Roberto Durán

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Roberto Durán nel 1973.

Roberto Durán (1951), ex pugile panamense.

Citazioni di Roberto Durán[modifica]

  • A scuola mi avevano espulso perché facevo sempre a botte.[1]
  • Zio rompeva le noci di cocco con un pugno, nonna finì in gabbia per aver steso il sindaco di Guarare, la notte in cui nacqui andò al bar a cercare nonno, che stava con una puta, e lo sdraiò con un destro. Mio bisnonno con la testa aperta in due da un machete strisciò fino alla sua fattoria prima di morire. Siamo fatti così, il dolore non c'impressiona.[1]
  • Pedro Mendoza a Managua era l'idolo del paese. L'ho messo ko in un solo round. Sua moglie però aveva da ridire. Dio, com'era molesta. L'ho allontanata dal quadrato con il dorso della mano.[1]
  • Sono finito in prigione a 15 anni. Stavo ballando con la mia ragazza quando mi hanno aggredito in cinque. Li ho stesi tutti. [1]
  • Venivo dalla strada, sapevo solo sopravvivere. Combatti per non morire. La boxe è così. Può umiliare. Devi avere il corazon. Se non vi piace, evitatela.[1]
  • Una sera ero a ballare, ho difeso un amico, sono arrivati quattro poliziotti, ho picchiato pure loro. Non ne fanno più come me.[1]
  • Cercavo di rompere gli avversari. Non ragionavo, né mi risparmiavo. Da ragazzo dopo l'allenamento andavo a lustrare scarpe per sette centesimi che portavo a casa. Raschiavo la pentola per mangiare la crosta del riso che faceva mamma, tanto avevo fame. [1]
  • Contro il portoricano Esteban de Jesus ho combattuto tre volte. La prima volta ho perso. In 32 incontri non mi era mai capitato. L'ho presa male. Mi giravano, volevo vendicarmi, non vedevo l'ora di massacrarlo. È stata una faida più che una trilogia [...] Nell'89 era alla fine. Molto drogato, eroinomane, molto malato. Ma gli uomini coraggiosi vanno onorati. Soprattutto quelli che combattono, che non si tirano indietro. Era un guerriero, l'ho pestato, gli ho tolto ogni orgoglio, ma lo ho anche ammirato. [...] Era solo un grande uomo, ridotto male. Era stato anche in carcere per omicidio. L'ho preso dal letto, l'ho sollevato, l'ho stretto a me. Paura del contagio? L'onore merita rispetto.[1]
  • Io non ho mai schivato nulla. E sempre dando tutto. Ho affrontato tutti i più forti: da Hagler a Hearns, da Benitez a Barkley. Bisogna averla la voglia di ululare. Appena suonava il gong mi veniva la bava. Anche se ho fatto una parte come sparring partner in Rocky II e ho conosciuto De Niro quando girava Toro Scatenato, la boxe è sangue, non è quella dei film. Ogni tanto bisogna anche ricordarselo.[1]

Note[modifica]

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