Grindhouse - A prova di morte

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Grindhouse

Immagine Chevrolet Nova Deathproof.jpg.
Titolo originale

Grindhouse

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2007
Genere orrore, splatter, slasher
Regia Quentin Tarantino
Sceneggiatura Quentin Tarantino
Produttore Quentin Tarantino, Robert Rodríguez, Elizabeth Avellán
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Grindhouse – A prova di morte, film statunitense del 2007 con Kurt Russell, regia di Quentin Tarantino.

Frasi[modifica]

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  • Ma lo sai che sei così dolce che fai sembrare lo zucchero sale? (Stuntman Mike)
  • Ehi, Pam, ti ricordi quando ho detto che quest'auto era a prova di morte? Non dicevo una bugia... quest'auto è al cento per cento a prova di morte. Ma per godere di questo vantaggio, tesoro, dovresti essere seduta esattamente dove sono io! (Stuntman Mike)
  • [Dopo aver fatto andare fuori strada l'auto di Zoë] Questo sì che è spassarsela! (Stuntman Mike)

Dialoghi[modifica]

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  • Butterfly: [...] Non abbiamo fatto il fatto.
    Julia: Scusa se rompo le palle ma che sarebbe il fatto?
    Butterfly: Il fatto sarebbe tutto il resto.
    Shanna: E tu lo chiami il fatto? [...] E ai ragazzi piace che lo chiami il fatto?
    Butterfly: Sicuramente di più del nient'affatto!
  • Pam: E tu come ti chiami, Icy Hot?
    Stuntman Mike: Stuntman Mike.
    Pam: Stuntman Mike è il tuo nome?
    Stuntman Mike: Chiedilo a chi vuoi.
    Pam: Ehi, Warren! Chi è questo qua?
    Warren: Stuntman Mike.
    Pam: E chi cazzo è Stuntman Mike?
    Warren: Uno stuntman.
  • Stuntman Mike: Salute, Butterfly. Il bosco è magnifico, profondo all'imbrunire. E io ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire. Mi hai sentito Butterfly? Miglia da percorrere prima di dormire!
    Jungle Julia: Mi dispiace, Stuntman Burt...
    Stuntman Mike: Mike.
    Jungle Julia: Mike. Le danze sono già finite.
    Stuntman Mike: È la verità? Allora... ho perso la mia chance! [si rivolge a Butterfly] Ti faccio paura? [Butterfly annuisce] È per la cicatrice?
    Butterfly: Per la macchina.
    Stuntman Mike: Oh, sì, lo so. Scusa, è la macchina della mamma.
    Butterfly: Che hai fatto, ci sta pedinando?
    Stuntman Mike: No, ma è questo che mi piace di Austin – che è una città così dannatamente piccola!
    Jungle Julia: Che vuol dire l'hai già visto?
    Butterfly: L'ho visto fuori da Gueros.
    Stuntman Mike: Sì e anch'io ti ho vista fuori da Gueros. Tu hai visto la mia macchina e io ho visto le tue gambe. No, non ti sto pedinando, ma non vuol dire non abbia voglia di mangiarti.
    Butterfly: Ma sul serio pensi che io ci creda?
    Stuntman Mike: Non ti sto seguendo, Butterfly. Sono stato fortunato... allora, che si fa con la nostra lap-dance?
    Jungle Julia: Mi dispiace, l'offerta dice una volta sola e lei l'ha già fatta da Anthon's!
    Stuntman Mike: No, non è vero.
    Butterfly: E tu che ne sai?
    Stuntman Mike: Sono bravo in certe cose. E tu hai l'aria un po' touché.
    Butterfly: Che vuol dire touché?
    Stuntman Mike: Ferita di striscio.
    Butterfly: Perché dovrei essere ferita?
    Stuntman Mike: Perché ti aspettavi che la gente ti avrebbe tormentato tutta la sera, ma dal tuo sguardo direi che non ti ha tormentato proprio nessuno. E questo ferisce un po' i tuoi sentimenti. Molte poche cose sono affascinanti quanto l'ego ferito di uno splendido angelo. Allora, che si fa con la nostra lap-dance?
    Butterfly: Ti dovrai prenotare per la prossima volta.
    Stuntman Mike: Solo che, visto che parti tra un paio di giorni, non credo che ci sarà una prossima volta. Ma non fa niente. Lo posso capire se la mia presenza ti imbarazza. Sei comunque una ragazza carina, e mi piaci. Ti devo avvertire di una cosa, però – sai come dice la gente: "Sei schedata!" o "Ormai ti ho capita!" o "Ormai ti ho già messa in archivio." Bene, si da il caso che io qui abbia una rubrica. E tutti quelli che ho conosciuto sono in questa rubrica. E ora ho conosciuto te e anche tu finisci nella rubrica! Già, però ho paura che... ti dovrò metter sotto... la voce... "cacasotto".
    Butterfly: E se invece te la faccio?
    Stuntman Mike: Allora non ti potrei decisamente mettere sotto la voce "cacasotto", tu che dici?
    Butterfly: Come hai detto che ti chiami?
    Stuntman Mike: Stuntman Mike.
    Butterfly: Bene, Stuntman Mike, io sono Butterfly. E la mia amica Jungle Julia dice che il juke-box che c'è lì dentro è molto fornito.
    Stuntman Mike: Sì, ha ragione.
    Butterfly: Eh, sì. [Butterfly restituisce la rubrica a Stuntman Mike] Perché non ti vai a preparare per la tua lap-dance? [Stuntman Mike si alza sorridendo ed entra nel locale]
    Jungle Julia: Io avevo detto un ragazzo carino, molto fico, molto sexy e spassoso da morire, ma non buffo di aspetto che diciamo ti scoperesti, allora non hai capito niente?
  • Stuntman Mike: Allora Pam, da che parte vai? A sinistra o a destra?
    Pam: Destra!
    Stuntman Mike: Oh, è un vero peccato!
    Pam: E perché?
    Stuntman Mike: Perché c'era 50% delle possibilità di andare a sinistra come a destra! Noi, invece, andremo tutti e due a sinistra! Avresti potuto scegliere di andare anche tu a sinistra, in quel caso ci sarebbe voluto un po' per cominciare ad avere paura, ma visto che vai dall'altra parte, ho il timore che invece dovrai cominciare ad avere paura... immediatamente!
  • Figlio numero 1: Allora papà: che ne pensi?
    Earl McGraw: Sai figlio numero 1? Quello che penso è così dannatamente macabro che esito a dirlo ad alta voce.
    Figlio numero 1: Provaci comunque, pà.
    Earl McGraw: Allora, qui abbiamo un caso di omicidio veicolare. Il nostro vecchietto ha ammazzato quelle belle bambine. Ha usato una macchina e non un'accetta, ma quelle sono morte ugualmente.
    Figlio numero 1: Ebbene? Che hai intenzione di fare?
    Earl McGraw: Non farò un bel niente, accidenti. Il procuratore dice che non c'è reato. Ognuna di quelle povere ragazze nuotava nell'alcol, fluttuava nell'erba... e il vecchio Hooper, di la, invece, è pulito come un agnellino.
    Figlio numero 1: Ma tu sei sicuro? Tu credi davvero che abbia ucciso quelle ragazze?
    Earl McGraw: Non lo posso dimostrare. Ma visto che pensare non costa niente lo posso pensare e quindi lo penso.
    Figlio numero 1: Si pà, ma...anche lui è ridotto molto male.
    Earl McGraw: Si, si è ridotto male ma, dannazione, quelle belle ragazze sembravano masticate e poi sputate da un fottutissimo gigante.
    Figlio numero 1: Come mai nessuna è sopravvissuta?
    Earl McGraw: Cazzo...2 tonnellate di metallo, 300 km all'ora, carne, ossa e il vecchio caro Newton...come cazzo facevano a sopravvivere?
    Figlio numero 1: Perché?
    Earl McGraw: Vedi...posso ipotizzare che sia una cosa di sesso, non può essere altro. Impatto a velocità elevata, lamiere contorte, vetri infranti, quattro anime prelevate nello stesso istante: forse solo così quel depravato riesce a sparare la sua roba gelatinosa. Possiamo solo accusare quel bastardo di massacro veicolare di un'autostoppista con quella scatola della morte, vale a dire il vecchio, caro danneggiamento pubblico. Ma...è spuntato un dannato barista che testimonierà che Stuntman Mike non ha bevuto per tutta la serata e che la sua passeggera era stata mollata dal suo ragazzo nientemento che sotto una dannatissima pioggia. E gli aveva chiesto lei un passaggio. Ora, sulla carta, sembrerà che lui le voleva dare una mano. Insomma, così la vedrà la giuria.
    Figlio numero 1: E allora che fare, pà?
    Earl McGraw: Sai...potrei mettermi da solo a lavorare sul caso, si, nelle ore libere. Cercare le prove, si, dimostrare la teoria, qualunque sia e diventare il tormento di quel lurido figlio di puttana, dovunque va lui, vado anch'io. Oppure potrei impiegare la stessa dannata quantità di tempo ed energia a seguire il circuito Nascar, figliolo. Si, mi piacerebbe parecchio. E sarei molto più felice se scegliessi la seconda. E proprio perché non posso punire quel Frankenstein per quello che ha fatto, ti dico, come il Signore disse a Giovanni, che se dovesse farlo di nuovo, ti posso assicurare che non lo farà qui nel Texas.

Citazioni su Grindhouse – A prova di morte[modifica]

  • Intervistatore: Per buona parte di Death Proof lei inquadra i piedi di Jungle Julia (Sydney Tamilia Poitier) da ogni angolazione. Sono belli come quelli di Uma Thurman?
    Quentin Tarantino: Beh, sono belli, grandi, affusolati. Ma piano con i paragoni, i piedi non sono interscambiabili.
    Intervistatore: Ma lei l'ha scelta per quelli?
    Quentin Tarantino: No, era tutto il pacchetto che mi interessava, anche le gambe che non finivano mai. Nella richiesta di casting avevo chiesto "spirito d'amazzone".
    Intervistatore: A proposito di casting: è vero che ha chiesto alle aspiranti di presentarsi al provino con gli shorts e le infradito?
    Quentin Tarantino: Certo, sono un gentiluomo, non avrei mai potuto chiedere di venire nude.

Altri progetti[modifica]

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