Roy Andersson (regista)

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Roy Andersson nel 2008

Roy Andersson (1943 – vivente), regista svedese.

Citazioni di Roy Andersson[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La trilogia della vita mostra l'essere umano andare potenzialmente verso l'apocalisse, ma mostra anche che quest'esito è nelle nostre mani. Canzoni del secondo piano freme di millenarismo, dalla scena in cui il venditore butta via i crocifissi, simbolo dell'abbandono della compassione e dell'empatia, fino alla scena delle case che si muovono da sole, evocando il panico delle crisi economiche che si ripropongono ciclicamente, di per sé delle apocalissi minori. I temi della colpa collettiva e della vulnerabilità umana sono centrali. You, the Living invece rappresenta un'ardito allontanamento verso i sogni, una transizione che mi ha presentato un'intero mondo pieno di nuove possibilità. Prima i miei personaggi commentavano i propri sogni. In Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza le scene semplicemente sono come dei sogni, senza ulteriori spiegazioni. Un piccione... stuzzica ancor di più rispetto agli altri due film e il tono è fortemente da joie de vivre [Lebenslust] nonostante i personaggi siano tristi e costantemente in lotta.
The Living Trilogy shows mankind potentially heading towards apocalypse, but also that the outcome is in our hands. Songs from the Second Floor throbs with Millennialism, from the scene with the salesman throwing away crucifixes, symbolizing the abandonment of compassion and empathy, to the scene with the moving houses, evoking the panic of cyclical financial crises, themselves minor apocalypses. The themes of collective guilt and human vulnerability were central to that film. You, The Living represented a daring departure into dreams, a transition that opened up an entire realm of new possibilities for me. Before, my characters would comment on their dreams. Now with A Pigeon scenes are simply dream-like, with no further explanation. A PIGEON also teases more than the other two films, and the tone is overwhelmingly that of “Lebenslust” even if the characters are sad and struggle greatly.[1]
  • Sono un'estimatore della profondità di campo e di fuoco. Con una macchina da presa digitale è diventato possibile raggiungere la completa nitidezza di tutti i piani ed è magnifico.
I am a fan of deep focus and depth, and with a digital camera it has become possible to accomplish overall sharpness, which I find amazing.[1]
  • Bruegel il Vecchio è un'altra mia ispirazione. Tra i suoi capolavori rinascimentali ha dipinto un raffinato paesaggio intitolato Cacciatori nella neve. Da una collina innevata affacciata su un piccolo paesino fiammingo, vediamo gli abitanti pattinare sul lago ghiacciato della valle. Sullo sfondo tre cacciatori tornano dalla battuta di caccia insieme ai loro cani. Sopra di loro, appollaiato sui rami spogli di un albero, quattro uccelli osservano con curiosità perseguimenti e tentativi delle persone sottostanti. Bruegel si è specializzato in paesaggi dettagliati popolati da paesani, spesso adottando la visione a volo d'uccello, per raccontare la storia della nostra società e dell'esistenza umana. La sua opera contiene allegorie fantastiche sui vizi e le follie dell'uomo, utilizzando una satira perfetta per esprimere le tragiche contraddizioni dell'essere. In Cacciatori nella neve gli uccelli sembrano chiedersi: "Ma che stanno facendo gli umani? Perché sono tutti così indaffarati?"
Bruegel the Elder is another inspiration. Amongst his Renaissance masterpieces, he painted an exquisite landscape entitled Hunters in the snow. From a snowy hilltop overlooking a small Flemish town, we see villagers skating on a frozen lake in a valley. In the foreground, three hunters and their dogs return from a hunt. Above them, perched on the naked branches of a tree, four birds curiously observe the endeavours and pursuits of the people below. Bruegel specialised in detailed landscapes populated by peasants and frequently adopted the bird’s eye view to tell a story of society and human existence. His oeuvre also contains fantastical allegories of man’s vices and follies, using flawless satire to express the tragic contradictions of being. In Hunters in the snow, the birds appear to be speculating: “What are the humans doing down there? Why are they so busy?”[1]
[...] I think A Pigeon is an even clearer example of what I consider “trivialism”. This refers to the trivial heightened into a more appealing experience.[1]
  • Eppure le parole non sono sufficienti per ottenere una piena comprensione e una totale comunicazione - ciò spiega in qualche modo la carenza di parole nella trilogia sulla vita. Penso che il ritratto visivo dell'essere umano, sia nella pittura che nel cinema, possa esprimere più delle parole. Non so spiegarlo altrimenti.
But words are not sufficient to create full understanding and total communication – a fact that somehow explains the lack of words in the the Living Trilogy. I think that the visual portrait of the human being, both in painting and in film, tells us more than words. I cannot explain it in another way.[1]
  • Sto cercando di mostrare quanta cura dovremmo mostrare per quel poco che ci è rimasto. Voglio rendere visibile la vulnerabilità e la debolezza che ci portiamo con noi.
I'm trying to show we have to care for the little we have left. I want to show the vulnerability, and the weakness we carry.[2]
  • Mi sono reso conto di non riuscire a filmare in ambientazioni reali. Preferisco l'iperreale. [...] Appare reale, ma tutto è purificato e condensato. Sono affascinato da come la grandiosità, la pochezza e la mortalità della vita così appaia più chiara.
I've come to realise that I can't shoot real environments. I prefer a hyperreality. [...] It looks real but it's purified and condensed. I'm fascinated by how life's grandness, smallness and mortality appear much clearer this way.[2]
  • Sento di non poter smettere di realizzare film. [...] Penso all'esistenza. Nel piccione proietto me stesso.
I feel like I can't stop filming. [...] It's me thinking about existence. I project myself as a pigeon.[2]
  • [Ingmar Bergman] è cresciuto nella casa di un vescovo. Ogni anno, nella stagione estiva, i suoi genitori lo mandavano in Germania, dalla Gioventù hitleriana. Non ha mai abbandonato quell'ideologia. [...] Non si percepisce nei suoi film. Ma secondo me era molto tendente al pensiero di destra. Direi quasi un po' fascistoide - più di quanto non si dica. Con questo non voglio muovere alcuna accusa; è il padre ad averlo mandato dalla Gioventù hitleriana.
He grew up in a bishop’s home. Every year, at summertime, his parents sent him to Germany, and, you know, he went to the Hitler Youth. He never left that ideology. [...] It was not visible in his films. But personally, he was very right-wing. Almost a little fascistic — more than we talk about. But I don’t accuse him for that; it was his father that sent him to the Hitler Youth.[3]
  • Mi chiedo se potrò ancora muovere la macchina da presa. Mi piacerebbe, ma ci ho già provato. È peggio. [...] Dicono "Ah, ti ripeti sempre uguale con la tua camera fissa". [...] Eppure ci ho provato. Ma si perde qualcosa con i movimenti di macchina. Sinceramente, non so cosa si perda esattamente.
I wonder if I can ever move the camera again. I would like to, but I tried already. It gets worse. [...] Because people say, “Ah, you repeat yourself all the time, with your fixed camera. [...] And I have tried. And you lose something, if you move the camera. To be honest, I’m not sure what.[3]
  • Quello che cerco è l'autenticità. E ne trovo molta di più tra la gente per strada che tra gli attori professionisti. In Svezia ci sono dieci milioni di abitanti, quindi ci sono anche dieci milioni di personaggi [...]
What I look for is authenticity. I found more of it among people on the street than among professional actors. I mean, there are 10 million inhabitants of Sweden, which is 10 million characters [...][3]

Film[modifica]

Note[modifica]

  1. a b c d e Dal presskit di Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza, coproductionoffice.eu.
  2. a b c (EN) Citato in Roy Andersson: 'I'm trying to show what it's like to be human', TheGuardian.com, 28 agosto 2014.
  3. a b c (EN) Citato in Steve Macfarlane, Not "Making Bad Movies with State Money": Roy Andersson on A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence, FilmmakerMagazine.com, 5 giugno 2015.

Altri progetti[modifica]