Raffaello Lambruschini

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Raffaello Lambruschini (1788 – 1873), politico, religioso, agronomo e pedagogista italiano.

  • Considerate i debiti il doppio, e i crediti la metà.[1]
  • La Toscana per le sue antiche glorie, pel suo primato nella lingua e nella civiltà, pei suoi costumi e il suo spirito di Comuni, può dare all'Italia un gran lustro e un savio indirizzo in ogni cosa, quando sia confederata, ma signora di sé: cesserebbe di essere quel che ella è stata e quel che è, cesserebbe di giovare all'Italia, dove fosse incorporata ad altro Stato.[2]

Alcune riflessioni di R. Lambruschini[modifica]

  • Il bisogno che si è sentito sempre di far curare da mano esperta la salute del corpo, si comincia a sentire, la Dio mercé, per la salute degli spiriti. Si comincia a volere da tutti un popolo ben educato ; e si comincia a riconoscere che mezzo efficace per averlo moralmente sano, è quello di pigliarlo in cura bambino. Si benedicono perciò, e s'invocano le scuole infantili. Le scuole infantili, si dirà tra poco, vanno aperte per tutto.
  • Il gran rischio che corrono tutte le istituzioni caritatevoli nel critico momento della loro propagazione, è quello di divenire un'opera puramente materiale, senza spirito, senza vita, in una parola un mestiero. Che ciò accada delle istituzioni le quali han di mira i bisogni del corpo, è male, è male grande, è male deplorabile, che ne scema incredibilmente il valore ; ma alla fine un bene sempre vi resta, la soddisfazione del materiale bisogno.
  • Vorrei ingenerare in tutti una convinzione profonda : vorrei che tutti conoscessero, com'io conosco, che le scuole infantili saranno la salvezza del popolo, se le maestre o maestri che le dirigeranno, saranno capaci; che invece le scuole infantili gioveranno pochissimo o nulla, forse ancora in qualche cosa potran nuocere, se la direttrice o il direttore non sono abili. E quando dico abili, dico molto più di quello che comunemente s'intende.

Note[modifica]

  1. Da Dell'autorità e della libertà.
  2. Da una lettera di Raffaello Lambruschini a Bettino Ricasoli, del 26 maggio 1859, ripr. in Carteggi di Bettino Ricasoli a cura di Mario Nobili e Sergio Camerani, Roma 1956, vol. VIII, pp. 115-16; citato in Denis Mack Smith, Il Risorgimento italiano. Storia e testi, Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 535.

Bibliografia[modifica]

  • Raffaello Lambruschini, Alcune riflessioni di R. Lambruschini; citato in Enrico Mayer, Frammenti di un viaggio pedagogico, M. Cellini e C., Firenze 1867.

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