Sherwood Anderson

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Sherwood Anderson a Central Park, 1939

Sherwood Anderson (1876 – 1941), scrittore statunitense.

  • Ogni essere umano al mondo è come Gesù Cristo, e per questo motivo sarà crocefisso. (da The Philosopher)
  • Sono un amante che non ha trovato l'oggetto del suo amore. (dal racconto Tandy della raccolta Winesburg, Ohio, The Modern Library, New York, 2002, p. 128)
  • La sua mente era trascinata via dalla crescente passione per i sogni. A guardarlo non aveva l'aria molto in gamba. Mentre il ricordo di quelle piccole cose gli occupava la mente, chiuse gli occhi e si appoggiò allo schienale. Rimase a lungo così e quando si mosse, e tornò a guardare dal finestrino, il suo paese era scomparso, e tutta la sua vita in quel luogo era diventata nient'altro che uno sfondo per dipingervi sopra i sogni della sua gioventù. (da Winesburg, Ohio, The Modern Library, New York, 2002)

Incipit di Winesburg, Ohio[modifica]

Per lo scrittore, un vecchio dai baffi bianchi, era una faccenda complicata andarsene a letto. Le finestre infatti erano piuttosto in alto ma lui la mattina, svegliandosi, voleva vedere gli alberi. Per cui aveva chiamato un falegname e aveva fatto rialzare il letto a livello dei davanzali.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni su Sherwood Anderson[modifica]

  • L'idea che lo sforzo creativo e le sostanze che alterano la mente siano strettamente legati è una delle grandi mistificazioni pop-intellettuali del nostro tempo. I quattro scrittori del ventesimo secolo il cui lavoro è soprattutto responsabile di questa mitologia sono probabilmente Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson e il poeta Dylan Thomas. [...] Lo scrittore tossicodipendente è nient'altro che un tossicodipendente, sono tutti in altre parole comunissimi ubriaconi e drogati. La pretesa che droghe e alcol siano necessari per sopire una sensibilità più percettiva non è che la solita stronzata autogiustificativa. [...] Hemingway e Fitzgerald non bevevano perché erano creativi, diversi o moralmente deboli. Bevevano perché è quello che fanno gli alcolisti. Probabilmente è vero che le persone creative sono più vulnerabili di altri all'alcolismo e alla dipendenza dagli stupefacenti, e allora? Siamo tutti uguali quando vomitiamo ai bordi della strada. (Stephen King)

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