Sabino Cassese

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Sabino Cassese al Festival dell'Economia di Trento nel 2014

Sabino Cassese (1935 – vivente), giurista e accademico italiano.

Citazioni di Sabino Cassese[modifica]

  • La Costituzione repubblicana passa sopra gli apparati, senza toccarli, proprio perché in essa rivive l'ottocentesca mitologia parlamentaristica. I tempi e i periodi della storia amministrativa sono regolati su altri ordini, piú concreti, piú legati a storia sociale che a quella costituzionale. (da Esiste un governo in Italia?, Roma 1980, p. 72; citato in Ginsborg 1989, p. 208)
  • La democrazia maggioritaria, che attribuisce al popolo il potere di scelta del governo, togliendolo sia ai partiti sia al Parlamento, finisce inesorabilmente per produrre due effetti: rafforzare l'esecutivo rispetto al legislativo e diminuire il pluralismo. È a questi effetti – e agli inconvenienti che possono produrre – che occorre quindi guardare, chiedendosi che cosa possa temperare l'uno e l'altro.
    Per temperare un esecutivo forte, non c'è altro rimedio che un'investitura popolare separata del Parlamento e del governo. Solo se il governo non è figlio del Parlamento, questo gli si potrà opporre. Per moderare l'accentramento dei poteri in un corpo unico, non c'è altro che decentrare, deconcentrare, specializzare i poteri pubblici, dando a ciascuno di essi un campo o un'area di azione, sottraendo – dove possibile – la loro investitura al corpo politico e affidandola a custodi separati. (da Maggioranza e minoranza, introduzione, p. 8)

Oltre lo Stato[modifica]

  • La società civile nella dimensione globale si sviluppa sia a misura che si presentano problemi che possono trovare una soluzione solo in termini globali –– basti pensare al riscaldamento dell'atmosfera –, sia a misura che i mezzi di comunicazione fanno diventare globali problemi che sono nazionali. Si aggiunga che gli stessi movimenti anti-globalizzazione non fanno che rafforzare la globalizzazione, poiché essi contribuiscono a creare un'opinione pubblica globale. (cap. II.6, p. 28)
  • Da queste ambiguità discende il comportamento contraddittorio degli Stati che dominano la scena mondiale. Questi cercano di utilizzare a loro vantaggio il diritto internazionale, applicandolo in modi che riflettono la loro superiorità di fatto. Tuttavia, poiché debbono essi stessi sottostare alle norme globali, cercano di sottrarsi al loro imperio, limitandone l'applicazione. (cap. II.9, p. 34)
  • Nei sistemi regolatori globali si ripete l'esperienza propria degli Stati nella loro fase formativa, quella della polisinodia. Abbondano i comitati, per lo più consultivi, nei quali vengono elaborate le proposte di decisione. (cap. III.5, p. 52)
  • L'interrogativo che Vittorio Emanuele Orlando si poneva nella sua prolusione romana del 1947, ossia se quella che egli chiamava «rivoluzione mondiale» conducesse a un unico Stato dominante o a una rete o associazione di Stati, ha trovato una risposta ambigua: ci sono, allo stesso tempo, globalizzazione e americanizzazione. (cap. V.3, p. 106)

Bibliografia[modifica]

  • Sabino Cassese, Maggioranza e minoranza: il problema della democrazia in Italia, Garzanti, 1995.
  • Sabino Cassese, Oltre lo Stato, Laterza, 2006. ISBN 978-88-420-8136-4
  • Paul Ginsborg, Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, traduzione di Marcello Flores e Sandro Perini, Einaudi, 1989. ISBN 88-06-16054-8

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