Silvio Garattini

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Silvio Garattini (1928 – vivente), scienziato italiano.

  • I rimedi omeopatici sono i risultati di diluizioni talmente estreme dei principi attivi di partenza che, nella maggioranza dei casi, non contengono più neppure una molecola di quelle sostanze. E in assenza di principio attivo, è difficile sostenere che questi preparati possano svolgere di per sé una qualsiasi azione terapeutica.[1]
  • Il trapianto di organi, principalmente fegato, rene, cuore, polmone è ormai una realtà consolidata. Un trapianto non fa più notizia perché è diventato un intervento quasi di routine. L'unico ostacolo alla sua diffusione è rappresentato dalla scarsa disponibilità di organi dovuta purtroppo a scarsa organizzazione e spesso a cattiva volontà.[2]
  • Però la funzione degli organi trapiantati tende purtroppo a deteriorarsi abbastanza rapidamente nel tempo. La sopravvivenza media di un rene e di un cuore trapiantato è di circa 8 anni, come lo era due decenni or sono, e ciò nonostante i notevoli progressi nella terapia anti-rigetto. Ciò vuol dire che tutto sommato una buona percentuale dei pazienti trapiantati si ritrova dopo alcuni anni nelle stesse condizioni di partenza. Mentre per il rene esiste la possibilità di ritornare alla dialisi, per il cuore e per il fegato è necessario trovare un altro organo, non sempre reperibili, per un secondo trapianto.[2]
  • Se usiamo la parola "vivisezione" sono il primo a essere inorridito. Letteralmente vuol dire "sezionare i viventi", cosa che però non avviene nei laboratori, dove gli animali non vengono affatto aperti in maniera brutale, bensì sono soggetti ad analisi ed esperimenti sempre in sicurezza, nel rispetto di tutte le norme. Il termine giusto sarebbe "sperimentazione animale": paradossalmente, sarebbe più corretto chiamare "vivisezione" qualsiasi intervento chirurgico facciamo sull'uomo.[3]
  • Si definiscono farmaco o medicinale una sostanza o un composto in grado di influenzare i processi fisiologici o patologici di un organismo e che si impiegano per la prevenzione o cura di una specifica malattia.[4]
  • [Sulla sperimentazione animale] Secondo me bisogna fare una distinzione importante: vogliamo parlare di questo tema sul piano etico o scientifico? Perché sul piano etico io posso capire le persone che non vogliono che vengano maltrattati gli animali. Però da questi vorrei coerenza: non si dovrebbe mangiare carne, né tanto meno usare farmaci. Ancor di più non si dovrebbe ricorrere a medicinali per i propri cani e gatti, perché tutti i farmaci che si usano per gli animali domestici arrivano dalla sperimentazione fatta dagli uomini, attraverso quelle pratiche che loro stessi contestano.[3]
  • Topi, ratti e tutte le specie animali hanno in comune con l'uomo molte cose: gli stessi organi, la stessa circolazione del sangue, un cervello, un cuore che pompa, il sistema nervoso, quello endocrinologico, un sistema immunitario fatto con le stesse componenti... Oggi poi con la genomica sappiamo che il sistema genetico è fondamentalmente uguale, si differenzia solo da specie a specie per alcune componenti particolari. La sperimentazione animale va vista non come lo specchio della sperimentazione umana, ma come un modello. D'altronde, è così in ogni attività scientifica: se uno decide di costruire un aeroplano non va diretto in officina ad assemblare i pezzi, ma prima fa dei modellini e li sottopone a delle prove.[3]

Note[modifica]

  1. Da Acqua fresca?, p. 45.
  2. a b Da Nuovi farmaci anti-rigetto, la Repubblica, 28 ottobre 1995.
  3. a b c Dall'intervista di Michela Emmanuele, «La campagna anti-vivisezione? È falsa perfino nel nome». Silvio Garattini, intervista definitiva in difesa della sperimentazione animale Leggi di Più: Garattini smonta la campagna anti-vivisezione, Tempi.it, 11 novembre 2013.
  4. Da Acqua fresca?, p. 47.

Bibliografia[modifica]

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