di voti radicali, ma potrebbe anche resuscitare in un futuro più o meno prossimo; è questo il pericolo che Alfonsín e il suo partito dovranno scongiurare per dare un senso storico alla clamorosa vittoria elettorale. (Igor Man)
  • Se Alfonsín riuscirà a far capire agli argentini cos'è la democrazia, avrà vinto una delle più grandi sfide della storia di tutta l'America Latina. (Igor Man)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Argentina, trionfa Alfonsín, La Stampa, 1 novembre 1983
  2. Da L'Argentina si toglie l'uniforme, La Stampa, 14 dicembre 1983
  3. a b c Da Conversando con Alfonsin, La repubblica, 16 maggio 1984
  4. a b Citato in Alfonsin denuncia le colpe dei militari, La repubblica, 7 luglio 1985
  5. Citato in Alfonsín al Paese: fidatevi, La Stampa, 22 dicembre 1988

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