Sergej Michajlovič Ėjzenštejn

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Sergej M. Ejzenštejn)
Sergej Ėjzenštejn

Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (1898 – 1948), regista, sceneggiatore, montatore, scrittore, produttore cinematografico e scenografo sovietico.

Citazioni di Sergej Ėjzenštejn[modifica]

  • Con la combinazione di due rappresentabili diviene così la notazione di qualcosa che graficamente è irrapresentabile... Ma questo è il montaggio![1]
  • Date loro la possibilità di istruirsi e la fertilità cerebrale delle masse sarà come un nuovo, ricchissimo humus.[2]

Citazioni su Sergej Ėjzenštejn[modifica]

  • Il pensiero di Ejzenštejn è dispotico: esso toglie l'aria, elimina quella inespressa inafferrabilità che costituisce la caratteristica più affascinante dell'arte come tale. (Andrej Arsenevič Tarkovskij)
  • La sua fama è dovuta anche alla "sceneggiatura rigida" in cui tutto è previsto fin nei minimi dettagli. Il film prima lo girava nella testa e poi passava alla macchina da presa. (Bruno Amatucci)
  • L'allusività sfrenata e priva di gusto del regista che fa ogni sforzo per dare all'azione umana non il suo significato vero ma quello che lui vuole imporle.
  • La messa in scena nel cinema ha il compito di sconvolgerci con la bellezza delle immagini artistiche, con la loro profondità, e non con un'importuna illustrazione del significato racchiuso in esse. L'insistente spiegazione del significato limita la fantasia dello spettatore. (Andrej Arsenevič Tarkovskij)
  • Quando Eisenstein si recò a Hollywood e gli venne domandato che cosa ammirasse di più del cinema americano, rispose senza esitare: «Chaplin, Stroheim e Walt Disney.» Al suo incontro con Stroheim, il grande regista sovietico affermò: «Noi mostriamo Rapacità [Greed film diretto da Stroheim] a tutti i nostri giovani registi, sceneggiatori e tecnici, come esempio di quanto c'è di meglio nel cinema!» (Peter Noble)

Note[modifica]

  1. Citato in Paolo Bertetto, Introduzione alla storia del cinema, UTET, 2002.
  2. Da una conversazione con Chaplin; riportato in Charlie Chaplin, La mia autobiografia, traduzione di Vincenzo Mantovani, Mondadori, 1964, p. 386: «Discutendo con lui sul comunismo, un giorno, gli chiesi se pensava che il proletariato istruito fosse pari, mentalmente, all'aristocratico forte della tradizione culturale delle generazioni che lo avevano preceduto. Credo che rimase sorpreso della mia ignoranza. Eisenstein, che proveniva da una famiglia di tecnici appartenente alla borghesia russa, disse: "Date loro la possibilità di istruirsi e la fertilità cerebrale delle masse sarà come un nuovo, ricchissimo humus".»

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]