Rosario Dawson

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Rosario Dawson

Rosario Dawson (1979 – vivente), attrice, cantante e scrittrice statunitense.

Meglio un lavoro o il Grande Fratello, intervista di Francesca Scorbucchi, Vanity Fair, 17 novembre 2010
  • Mi offendo quando mi definiscono "etnica". Ma che vuol dire? "Etnici" sono i caratteri che individuano un popolo, qualsiasi popolo: siamo tutti etnici. "Esotica" invece mi fa pensare al fatto che sono multiculturale, che ho radici diverse. Ed è buffo quanto queste radici affiorino diversamente, a seconda di dove mi trovo. Quando sono in Brasile la gente pensa che sia brasiliana, quando sono in India, mi scambiano per indiana, una volta sono stata in Corea e la gente pensava che fossi mongola. Il fatto è che la gente vede quello che vuole vedere.
  • Se lavoro così tanto è proprio per il mio aspetto. Un'amica, una collega bionda con occhi azzurri, un giorno mi disse: "Tu in questo mestiere riuscirai meglio di me, guardati intorno, sono tutte bionde con gli occhi chiari, mentre non c'è tanta gente con un aspetto come il tuo". Aveva ragione.
  • Quando ero giovane facevo tutte le smorfie possibili, per "costruire" rughe sulla mia faccia. Volevo essere più vecchia. Lo volevo con tutta me stessa, invece ora che ho qualche anno in più mi impongo di non muovere la faccia: stai ferma, non ridere troppo che ti vengono le zampe di gallina, mi dico. Quando sei giovane vorresti essere più vecchia, quando lo diventi faresti carte false per ringiovanire. Però, so che vorrei potermi godere tutte le tappe della vita.
  • Quello che amo dell'essere attore è che puoi raccontare storie diverse, a seconda dell'età che hai.
  • Il razzismo in questo Paese [Gli Stati Uniti] è ancora molto forte, anche se parlarne è tabù. Ma lo sa che in questo momento in cui tutti sono senza lavoro Bill Gates assume ingegneri indiani e cinesi? Lo fa perché sono più qualificati. La gente in America non vuole studiare, vuole essere famosa. Però promuovono leggi contro chi viene qui e rischia la vita per raccogliere fragole alle quattro di mattina, cosa che nessuno vuole più fare.
  • Il problema è che gli americani sono ignoranti e si lasciano manipolare. [...] Stanno realizzando che un immigrato non è un delinquente che ti ruba tutto, ma il vicino cui chiedevi lo zucchero e il cui figlio è morto in Iraq. Quella persona è davvero un nemico? Il fatto è che vogliono iniettarci la paura del diverso. La gente ci casca, ma io non posso accettarlo.

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