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Raffaello Lambruschini

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Raffaello Lambruschini

Raffaello Lambruschini (1788 – 1873), politico, agronomo e pedagogista italiano.

Citazioni di Raffaello Lambruschini[modifica]

  • Considerate i debiti il doppio, e i crediti la metà.[1]
  • La Toscana per le sue antiche glorie, pel suo primato nella lingua e nella civiltà, pei suoi costumi e il suo spirito di Comuni, può dare all'Italia un gran lustro e un savio indirizzo in ogni cosa, quando sia confederata, ma signora di sé: cesserebbe di essere quel che ella è stata e quel che è, cesserebbe di giovare all'Italia, dove fosse incorporata ad altro Stato.[2]
  • Or io per volere dell'Accademia nostra, benevola troppo verso di me e troppo severa, debbo oggi rammemorare la perdita del Presidente nostro e mio fratellevole amico, Cosimo Ridolfi; ed esprimendo il dolore comune esacerbare il mio. Né io me ne ritraggo; perché vi ha pure una segreta dolcezza nel ricordare i pregi del compianto amico, e ravvivare così e crescere la stima ottenuta da lui vivente, e rispettata dal giudice inesorabile dei meriti, la morte. Avrei, sì, voluto, e pregai che più oratori venissero qui a dire le lodi, che per più rispetti son dovute al Ridolfi; ma non l'ottenni, e sono solo. Quasi che si volesse mostrare, che a fare acconcia onoranza a tal uomo più dovesse potere la semplice e affettuosa esposizione del vero, che non il sapere e l'arte del dire. Schiette e meste parole saranno dunque le mie, come la verità e l'affetto le vuole. Voi non direte, partendo, che fu il Ridolfi degnamente lodato: direte che meritava d'essere. [...] Egli culto in lettere, egli dotto in fisica, in chimica, in storia naturale, egli grande agronomo, egli educatore, professore all'Università, ajo di Principe, rettore della Pia Casa di Lavoro, direttore della Zecca, presidente della Società della Cassa di risparmio, lavoratore assiduo in questa nostra Accademia e presidente premurosissimo, egli ministro di Stato e senatore, e in tutte queste maniere di vita studiosa e operosa specchio d'onestà, di lealtà, di bontà impareggiabili.[3]
  • Quando vi sentite preso dall'infingardia, annoiato, rincrescevole a voi stesso, ponetevi subito a lavorare massime intorno a cose che possiate finire. La coscienza di qualche opera compiuta vi ravviverà, vi rimetterà di buon umore.[4]

Alcune riflessioni di R. Lambruschini[modifica]

  • Il bisogno che si è sentito sempre di far curare da mano esperta la salute del corpo, si comincia a sentire, la Dio mercé, per la salute degli spiriti. Si comincia a volere da tutti un popolo ben educato ; e si comincia a riconoscere che mezzo efficace per averlo moralmente sano, è quello di pigliarlo in cura bambino. Si benedicono perciò, e s'invocano le scuole infantili. Le scuole infantili, si dirà tra poco, vanno aperte per tutto.
  • Il gran rischio che corrono tutte le istituzioni caritatevoli nel critico momento della loro propagazione, è quello di divenire un'opera puramente materiale, senza spirito, senza vita, in una parola un mestiero. Che ciò accada delle istituzioni le quali han di mira i bisogni del corpo, è male, è male grande, è male deplorabile, che ne scema incredibilmente il valore ; ma alla fine un bene sempre vi resta, la soddisfazione del materiale bisogno.
  • Vorrei ingenerare in tutti una convinzione profonda : vorrei che tutti conoscessero, com'io conosco, che le scuole infantili saranno la salvezza del popolo, se le maestre o maestri che le dirigeranno, saranno capaci; che invece le scuole infantili gioveranno pochissimo o nulla, forse ancora in qualche cosa potran nuocere, se la direttrice o il direttore non sono abili. E quando dico abili, dico molto più di quello che comunemente s'intende.

Citazioni su Raffaello Lambruschini[modifica]

  • Il Lambruschini pensava saviamente che i tentativi i quali allora si facevano per rialzare le condizioni d'Italia, sarebbero sempre tornati vani, finché si manteneva nei ricchi il vivere scioperato e nel popolo l'ignoranza. E vedendo che la fortuna delle nazioni dipende in gran parte dall'avviamento che si dà alla gioventù, cosa molto curata dai popoli antichi e pochissimo dai moderni, pose all'Italia il problema dell'educazione; e si diede a studiarlo scientificamente nella Guida dell'Educatore. (Marco Tabarrini)
  • Nella Storia dell'Agricoltura toscana, il nome del Lambruschini rimarrà congiunto principalmente agli insegnamenti per allevare e custodire il baco da seta, che fu sempre oggetto principale delle sue cure. I frutti della sua lunga esperienza compendiati in un libro di semplice ed elegante dettato, diffusero metodi ragionati di allevamento, i quali sostituiti all'empirismo ed al pregiudizio, assicurarono la produzione serica nei tempi prosperi, e minorarono i danni dei disastri dei quali anche questa nostra ricchezza venne colpita. (Marco Tabarrini)

Note[modifica]

  1. Da Dell'autorità e della libertà.
  2. Da una lettera a Bettino Ricasoli del 26 maggio 1859, ripr. in Carteggi di Bettino Ricasoli a cura di Mario Nobili e Sergio Camerani, Roma 1956, vol. VIII, pp. 115-16; citato in Denis Mack Smith, Il Risorgimento italiano. Storia e testi, Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 535.
  3. Dal discorso tenuto all'Accademia dei Georgofili nell'Adunanza solenne dei 21 gennaio 1866, in Elogi e biografie, raccolti per cura di Giuseppe Rigutini, Successori Le Monnier, Firenze, 1872, Elogio di Cosimo Ridolfi, pp. 109-110.
  4. Citato in Il buon cuore, anno X, n. 18, 29 aprile 1911, Beneficenza, p. 138.

Bibliografia[modifica]

  • Raffaello Lambruschini, Alcune riflessioni di R. Lambruschini; citato in Enrico Mayer, Frammenti di un viaggio pedagogico, M. Cellini e C., Firenze 1867.

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