Slogan fascisti

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Slogan fascista presente a Coazze, Torino

Raccolta di slogan fascisti.

Attribuiti[modifica]

  • Abbiamo dei vecchi e dei nuovi conti da regolare: li regoleremo.[1]
  • A chi l'Abissinia? A noi.[2]
  • Agli atti di guerra risponderemo con atti di guerra.[3]
  • Adoriamo il lavoro che dà la bellezza e l'armonia alla vita.[4]
  • Affettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.[5]
  • Alle sanzioni militari risponderemo con misure militari.[6]
  • All'ombra dei nostri gagliardetti è bello vivere, ma se sarà necessario sarà ancora più bello morire.[7]
  • Anche con l'opera quotidiana, minuta ed oscura si fa grande la Patria.[8]
  • Andremo contro chiunque, di qualunque colore, tentasse di traversarci la strada.[9]
  • Attraverso il fascismo apriamo il varco.[12]
  • Audace e cauto è di pattuglia. Saldo nella difesa, rapido all'attacco. Tornerai vittorioso alla tua dolce casa.[13]
  • Autorità, ordine e giustizia.[14]
  • Badate che l'Italia non fa più una politica di rinunce o di viltà, costi quello che costi.[15]</ref>
  • Baionette italiane: al vostro acciaio è affidato col destino d'Italia quello dei popoli d'Europa.[16]
  • Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra.[17]
  • Bisogna diventare migliori, bisogna che tutti gli Italiani si considerino soldati fedeli al loro posto, alla loro consegna.[18]
  • Bisogna essere forti.[19]
    • Bisogna essere forti, bisogna essere sempre più forti.[20]
  • Bisogna lavorare e procedere.[21]
  • Bisogna sopratutto osare.[22]
  • Camminare e costruire e se necessario combattere e vincere.[24]
  • Chi lavora la terra è considerato tra i primi.[25]
  • Chi non è con noi è contro di noi.[26]
  • Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.[27]
  • Chi osa vince.[28]
  • Chi si ferma è perduto.[29]
  • Coloro che lavorano avranno il primo posto, perché la Nazione di domani sarà la Nazione dei produttori, e non quella dei parassiti.[30]
  • Colui che abbandona la terra senza un supremo motivo, io lo considero un disertore dinanzi al popolo italiano.[31]
  • Combattere e vincere.[32]
  • Come amate vostra madre dovete, con la stessa purezza di sentimento, amare la madre comune: la Patria nostra.[33]
  • Come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.[34]
  • Con il Duce fino alla morte.[35]
  • Continuiamo a marciare nella pace, per i compiti che ci aspettano domani e che fronteggeremo con il nostro coraggio, con la nostra fede, con la nostra volontà.[36]
  • Credere, obbedire, combattere.[37]
  • Date tutto alla terra, che è una banca che non fallisce mai.[38]
Slogan ancora presente, seppur sbiadito, su una casa: È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende
  • Dei sacri confini guardia sicura.[39]
  • Dieci per dieci: un secolo.[40]
  • Diffida di tutto. Non fidarti di nessuno.[41]
  • Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo. (Giovanni Giuriati, Gioventù fascista, 1931)
  • Dio. Patria. Famiglia.[42]
  • Disciplina, concordia e lavoro per la ricostruzione della Patria.[43]
  • Disciplina ed ordine formano la grandezza di un popolo.[44]
  • Due popoli: una guerra.[45]
  • Durare sino alla vittoria, durare oltre la vittoria, per l'avvenire e la potenza della nazione.[46]
  • Dux nobis.
Duce a noi.[47]
  • È lo spirito che doma e piega la materia, è lo spirito che crea la santità e l'eroismo.[48]
  • È meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.[49]
  • È solo l'azione che dà la tempra alle anime.[50]
  • È un grande ramo d'ulivo che io innalzo. Questo ulivo spunta da un'immensa foresta di otto milioni di baionette.[51]
  • Eja, Eja, Alalà![52][53] (Gabriele D'Annunzio, Impresa di Fiume, 7 agosto 1918)
  • È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.[54]
  • Fede illumina. Amore abita. Pace amministra. Onore adorna.[55]
  • Fermarsi significa retrocedere.[56]
  • Forte come la morte.[57]
  • Forze armate e popolo sono tutt'uno.[58]
  • Fra tutti i lavoratori i più nobili e i più disciplinati sono i lavoratori della terra.[59]
  • Fummo e saremo sempre cavalieri della sovranità.[60]
  • Gli italiani debbono farsi una mentalità autarchica.[61]
  • Hanno diritto all'impero i popoli fecondi.[62]
  • I lavoratori che abbandonano la terra sono destinati a decedere.[63]
  • Il coraggio è abitudine.[64]
  • Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo.[65]
  • Il destino dei popoli che si sono inurbati ed hanno abbandonato la terra è storicamente segnato, è la decadenza che li attende.[66]
    • I popoli che abbandonano la terra sono destinati alla decadenza.[67]
  • Il Duce ha sempre ragione.[68]
    • Mussolini ha sempre ragione.[69]
  • Il fascismo considera i contadini in guerra e in pace quali forze fondamentali delle fortune della Patria.[70]
  • Il fascismo da fenomeno italiano è diventato fenomeno universale.[71]
  • Il fascismo è un esercito in cammino.[72]
  • Il fascismo non vi promette né onori né cariche, ma il dovere e il combattimento.[73]
  • Il fascismo rivendica il suo preminente spirito contadino.[74]
  • Il fascismo stabilisce l'eguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla Nazione.[75]
  • Il fascismo vuol preparare le giovani generazioni al lavoro e al combattimento.[76]
  • Il lavoro è la cosa più alta, più nobile, più religiosa della vita.[77]
  • Il lavoro italiano non andrà più a fecondare le terre altrui.[78]
  • Il lavoro tranquillo, ordinato, intelligente, deve diventare la norma fondamentale di vita di tutti i buoni cittadini italiani.[79]
  • Il nemico del fascismo è il tuo nemico: non dargli quartiere.[80]
  • Il nemico vi ascolta. Tacete![81]
  • Il numero è potenza.[82]
  • Il nuovo Impero è stato fatto dal popolo, è impresa di popolo.[83]
  • Il partito è la riserva politica e spirituale del Regime.[84]
  • Il Partito Nazionale Fascista è un esercito sempre pronto al combattimento.[85]
  • Il passato e già dietro le nostre spalle. L'avvenire è nostro.[86]
  • Il passato mi esalta con la ricchezza della sua gloria. L'avvenire mi seduce con il fiore delle sue promesse. La mia legge è di andare sempre più oltre, perché la vittoria più bella è sempre quella per cui si deve ancora combattere.[87]
  • Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è lo spirito del popolo.[88]
  • Il popolo italiano ascolta le parole, ma giudica dai fatti.[89]
  • Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.[90]
    • Salutiamo l'Impero che risorge sui colli fatali di Roma.[91]
  • Il popolo italiano marcerà sulla strada della sua grandezza e rovescerà tutti gli ostacoli che gli sbarrassero il cammino.[92]
  • Il regime fascista trae dal passato e dal presente le energie per balzare incontro al futuro.[93]
  • Il ricordo delle antiche prove freme nei nostri cuori così come l'impeto verso il futuro.[94]
  • Il secolo XX sarà il secolo del fascismo.[95]
  • In questo mondo scuro, tormentato e già vacillante, la salvezza non può venire che dalla verità di Roma, e da Roma verrà.[96]
  • Io conosco bene i rurali d'Italia e so che essi sono sempre pronti a far zaino in spalla, cambiare la vanga col fucile.[97]
Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione
  • Io mi vanto sopratutto di essere un rurale.[98]
  • Io preferisco coloro che lavorano duro, secco, sodo, in obbedienza e possibilmente in silenzio.[99]
  • I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono col portare quelle degli altri.[100]
  • I popoli forti hanno amici vicini e lontani in tempo di pace, in caso di guerra sono temuti.[101]
  • I popoli forti sanno guardare in faccia il proprio destino.[102]
  • I soldati italiani sono oggi i migliori del mondo.[103]
  • Italia dura, Italia volitiva, Italia guerriera.[104]
  • Italia e fascismo costituiscono un'identità perfetta, indissoluta, inalterabile.[105]
  • Italia proletaria e fascista, Italia di Vittorio Veneto e della Rivoluzione, in piedi![106]
  • I vecchi conti d'Africa sono regolati fino al centesimo.[107]
  • L'esercito è garanzia sicura dei destini della patria.[108]
  • La bandiera si onora degnamente in un modo solo. Compiendo sempre e comunque il proprio dovere.[109]
  • La classe lavoratrice è la potenza, la speranza, la certezza dell'avvenire d'Italia.[110]
  • La garanzia della pace riposa sulle nostre forze armate.[111]
  • La giustizia senza la forza sarebbe una parola priva di significato.[112]
  • La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe.[113]
  • La marcia continua perché altre mete attendono il segno romano della nostra conquista.[114]
  • La mia ambizione è questa: rendere forte, prosperoso, grande, libero il popolo italiano.[115]
  • La mia formula è semplice: niente per niente. Chi vuole da noi prove concrete di amicizia, tali prove concrete di amicizia ci dia.[116]
  • La pace riposa sulle nostre forze armate.[117]
  • La parola d'ordine non può essere che questa: disciplina.[118]
  • La Patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà.[119]
  • La Patria non si nega, ma si conquista.[120]
  • La più profonda eloquenza è nei fatti.[121]
  • La popolazione lavoratrice italiana può dirsi all'avanguardia per probità, per onestà, per laboriosità, per diligenza, per intelligenza.[122]
  • La potenza d'Italia va oltre gli oceani e la sua fatta va oltre le stelle.[123]
  • La potenza di un popolo dipende dalla sua massa numerica e dalla sua fedeltà alla terra.[124]
  • La razza domina e sviluppa e feconda la terra.[125]
  • La rivoluzione delle camicie nere non è stata fatta contro il popolo, ma è stata fatta per il popolo italiano.[126]
  • La rivoluzione fascista continua.[127]
  • La rivoluzione fascista ha trovato le sue migliori legioni fra i rurali.[128]
  • La rivoluzione fascista rimane unitaria nella disciplina, totalitaria nell'azione.[129]
  • La salvezza non può che venire dalla verità di Roma e da Roma verrà.[130]
  • La scienza, la volontà, la fede possono attenuare gli effetti delle forze non benefiche della natura.[131]
  • La stasi debilita, l'azione rinfranca.[132]
  • La terra e la razza sono inscindibili. Attraverso la terra si fa la storia della razza e la razza domina e sviluppa e feconda la terra.[133]
  • La terra non tradisce mai.[134]
  • La vera fonte, la vera origine di tutta l'attività umana è la terra.[135]
  • La vittoria africana resta nella storia della Patria integra e pura come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.[136]
  • Lavorare e tacere.[137]
  • Lavoriamo per un'Italia più grande.[138]
  • Le frontiere non si discutono, si difendono.[139]
  • L'Europa sarà domani fascista per lo sviluppo logico degli eventi.[140]
  • Libro e moschetto, fascista perfetto.[141]
  • L'Italia a mio avviso deve rimanere una Nazione a economia mista, con una forte agricoltura, che è alla base di tutto.[142]
  • L'Italia avrà il suo grande posto nel mondo.[143]
  • L'Italia desidera la pace, ma non teme la guerra.[144]
  • L'Italia è un esercito che ha conquistato molte vittorie e molte ne conquisterà nel futuro.[145]
  • L'Italia è un'isola che si immerge nel Mediterraneo. Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.[146]
    • Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.[147]
  • L'Italia fascista è un'immensa legione che marcia sotto i simboli del Littorio verso un più grande domani - nessuno può fermarla, nessuno la fermerà.[148]
  • L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai.[149]
  • L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del littorio romano.[150]
  • L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile.[151]
  • L'Italia oggi serve la causa della civiltà umana.[152]
  • L'obbedienza dev'essere pronta, rispettosa e leale.[153]
  • Lo slancio vitale del popolo italiano non fu e non sarà mai fermato.[154]
  • Lo Stato fascista è una volontà di potenza e d'imperio.[155]
  • L'unità religiosa è una delle grandi forze di un popolo.[156]
  • Marciare per non marcire.[157]
  • Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non prepararsi è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo.[159]
  • Molti nemici, molto onore.[160]
  • Mussolini ha sempre ragione. (da Leo Longanesi, L'italiano, 11 febbraio 1926; citato in Vademecum del perfetto fascista, Vallecchi)[161]
  • Nelle colonie si continua la Patria.[162]
  • Nell'Italia fascista il capitale è agli ordini dello Stato.[163]
  • Nel segno del littorio noi abbiamo vinto, nel segno del littorio noi vinceremo domani.[164]
  • Nessuno si illuda di poterci piegare senza avere duramente combattuto.[165]
  • Nobile è veramente colui che produce, colui che porta il suo sasso, sia pure modesto, all'edificio della Patria.[166]
  • Noi celebriamo i nostri eroi marciando sulle strade.[167]
  • Noi ci sentiamo fratelli in ispirito con coloro che lavorano.[168]
  • Noi creiamo una nuova civiltà del lavoro.[169]
  • Noi diciamo prima i doveri e dopo i diritti.[170]
  • Noi dobbiamo avere un'aviazione che domina i cieli.[171]
  • Noi dormiamo con la testa sullo zaino.[172]
  • Noi eravamo già grandi quando in molte parti del mondo i popoli non erano ancora nati.[173]
  • Noi esaltiamo il lavoro come segno della nobiltà dell'uomo.[174]
  • Noi non siamo gli imbalsamatori di un passato, siamo gli anticipatori di un avvenire.[175]
  • Noi potremo allora, domani, quando tra il 1935 e il 1940 saremo a un punto direi cruciale della storia europea, potremo far intendere la nostra voce e vedere finalmente riconosciuti i nostri diritti.[176]
  • Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo.[177]
  • Noi siamo contro la vita comoda.[178]
    • Il fascista disdegna la vita comoda.[179]
  • Noi siamo pronti a difendere la nostra folgorante vittoria con la stessa intrepida e inesorabile decisione con la quale l'abbiamo conquistata.[180]
  • Noi sogniamo l'Italia romana, cioè saggia e forte, disciplinata ed imperiale.[181] (Mussolini)
  • Noi tireremo dritto.[182]
  • Noi vogliamo che i giovani raccolgano la fiaccola, s'infiammino della nostra fede e siamo pronti e decisi a continuare la nostra fatica.[183]
  • Non basta che il popolo sia ordinato e tranquillo all'interno, è necessario che le forze armate gli conferiscano la sua pace e la sua sicurezza.[184]
  • Non ci sono cose grandi o piccole: c'è il dovere.[185]
  • Non dobbiamo aver paura di aver coraggio.[186]
  • Non siete disarmati, se il vostro spirito è amrata, se la vostra fede è potente e la vostra disciplina fermissima.[187]
  • Non si getta il fardello prima di avere raggiunto la meta.[188]
  • Non v'è assedio che possa piegarci, né coalizione, per quanto numerosa, che possa illudersi di distoglierci dalle nostre mete.[189]
  • Non v'è diritto senza che prima sia compiuto un dovere.[190]
Slogan su una casa di San Fili: Sostare è retrocedere
Slogan su una casa di Moltaldeo
  • Obbedire in silenzio.[191]
  • Ogni casa nuova che sorge nelle campagne ad ospitare, in ampie e solide stanze, una delle nostre prolifiche famiglie di contadini, rappresenta un elemento di garanzia per il futuro del popolo italiano.[192]
  • Oltre alla potenza delle armi, noi possediamo la potenza dello spirito, cioè la compattissima unità morale del popolo italiano.[193]
  • Onorate il pane, gloria dei campi, fragranza della terra, festa della vita.[194]
  • Osare, durare, vincere.[195]
  • Passano gli anni, ma la nostra fede è intatta come nelle vigilie di combattimento.[196]
  • Patria. Religione. Famiglia.[197]
  • Per le glorie di oggi e per quelle avvenire siamo pronti a tutto.[198]
  • Per l'Italia ora e sempre.[199]
  • Per noi fascisti morire non è morire quando si muore per l'Italia.[200]
  • Più profondo il solco, più alto è il destino.[201]
  • Pondere et igne iuvat.[202]
    • Aiuta con la massa e col fuoco.
  • Prepariamo per difendere l'impero le giovani armate di domani e poiché esse sono animate dallo spirito fascista saranno invincibili.[203]
  • Prima morte che stanchezza. Non mi stanco di servire. Non mi stanco di giovare.[204]
  • Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici.[205]
  • Quello che abbiamo fatto è importante, ma per noi è più importante quello che faremo.[206]
  • Quello che dobbiamo conquistare ci interessa di più del già conquistato.[207]
  • Questa è l'epoca nella quale bisogna sentire l'orgoglio di vivere e di combattere. Questa è l'epoca in cui un popolo misura al metro delle forze ostili la sua capacità di resistenza e di vittoria.[208]
  • Questo regime politico parte da un presupposto indiscutibile ed intangibile: la monarchia e la dinastia.[209]
  • Raccogliendo tutte le energie, perfezionando incessantemente il metodo di combattimento e portando nella lotta molto entusiasmo, fervore, spirito di decisione, noi siamo sicuri di vincere la tubercolosi, perchè il popolo italiano vuole essere sano, perchè vuole andare alla potenza e alla gloria.[210]
  • Raccogliete lo spirito dei nostri indimenticabili morti e fatene lo spirito ardente della Patria immortale.[211]
  • Repubblica e socializzazione.[212]
  • Resistere ad ogni costo.[213]
  • Resistere per vincere, vincere per la libertà e per la giustizia.[214]
  • Ricordare e prepararsi.[215]
  • Ricordate che oggi non vi sarebbe la marcia su Mosca, marcia che sarà infallibilmente vittoriosa, se venti anni prima non ci fosse stata la marcia su Roma.[216]
  • Rimanendo rurali sarete più vicini al mio cuore.[217]
  • Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano (Roma, 7 aprile 1926)
  • Roma ha dato la civiltà al mondo.[219]
  • Salutate nel Duce il fondatore dell'Impero.[220]
  • Saviezza governa. Lavoro opera. Gioia ricompensa. Fedeltà conserva.[222]
  • Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.[223]
  • Se combatteremo vinceremo per la grandezza presente, passata e futura.[224]
  • Se la disciplina sarà ferma, se la passione sarà pura, l'Italia sarà sempre più grande.[225]
  • Se la vittoria fu mutilata una volta non è detto che possa essere mutilata un'altra volta.[226]
  • Siamo sicuri di noi stessi, perché, come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.[227]
  • Siate fieri delle vostre montagne.[228]
  • Soldato d'Italia, ricordati che dietro di te con occhi fidenti ti guardano la Patria e la famiglia.[229]
  • Solo Iddio può piegare la volontà fascista. Gli uomini e le cose mai.[230]
  • Sopratutto amiamo risentire, stando in mezzo a voi, l'anima eroica del vostro fascismo rurale, che qui nella vostra terra ha impiegato e vinto la più gloriosa battaglia.[231]
  • Sostare è retrocedere. La marcia continua, altre mète attendono il segno romano della nostra conquista.[232]
  • State sicuri che condurrò la rivoluzione fascista sino alla sua meta finale.[233]
  • State tranquilli che io vi porterò sempre più in alto, sempre più avanti.[234]
  • Sui rurali d'Italia la rivoluzione delle camicie nere ha contato ieri e conterà domani.[235]
  • Su la terra, sui mari, nei cieli sono ovunque i segni della nostra potenza, della nostra volontà.[236]
  • Tanto maggiori sono gli ostacoli e tanto più precisa e diritta deve essere la nostra volontà di superarli.[237]
  • Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietù talune dottrine d'oltralpe.[238]
  • Tu regere imperio populos, Romane, memento: hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos.[239]
    • Tu di reggere col tuo impero i popoli, o Romano, ricorda: queste saranno le tue arti, e alla pace d'imporre una regola, risparmiare gli arresi e sgominare i superbi.[240]
  • Tutto il popolo italiano lo sente e tutto il popolo è pronto a scattare come un solo uomo, quando si tratta della potenza e della gloria della Patria.[241]
  • Tutte le frontiere sono sacre: non si discutono, si difendono.[242]
  • Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.[243]
  • Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia.[244]
  • Una grande agricoltura italiana promuove lo sviluppo di molte industrie italiane.[245]
  • Una tappa del nostro cammino è raggiunta.[246]
  • Unica è la fede: l'amore di Patria. Unica la volontà: fare grande il popolo italiano.[247]
  • Un popolo ascende in quanto sia numeroso, laborioso e ordinato.[248]
  • Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.[249]
  • Verso la terra debbono volgersi le speranze e le energie dei popoli.[250]
  • Vincerà chi vorrà vincere.[251]
  • Vincere e vinceremo.[252]
  • Vi sarà lavoro per altri operai e case per altri contadini che daranno nuova ricchezza alla Sardegna e alla Nazione.[254]
  • Vivere pericolosamente.[255]
  • Voglio soprattutto che voi abbiate l'orgoglio di essere rurali.[256]
  • Voi marcerete travolgendo ogni ostacolo sino alla meta che vi è stata indicata.[257]
  • Voi siete l'aurora della vita, voi siete la speranza della Patria, voi siete soprattutto l'esercito di domani.[258]

Note[modifica]

  1. Citato su d'una abitazione di Drizzona, Cremona. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Cagliari l'8 giugno 1935 in occasione del saluto alla divisione "Sabauda".
  2. Citato sul portico di un edificio di Porto Viro, Rovigo.
  3. Citato su d'una abitazione di Stroppiana, Vercelli. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.
  4. Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.
  5. Citato sui muri dell'ospedale pediatrico 'Casa del Sole' di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 646. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.
  6. Citato su d'una abitazione di Mazzano, Brescia. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.
  7. Citato su d'una abitazione di Castelbellino, Ancona. Tratto dal discorso del 28 marzo 1926.
  8. Citato su d'una abitazione di Vergano, frazione di Brogomanero, Novara (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato a Vercelli il 28 settembre 1925.
  9. Citato su d'una abitazione di Quero, Belluno. Presente anche come "andremo contro chiunque tentasse di traversarci la strada" su d'una abitazione di Acciano e di Capestrano, L'Aquila. Tratto dal discorso pronunciato a Eboli il 6 luglio 1935 al passaggio in rivista di quattro battaglioni di CC.
  10. Lo slogan nacque nel febbraio 1918 come grido di guerra, inventato dal maggiore Luigi Freguglia per gli Arditi del 27º Reggimento fanteria "Pavia". La frase veniva scritta anche su abitazioni e caserme (ad esempio sulla sede della 89esima batteria contraerea della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale a Ceranesi in provincia di Genova, nei pressi del Santuario della Guardia). Spesso era scritta come "Duce a noi", come su d'una abitazione di Penne, Pescara e e in via Duca d'Aosta, Taranto.
  11. Citato in Dino Biesuz, Luserna, la battaglia che poteva cambiare il corso della Storia, Il Giornale di Vicenza, 11 luglio 2012
  12. Citato su d'una abitazione di Villa Santa Lucia, L'Aquila. Tratto dal discorso tenuto a Milano, a Piazza Duomo, l'1 novembre 1936.
  13. Citato su d'una abitazione di Locca, Ledro, Trento.
  14. Citato su d'una abitazione di Via Padova, Milano. Citato anche come "Ordine, autorità e giustizia" su d'una abitazione di Terme di Miradolo e di Confienza, Pavia. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 14 settembre 1929 a Roma in occasione dell'assemblea del PNF.
  15. Citato in Slogan fascista a Caggiano. Presente anche come "L'Italia non farà più una politica di rinunce o di viltà" su d'una abitazione di Boccioleto, Vercelli. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Udine il 20 settembre 1922.
  16. Citato su d'una abitazione di via Palermo, Messina. Tratto da un articolo di Benito Mussolini intitolato "Vittoria", apparso sul "Popolo d'Italia" il 17 maggio 1915.
  17. Citato su d'una abitazione di Mogliano Veneto, Treviso (vedi anche qui) e su d'una abitazione nella strada Calleri, Torino. Presente anche a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia la versione più estesa]: "un imperativo assoluto si pone: bisogna dare [...]". Tratto dal discorso all'Assemblea Quinquennale del Regime del 10 marzo 1929.
  18. Citato in Slogan fascista a Caggiano
  19. Citato su d'una abitazione a Coggiola, Biella (vedi anche qui). Anche presente in forma più estesa come "Bisogna essere forti nel coraggio, mai voltarsi indietro quando una decisione si è presa, ma andare sempre avanti", vedi le pareti di una abitazione di Grosio, Sondrio. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.
  20. Citato su d'una abitazione di Craveggia, Verbania e Rondò, Biella. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Avellino il 30 agosto 1936 per il gran rapporto alle Forze Armate ed al popolo dell'Irpinia.
  21. Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.
  22. Citato in Slogan fascista a Balmuccia (vedi anche qui) e su d'una abitazione di Crevacuore, Biella. Tratto dalla prefazione di Benito Mussolini al libro del Maresciallo Pietro Badoglio intitolato "La Guerra d'Etiopia" (Milano, Mondadori, 1936).
  23. Citato in Gennaro Sangiuliano, I «boia chi molla» di Reggio Calabria? Stranieri in patria, il Giornale, 21 febbraio 2011.
  24. Citato in Slogan fascista a Donnas. Presente anche su d'una casa di Villalago, L'Aquila e come Slogan fascista a Carcoforo nella forma "camminare, costruire [...]". Dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.
  25. Citato su d'una abitazione di Alessandria, in frazione di San Michele.
  26. Opposto significato di "Chi non è contro di noi è con noi"(Luca, 9, v. 50). Citata su d'una abitazione di Cambiasca, Verbania.
  27. Citato su d'una abitazione di Ambivere, Bergamo e su d'una di Fosseno, frazione di Nebbiuno, Novara. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930 diretto ai direttori federali del Partito.
  28. Citato su d'una abitazione di Valdobbiadene, Treviso.
  29. Citata su d'un palazzo in Piazza Valdesi, Cosenza ed a Villarboit, Vercelli. Tratto da un discorso pronunciato a Genova il 14 maggio 1938.
  30. Citato su d'una abitazione di Bugnara, L'Aquila. Tratta dal discorso di Mussolini del 18 gennaio 1923, visitando la sede della "Società trasporti automobilistici" di Milano.
  31. Citato su d'una abitazione di Villanova Biellese, Biella. Tratto dal discorso di Mussolini del 18 dicembre 1936 nell'agro Pontino.
  32. Citato su un ex edificio amministrativo ad Augusta, Siracusa. Tratto dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.
  33. Citato su d'una abitazione di Introdacqua, L'Aquila. Tratto dal discorso agli operai del porto di Bari del 10 aprile 1923.
  34. Citato su d'una casa a Bisegna, L'Aquila. Tratto dal discorso rivolto ai portuali di Bari a Palazzoo Chigi il 10 aprile 1923.
  35. Citato su d'una abitazione di Langosco, Pavia.
  36. Citato su d'una abitazione di Casalsigone, Cremona. Tratto dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.
  37. Citato in Slogan fascista a Boccioleto, Slogan fascista a Balmuccia e [Slogan fascista alla Casa del fascio di Lissone]. Tratto dal discorso alla Vecchia Guardia, a Roma, del 26 marzo 1939.
  38. Citato su d'una abitazione di Castelbellino, Ancona.
  39. Motto della Guardia Alla Frontiera, spesso trovato nei bunker, come in quelli di Casteldelfino e di Chianale, frazione di Pontechianale, provincia di Cuneo.
  40. Dalla rivista Un decennio d'opere in provincia di Varese, a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 - p. 111-112.
  41. Citato su un muro interno del forto Montecchio a Colico, Lucca. Stando a Daniela Montani, Archeologia militare in Alto Lario, 2 ottobre 2012 in www.rivistacomo.it, all'interno ci sarebbero numerosi altri motti.
  42. Citato sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca ed all'interno di un'abitazione di Villa Santa Maria, Chieti. Presente sul palazzo degli invalidi e mutilati di guerra di Andria, Bari come "per tre amori da forti pugnammo e soffriamo: Dio patria e famiglia".
  43. Citato in Slogan fascista a Boccioleto (vedi anche qui).
  44. Citato su d'una abitazione di Villarboit, Vercelli.
  45. Citsto su d'una abitazione di Monteferrante, Chieti. Tratto dal discorso del 10 giugno 1941 per il primo annuale dell'intervento militare.
  46. Citato in Slogan fascista a Caggiano
  47. Citato su d'una abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria, su vari muri di Città Sant'Angelo, Perugia e su d'una abitazione di Penne, Perugia.
  48. Citato su d'una abitazione di Sozzago, Novara e su d'una di Balmuccia, Vercelli. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.
  49. La frase venne scritta su un muro di una casa di Fagarè della battaglia, frazione di San Biagio di Callalta, Treviso, il 14 giugno 1918 da Bernardo Vicario, per ordine del maggiore Carlo Rivoli: confronta qui e qui. La frase venne ricitata da Mussolini nel discorso del 19 marzo 1928 pronunciato alla Camera dei Deputati, in onore del maresciallo Diaz. Citato su una "foglia" di rame del 1935, conservata nel Wolfsonian-FIU col numero "84.1.51" e su una moneta del 1928, definita "20 lire elmetto", codice "W-VE3/41-0" (vedi anche qui).
  50. Citato su d'una abitazione di Via Ripamonti nel quartiere Vigentino, Milano (vedi anche qui). Riferito anche come "è solo l'azione che tempra le anime", su d'una abitazione di Sozzago, Novara. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.
  51. Citato su d'una abitazione di Vaprio d'Agogna, Novara. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.
  52. È un grido di guerra coniato da Gabriele D'Annunzio e concepito come alternativo all'esterofilo "hip, hip, hurra!". Scritto su una bandierina tricolore donata agli aviatori, si diffuse soprattutto tra gli Arditi in seguito all'Impresa di Fiume; successivamente fu adottato dai fascisti.
  53. Lo slogan è composto di parole d'origine classiche: "eja" è una parola adoperata da Eschilo e Platone, utilizzata come grido di guerra dagli eserciti greci; particolarmente è riportato come l'urlo con il quale Alessandro Magno era solito incitare Bucefalo. "Alalà", diffusa nel Medioevo tra i Crociati, è un altro grido di guerra greco che compare in Pindaro e in Euripide.
  54. Citato in Slogan fascista a Rimasco. Tratto da un discorso di Mussolini prounciato per l'inaugurazione della Provincia di Latina il 18 dicembre 1934.
  55. Citato sulla facciata di un palazzo tra via Sassari e viale La Plaia, Cagliari.
  56. Tratto da un discorso di Mussolini in Piazza De Ferrari, Genova, 24 maggio 1926.
  57. Citato su d'una abitazione di Iglesias.
  58. Citato su d'una abitazione di Trivero, Biella (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dalla balconata della Casa del Fascio di Reggio Calabria il 31 marzo 1939.
  59. Citato su d'una abitazione di Grado, Gorizia. Tratto da un discorso nel Polesine del 15 dicembre 1926.
  60. Citato sui muri di un'abitazione di via Andrea Cirrincione, angolo con via Scampolo, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 647. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.
  61. Citato su d'una abitazione di Crevacuore, Biella. Tratto dal discorso di Benito Mussolini del 18 novembre 1937.
  62. Citato su d'una abitazione di Pezzana, Vercelli. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Potenza il 27 agosto 1936.
  63. Citato su d'una abitazione di Valganna, Varese.
  64. Citato su d'una abitazione di Colombella, Perugia e in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo.
  65. Citato su d'una casa a Carapelle Calvisio, L'Aquila ed a Camburzano, Biella. Tratto dal discorso pronunciato alla seconda Assemblea Quinquennale del Regime a Roma il 18 marzo 1934.
  66. Citato su d'una cascina di Cascina Strà, frazione di Vercelli (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato ai lavoratori dell'Agro Pontino a Littoria il 18 dicembre 1936.
  67. Citata su d'una abitazione di Messina e su d'una di Portonovo, comune di Medicina, Bologna. Tratta dal discorso del 3 novembre 1928, alla vigilia delle celebrazioni della vittoria nella prima guerra mondiale, rivolgendosi ai rurali.
  68. Citato su d'una abitazione di Bosconero, Torino. La frase fu coniata (nella forma "Benito Mussolini ha sempre ragione") da Leo Longanesi nel 1926 ed inclusa nel Vademecum del perfetto fascista, seguito da dieci assiomi per il milite. Nel 1928 fu ripresa dal Decalogo del milite fascista in questa forma.
  69. Citato su d'una abitazione di Carignano e di Brozolo, Torino.
  70. Citato su di un'abitazione di Rosignano Monferrato, Alessandria e su di un'abitazione di Solarino, Siracusa.
  71. Citato su d'una abitazione di Ofena, L'Aquila. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini il 18 Marzo 1934 per il quindicesimo anno dalla fondazione dei fasci di combattimento.
  72. Citato su d'una abitazione di Acireale, Catania. Tratto dal discorso del 27 ottobre 1930, per la celebrazione della marcia su Roma.
  73. Citato su d'una abitazione di Cortanze, Asti. Tratto dal discorso rivolto ai giovani fascisti a Roma il 2 ottobre 1931.
  74. Citato su d'una abitazione di Corigliano d'Otranto, Lecce. Tratto dal discorso pronunciato davanti all'Assemblea quinaquennale del regime per la convocazione di nuovi comizi elettoriali, a Roma, il 10 marzo 1923.
  75. Citato su d'una abitazione di Santo Stefano Medio, Messina. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 6 ottobre 1934.
  76. Citato su d'una abitazione a Crevacuore, Biella.
  77. Citato su d'una abitazione di Borgomanero, Novara (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini agli operai della Fiat a Torino il 25 ottobre 1923.
  78. Citato su d'una abitazione a Trivero, Biella. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Enna il 14 agosto 1937.
  79. Citato su d'una abitzione di Cascina Marangana, Novara. Tratto dal discorso pronunciato nel Piazzale della Vittoria di Vicenza il 23 settembre 1924.
  80. Citato su d'una abitazione di Odalengo Piccolo, Alessandria. Presente come 4° ordine del decalogo del milite: vedi P. N. F., Il primo e secondo libro del fascista, Roma, 1941, p. 87.
  81. Slogan presente su volantini e avvisi durante il tempo di guerra. Spesso era sostituita dalla frase più laconica "Taci!", rinvenuta su spille, abitazioni (ad esempio ad Ottati, provincia di Salerno) e video propagandistici (ad esempio il Giornale Luce C0159 del 07/07/1941).
  82. Citato su d'una abitazione di Capriata d'Orbia, Alessandria.
  83. Citato su d'una abitazione di Giarole e di Tortona, Alessandria. Tratto dal discorso del Gran Rapporto pronunciato da Benito Mussolini a Roma presso il Tempio di Venere il 30 maggio 1936.
  84. Citato su d'una abitazione di Sozzago, Novara. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, insediando a Palazzo Littorio il nuovo Direttorio del PNF.
  85. Citato su d'una abitazione di Fagarè della battaglia, Treviso.
  86. Citato su d'una abitazione di Arbia, frazione di Asciano, Siena. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 21 aprile 1934 per celebrare i natali di Roma.
  87. Citato su d'una abitazione di Castelmauro, Campobasso, piazza del Municipio, n. 10.
  88. Citato su d'una abitazione di Premeno, Verbania. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento e ripreso da Mussolini nel suo discorso al Direttorio del 10 marzo 1943.
  89. Citato sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 7 dicembre 1935.
  90. Citato su d'una abirazione di Volongo, Cremona, sulla Casa del fascio di Lissone e sulla galleria dei legionari trentini, a Trento. La versione più lunga "[...] con le sue armi: in questa certezza suprema levate in alto, legionari, le insegne, il ferro e i cuori a salutare dopo quindici secoli la riparazione dell'Impero sui colli fatali di Roma. Ne sarete voi degni? Questo grido è come un giuramento dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini per la vita e per la morte" è presente sulle mura dell'ex palazzo del fascio di Imola. Presente anche come "L'Italia ha fondato col suo sangue l'Impero" su d'una abitazione di Villadeati, Alessandria. Tratto dal discorso di Benito Mussolini da Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.
  91. Citato su d'una abitazione di Cortanze, Asti. Versione modificata della precedente.
  92. Citato su d'una abitazione di Trivero, Biella. Tratto dal discorso pronunciato il 26 aprile 1924 al Politeama Fiorentino (Firenze) durante un'adunata di grandi invalidi e mutilati di guerra.
  93. Citato su un'abitazione di Avola, Siracusa.
  94. Citato su d'una abitazione di Vespolate, Novara (vedi anche qui). Tratto dal "Messaggio del Decennale" pronunciato a Bologna il 27 ottobre 1932.
  95. Citato su d'una abitazione di Mombaruzzo, Alessandria. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.
  96. Citato su d'una casa di Oricola, L'Aquila. Presente anche su d'una casa a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, L'Aquila. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati a Roma per il decennale della Marcia su Roma, 16 novembre 1932.
  97. Citato in Slogan fascista a Staro, Valli Del Pasubio, Vicenza. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 29 ottobre 1937 in occasione dell'inaugurazione della città.
  98. Citato su d'una cascina di Felizzano, Alessandria. Tratto dal discorso del 25 aprile 1938 al popolo dell'Agro di Pomezia dopo la fondazione della cittadina.
  99. Citato su d'una abitazione di Morghengo, Novara e su d'una di Magnaboschi, Vicenza. Tratto dal discorso dell'inaugurazione di Carbonia il 18 dicembre 1938.
  100. Citato su d'un edificio di Rogliano, Cosenza. Citata anche come "La storia ci dimostra che quando un popolo non ama portare sue armi finirà per portare le armi degli altri" su una abitazione di Mascali, Catania. Tratto da un discorso fatto a Messina il 10 agosto 1937.
  101. Citato su d'una abitazione di Centallo, Cuneo. Presente anche la forma ridotta "I popoli forti sono temuti" su d'una abitazione di Ivrea, Torino. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.
  102. Citato su d'una casa a Gioia dei Marsi ed a San Demetrio ne Vestini, L'Aquila. Tratto dall'articolo "Restituire Caporetto!" pubblicato su Il Popolo d'Italia, n. 295, V, del 24 ottobre 1918.
  103. Citato su d'una abitazione di Casalrosso, Lignana, Vercelli. Tratto dal rapporto agli alti ufficiali del 18 agosto 1937.
  104. Dipinto su una casa in località Stretta di Fogliaro a Varese (foto visibile su Google Maps).
  105. Citata su d'una abitazione di Cocullo, L'Aquila. Tratto dal discorso di mobilitazione generale del 2 ottobre 1935.
  106. Citato su d'una abitazione a Strà, Piacenza, su d'una abitazione a Drizzona, Cremona e Pogno, Novara. Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.
  107. Citato su d'una abitazione di Massimo Visconti, Novara (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato a Littoria il 18 dicembre 1936.
  108. Citato in Slogan fascista a Gromo e Slogan fascista a Boccioleto. Visibile anche su d'una abitaizone di Gromo, Bergamo.
  109. Citato su d'una abitazione di Vergano, frazione di Borgomanero, Novara (vedi anche qui). Tratta dal discorso pronunciato ai metropolitani a Roma il 17 ottobre 1930.
  110. Citato su d'una abitazione di Occimiano, Alessandria e su d'una di Valle Mosso, Biella (vedi anche qui). Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato allo Stabilimento Tosi a Legnano il 5 ottobre 1924.
  111. Citato su d'una casa di Moscufo, Pescara e su d'una di Glorenza, Bolzano. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 3 dicembre 1934.
  112. Citato su d'una abitazione di Ameno, Novara. Tratto dal diascorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.
  113. Tratto dal discorso pronunciato nell'atrio del Municipio di Torino il 24 ottobre 1923.
  114. Citato su d'una abitazione di via Abramo Lincoln, Palermo.
  115. Citato su d'una abitazione di Castelnuovo del Zappa, frazione di Castelverde, Cremona. Tratto dal discorso al Senato dell'8 giugno 1923 sull'opera del Governo nei primi sei mesi.
  116. Citato su d'una abitazione di Acireale, Catania. Tratto dal dicorso del 16 novembre 1922 alla Camera dei Deputati.
  117. Citato su una cascina fuori Vercelli.
  118. Citato su d'una abitazione di Bergamo. Tratto dal discorso del 22 giugno 1925, pronunciato durante la seduta conclusiva del 4° congresso del PNF.
  119. Citato su d'una abitazione di Carrara, Massa-Carrara. Citato anche come "La patria non è un'illusione. La patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà" su d'una abitazione di Atessa, Chieti. Dal discorso pronunciato a Roma il 4 novembre 1925 nel VII anniversario della Vittoria.
  120. Citato sulla facciata dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini da latte a Cremona. Motto creato da Edmondo Rossoni (La Destra, mensile internazionale di cultura e politica, n. 8/9, agosto-settembre 1972, pag 79) e poi divulgato da Benito Mussolini tramite Il Popolo d'Italia (vedi il discorso pronunciato a Pavia il 23 novembre 1918).
  121. Citato su d'una vecchia stazione degli autobus a Cabella Ligure, Alessandria, sulla strada provinciale 170 (presente anche qui).
  122. Citato su d'una casa a Navelli, L'Aquila. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai lavoratori del Monte Amiata del 31 agosto 1924.
  123. Citato su d'una abitazione di Rancio Valcuvia, Varese. Tratta, ma modificata (l'originale era "ponga i termini dell'Impero all'Oceano ma la sua fama si elevi alle stelle"), dal discorso pronunciato nel Politeama Rossetti di Trieste il 6 febbraio 1921. La citazione è virgiliana: Imperioum oceano, famam qui terminet astris (Eneide, I, 287).
  124. Citato su d'una abitazione di Casalromano, Mantova. Tratto dal discorso pronunciato il 18 dicembre 1938 in occasione dell'inaugurazione di Carbonia.
  125. Citato sulla cascina Ranza a Vercelli (vedi anche qui). Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato da Benito Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, il 3 maggio 1936.
  126. Citato su d'una abitazione di Pettorano sul Gizio, L'Aquila.
  127. Citato su d'una abitazione di Felizzano, Alessandria.
  128. Citato su d'una abitazione di Sali Vercellese, Vercelli.
  129. Citato su d'una abitazione di Cologna, frazione di Tenno, Trento.
  130. Citato su d'una abitazione di Casanova Carmagnola, comune di Carmagnola, Torino. Tratto dal discorso del 16 novembre 1932 alla Camera dei Deputati.
  131. Citato su d'una abitazione di Lucignano d'Asso, Siena. Tratto dal discorso di Mussolini a Roma, al teatro Argentina, il 7 dicembre 1930, per la premiazione degli agricoltori vincitori della battaglia del grano.
  132. Citato su d'una abitazione di Candia Lomellina, Pavia. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.
  133. Citato su d'una abitazione di Santa Fosca, Selva di Cadore, Belluno. Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato a Roma il 3 maggio 1936.
  134. Citato su d'una abitazione di Arborio, Vercelli.
  135. Citata su d'una abitazione di Cremona. Tratto dal discorso del 15 dicembre del 1926, parlando agli agricoltori polesani.
  136. Citato su d'una abitazione di Colognola ai Colli, Verona. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.
  137. Citato su d'una abitazione di Casbeno, Varese.
  138. Citato su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese. Tratto dall'articolo "Blocco latino. Italia e Francia" su Il Popolo d'Italia del 3 dicembre 1918.
  139. Citato su d'una abitazione di Feltre, Belluno. Tratto dal discorso pronunciato in Parlamento il 16 Marzo 1938.
  140. Citato su d'una abitazione di Meana di Susa, Torino. Tratto dal discorso di Mussolini fatto allo Stadio di Berlino il 28 settembre 1937.
  141. Citato su d'una ex-scuola di Campione del Garda, Tremosine, Brescia. Slogan noto anche come "Il fascista perfetto è l'uomo del lavoro, del libro e del moschetto", citato in Slogan fascista a Moltadeo e su d'una abitazione di Montaldeo, Alessandria. Il concetto è stato anche rappresentato figurativamente sulla ex-casa del GIL a Codogno, Lodi.
  142. Citato su d'uan abitazione di Villafalletto, Cuneo. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma al Consiglio Nazionale delle Corporazioni il 14 novembre 1933.
  143. Citato su d'una abitazione id Busonengo, Vercelli. Tratto dal discorso per la fondazione dei fasci pronunciato a Milano il 23 marzo 1919.
  144. Citato su d'una abitazione di Landiona, Novara. Noto anche come "noi non vogliamo la guerra, ma non la temiamo" (ad esempio su d'una abitazione di Bastia, Balocco, Vercelli e su d'una di Mollia, Vercelli).
  145. Citato su d'una abitazione di Acireale, Catania. Tratto dal discorso tenuto il 5 dicembre 1925 a Roma, per l'inaugurazione del Congresso della Corporazione della Scuola.
  146. Citato in piazza Guglielmo II a Monreale, Palermo e sull'ex casa del Popolo ed Opera nazionale del dopolavoro di Quarona, Vercelli. Tratto dal discorso pronunciato a Milano l'1 novembre 1936.
  147. Citato su d'una abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias. Citato anche come "se il Mediterraneo per gli altri è una strada, per noi è la vita" su d'una abitazione di Zanè, Vicenza.
  148. Citato su una placca della torre dei venti, Bergamo (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930.
  149. Citato su d'una abitazione di Capestrano, L'Aquila. Tratto dal discorso alla Camera dei Deputati del 6 febbraio 1926, in relazione all'Alto Adige.
  150. Citato su d'una abitazione di via Oreto, Palermo. Tratto dal discorso pronunciato il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.
  151. Citato su d'una casa a Preturo ed a Santo Stefano di Sessanio, L'Aquila, ma anche su d'una abitazione di Fossa, L'Aquila. Tratto dal discorso pronunciato alle camicie nere a Lucca il 12 maggio 1930.
  152. Citato su d'una abitazione di Borgovercelli (vedi anche qui) e di Caselle di Santa Maria di Sala, Vercelli. Tratto dal discorso al consiglio dei ministri del 3 marzo 1936.
  153. Citato all'interno del complesso di Santa Cristina "della Fondazza", piazzetta Giorgio Morandi 2, Bologna.
  154. Citato su d'una abitazione di Silvi Marina, Teramo. Tratto dal discorso del 23 marzo 1936 all'Assemblea Nazionale delle Corporazioni al Campidoglio sulle sanzioni e sull'autarchia.
  155. Citato su d'una abitazione di Piazzale Roma, Piacenza. Tratto da Dottrina del fascismo.
  156. Citato su d'una abitazione di Acireale, Catania. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento.
  157. Slogan fascista, indicante la necessità dell'azione, coniato forse da Filippo Tommaso Marinetti immediatamente prima o durante la prima guerra mondiale; in seguito ripreso dagli Arditi e poi dai Fasci di combattimento.
  158. Benché attribuito a Gabriele D'Annunzio, lo slogan si è probabilmente diffuso tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Trae origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria.
  159. Citato su d'una abitazione di Feltre, Belluno. Tratto dal discorso pronunciato l'11 agosto 1938 dall'osservatorio nella Piana del Cavaliere a Roma alla conclusione delle manovre del Corpo d'Armata di Roma.
  160. Citato sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 23 novembre 1931.
  161. Citato su d'una abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria.
  162. Citato su d'una abitazione nei pressi del bivio per l'ex colonia dei Balilla a Rovegno, Genova.
  163. Citato su d'una abitazione di Lentiai, Belluno. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 28 ottobre 1937.
  164. Citato sul Municipio (ex Casa del Fascio) di Nembro, Bergamo. Più comunemente ridotto nella forma "Nel segno del littorio abbiamo vinto, nel segno del littorio vinceremo", come su d'una abitazione di Albiano d'Ivrea, Torino e su d'una di Giarre, Catania. Tratto dal discorso che pronunciò Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934 in occasione dell'inaugurazione della quinta Fiera del Levante.
  165. Citato in Slogan fascista a Rimasco. A volte citata anche come "Nessuno pensi di piegarci senza prima avere duramente combattuta" (citato su d'una abitazione di Aspice, frazione del comune di Corte de' Frati in provincia di Cremona e su d'una di Garlasco, Padova). Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.
  166. Citato su d'una abitazione di Sant'Eusanio Forconese, L'Aquila. Tratto dal discorso fatto a Ferrara il 22 settembre 1924.
  167. Citato su d'una abitazione di La Vecchia, Biella. Tratto da un discorso pronunciato a Casola Valserio il 27 aprile 1924 in occasione della visita all'abitazione del poeta Alfredo Oriani.
  168. Citato su d'una abitazione di Calascio, L'Aquila. Tratto dal discorso tenuto a Bologna il 3 aprile 1921.
  169. Citato su d'una abitazione di Croce Mosso, frazione di Valle Mosso, Biella. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in piazza Duomo a Milano l'1 novembre 1936.
  170. Citato su d'una abitazione di Lucignano d'Asso, Siena ed a Camerino, Macerata. Tratto dal discorso tenuto il 23 ottobre 1925.
  171. Citato su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese.
  172. Citato su d'una abitazione di Nuraminis, Cagliari.
  173. Citato su d'una abitazione di Sorano, Grosseto. Tratto dal discorso pronunciato il 2 aprile 1923 a Milano sull'espansione italiana nel mondo.
  174. Citato su d'una abitazione di Pozzolo Formigaro, Alessandria. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Berlino il 28 settembre 1937.
  175. Citato su d'una abitazione di Acireale, Catania. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini l'1 novembre 1936 a Milano.
  176. Citato su una parete degli alloggi della batteria accanto alla colonia "Principi di Piemonte", Messina. Tratto dal discorso, che sarà ricordato come il "Discorso dell'Ascensione", pronunciato il 26 maggio 1927 alla Camera dei Deputati.
  177. Citato su d'una abitazione di Fossa, L'Aquila. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.
  178. Citato su d'una abitazione di San Rocco, comune di Premia, Verbania e su d'una di Tione degli Abruzzi, Aquila. Tratto dall'invervista fatta da Emil Ludwig a Mussolini nel 1932: vedi Colloqui con Mussolini, Mondadori, Milano, 1932, pag. 188.
  179. Altra impostazione dello stesso concetto: la si ritrova nell'articolo "Fascismo" dell'Enciclopedia Italiana (1932). Dipinto sull'edificio noto come Fornace della Riana in località Rasa di Varese, su d'una abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila e su d'una di Introdacqua, L'Aquila.
  180. Citato su d'una abitazione di Sizzano, Novara. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.
  181. Citato in Slogan fascista a Cedegolo, Slogan fascista a Lavenone. Presente anche in varie facciate di abitazioni di Catanzaro. Presente come "noi sognamo" su d'una abitazione di Lavenone, Brescia e su d'una abitazione di Solferino, Mantova. Tratto da un discorso fatto da Mussolini a Bologna il 21 aprile 1921.
  182. Citato in Slogan fascista a Boccioleto e presente su d'una abitazione di Fontecchio, L'Aquila. Tratto da un discorso di Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935. La frase è stata riadattata nella canzone del 1936 di E. A. Mario "Noi tireremo dritto".
  183. Citato su un casolare in via Diana nel quartiere Partanna-Mondello, Palermo.
  184. Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.
  185. Citato sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca. Tratto dal "decalogo del milite fascista": vedi P. N. F., Il primo e secondo libro del fascista, Roma, 1941, pag. 87 e P. N. F., Comando Generale della Gioventù Italiana del Littorio, Il premilitare, s. l., s. d., pag. 23.
  186. Citato su d'una abitazione di Refrancore, Asti. Tratto dal discorso del 18 settembre 1933, la cui frase però era "Non si dovrà aver paura di aver coraggio".
  187. Citato su d'una abitazione di Villaggio Tremestieri, Messina.
  188. Citato su d'una abitazione di Santo Stefano Medio, Messina.
  189. Citato su d'una abitazione di Campertogno, Vercelli (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla Camera dei Deputati il 7 dicembre 1935 contro la politica sanzionista.
  190. Citato su d'una abitazione di Torrazza Piemonte, Torino. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Reggio Emilia il 30 ottobre 1926.
  191. Citato sui muri dell'Aeronautica Sicula, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.
  192. Citato sul cascinale del Conte Paolo Falletti a Villafalletto, Cuneo. Tratto dalla lettera al ministro di Stato Giuseppe De Capitani D'Arrago, Presidente dell'Associazione nazionale tra le Casse di Risparmio italiane, del 12 febbraio 1937.
  193. Citato su d'una abitazione di Tortona, Alessandria e su d'una di San Desiderio, Padova. Tratto dal discorso pronunciato a Udine il 20 settembre 1938.
  194. Citato su d'una abitazione di Petrelle, Città di Castello, Perugia. Tratto dal discorso pronunciato il 14 aprile 1928 in occasione della Giornata del pane.
  195. Citato in viale Italia, Messina.
  196. Citato su d'una abitazione di Colognola ai Colli, Verona. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 18 marzo 1934 in occasione delle Seconda Assemblea Quinquennale del Regime.
  197. Citato su d'una abitazione di Torba, frazione di Gornate Olona, Varese.
  198. Citaot su d'una abitazione di Capestrano, L'Aquila. Tratto dal discorso del 25 maggio 1926 a Pisa, compiuto dal balcone dell'Ospedale, in piazza del Duomo.
  199. Citato su d'una abitazione di Acireale, Catania.
  200. Citato su d'una abitazione di Crevacuore, Biella (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.
  201. Citato su d'una abitazione di Civita Castellana, Viterbo, sulla via Flaminia e qui.
  202. Citato all'interno della Caserma Papa, Brescia. Motto adottato dai carristi tramite la legge n. 293 del 24 marzo 1932.
  203. Citato sull'ex-caserma Magnolini a Villa di Gargnano, Gargnano, Brescia.
  204. Dalla rivista Un decennio d'opere in provincia di Varese, a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 - p. 30
  205. Citato su d'una abitazione di Lucignano d'Asso, Siena. Tratto dal discorso del 26 marzo 1939 al Foro Mussolini.
  206. Citato su d'una abitazione di Grumello Cremonese, Cremona.
  207. Citato su d'una abitazione di Fossa, L'Aquila. Tratto dal discorso rivolto ai Direttorii federali dei Partito Nazionale Fascista convocati in Roma il 27 ottobre 1930.
  208. Citato su d'una casa a Bisegna, L'Aquila e su d'una abitazione di Rosasco, Pavia. Tratto dal messaggio per il tredicesimo anniversario della marcia su Roma, del 27 ottobre 1935.
  209. Citato su d'una abitazione a Rivarolo Mantovano, Mantova. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Milano il 28 ottobre 1925.
  210. Citato su d'una abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila. Tratto dal discorso di Mussolini del 12 marzo 1932 a Palazzo Venezia, in un incontro con i direttori dei Consorzi Provinciali Antitubercolari e con il Consiglio direttivo della Federazione Italiana Fascista contro la tubercolosi: vedi Opera omnia, vol. 44, La Fenice, 1980, pag. 29 e Il Francobollo antitubercolare. Giornale di trincea, 15 aprile 1932, n. 1, pag. 2.
  211. Citato sulla parrocchia di San Lazzaro, all'ingresso di Treviso e sul monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, sito in Piazza del Municipio, Messina. Tratto dal discorso fatto all'adunata di Udine del 20 settembre 1922.
  212. Citato su d'una abitazione di Ossona, Milano. Risalente alla Repubblica Sociale Italiana.
  213. Motto di guerra trovato in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo.
  214. Citato su d'una abitazione di Refrancore, Asti. Tratto dall'articolo "Divagazione", pubblicato su Il Popolo d'Italia, n. 362, IV, del 31 dicembre 1917.
  215. Citato su d'una abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias e su d'una di Bistagno, Alessandria. Tratto dal discorso del 23 marzo 1937, alla celebrazione del diciottesimo anniversario della fondazione dei fasci.
  216. Citato su d'una abitazione di Morciano di Romagna, Rimini e su d'una di Refrancore, Asti. Tratto dal discorso del 3 lugno 1941.
  217. Citato su d'una abitazione di Bruino, Torino (vedi anche qui). Presente anche la versione più lunga: "Rimanete rurale contadino tenacemente legato alla terra e sarete più vicino al mio cuore" a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia.
  218. Citato su d'una abitazione di Briga Novarese, Novara (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai giovani fascisti a Roma il 5 settembre 1937.
  219. Citato su d'una abitazione ubicata all'incrocio tra via Montello e la Strada Provinciale 62 a Rancio Valcuvia, Varese (foto visibile anche su Google Maps). Probabilmente tratta dal discorso di Mussolini il 3 aprile 1921 per il secondo anniversario della fondazione dei fasci di combattimento.
  220. Citato su d'una abitazione di Scanzorosciate, Bergamo (vedi anche qui). Citato anche come "Duce fondatore dell'Impero" su d'una abitazione di Mosso, Biella.
  221. Citato su d'una abitazione di Sali Vercellese, Vercelli.
  222. Citato sulla facciata di un palazzo fra via Sassari e viale La Plaia a Cagliari.
  223. [Citazione errata] Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando «il vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a Henri de la Rochejaquelein ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers, il 25 aprile 1793. Cfr. Antonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Edizioni Mondadori, 2012, p. 258. ISBN 885203126X. La frase fu comunque usata come slogan, tanto da essere raffigurata su d'una abitazione di Fossa, L'Aquila ed una di Premeno, Verbania. Venne anche usata solamente la prima frase "se avanzo seguitemi", come su d'una abitazione sulla strada da Vacil a Breda di Piave.
  224. Citato su d'una abitazione di Pieve di Pontenove, Bedizzole, Brescia. Scritto anche come "[...] futura e passata", su d'una abitazione di Pontenove, frazione di Bedizzole, Brescia; ridotto anche a "se combatteremo vinceremo" su d'una abitazione di Asigliano Vercellese, Vercelli. Tratto dal discorso del 23 marzo 1938 per la celebrazione del diciannovese annuale della fondazione dei fasci di combattimento.
  225. Citato su d'una abitazione di Loreto Aprutino, Perugia. Tratto dal discorso a Roma per l'inaugurazione del Congresso del Sindacato Nazionale della Stampa, il 27 gennaio 1924.
  226. Citato in Slogan fascista a Balestrino e Slogan fascista a Rimasco. Anche su d'una abitazione di Rimasco, Vercelli. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 24 giugno 1923.
  227. Citato su d'una abitazione di Raiano, L'Aquila. Tratto dal discorso pronunciato in Senato da Mussolini il 13 novembre 1934 sul problema corporativo.
  228. Citato su d'una abitazione di Piverone, Torino. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini presso il Colosseo il 7 aprile 1929 in occasione di un'adunata indetta dall'Associazione Nazionale degli Alpini.
  229. Citato su d'una abitazione di Locca, Ledro, Trento.
  230. Citato su d'una chiesa di Serramonacesca, Pescara. Citato anche come "Soltando Dio potrà piegarci, gli uomini e le cose mai" su delle abitazioni di Cacciana e Caltignana e di Momo, Novara. A Lonate Pozzolo, Varese è citato come "Noi diciamo che solo Iddio [...]". Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 3 dicembre 1934 alla premiazione degli agricoltori della nona Battaglia del Grano.
  231. Citato sulla Cascina Rosolo a Candia Lomellina, Pavia.
  232. La Chiesa di Marettimo. URL consultato il 25-10-2011.. Citato anche su d'una abitazione di San Fili, Cosenza.
  233. Citato su d'una abitazione di Cavaglio d'Agogna, Novara. Tratto dal discorso pronunciato a Mantova il 25 ottobre 1925.
  234. Citato su d'una abitazione di Castelnuovo Berardenga, Siena. Tratto dal discorso tenuto il 30 ottobre 1926 a Reggio Emilia nella Piazza del Politeama Ariosto.
  235. Citato su d'una abitazione di Occimiano, Alessandria. Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.
  236. Citato su d'una casa a Scurcola Marsicana, L'Aquila (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini nel decimo anniversario della marcia su Roma il 27 ottobre 1932 da Palazzo Venezia.
  237. Citato su d'una abitazione di Corso Cavour, Messina. Tratto dal discorso pronunciato a Napoli il 28 ottobre 1931.
  238. Citato su d'una abitazione di Messina. Tratto dal discorso pronunciato a Bari il 6 settembre 1934.
  239. Citato su d'una abitazione di Bolzano. Trattasi di una citazione di Virgilio, Eneide, VI, 852-53.
  240. Traduzione di Carlo Carena, Torino, UTET, 1971.
  241. Citato su un'abitazione a Licodia Eubea, Catania. Estratto di un discorso di Mussolini a Cagliari pronunciato l'8 giugno 1935.
  242. Citato su d'una abitazione di Occimiano, Alessandria e su d'una di Padivarma, frazione di Beverino, La Spezia. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in Parlamento il 16 marzo 1938.
  243. Citato sulla Questura in viale Otranto, Lecce. Tratto dal discorso tenuto da Benito Mussolini al Teatro della Scala, Milano, 28 ottobre 1925.
  244. È una locuzione in lingua latina; il suo significato è "dove c'è l'ordine, lì c'è pace e decoro. Dove c'è pace e decoro, lì c'è la letizia."
  245. Citato su d'una abitazione di Casalrosso, Vercelli. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.
  246. Citato su d'uan abitazione di Agrate Conturbia, Novara (vedi anche qui). Tratto da un discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.
  247. Citata su d'una abitazione di Cortetano, frazione di Sesti ed Uniti, Cremona. Tratto da un discorso di Mussolini pronunciato a Villa Glori, Roma, 30 ottobre 1927.
  248. Citato su d'una abitazione di Sozzago, Novara. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 10 marzo 1929 all'assemblea quinquennale del Regime per la convocazione dei nuovi comizi elettorali.
  249. Citato in Palazzo della Civiltà Italiana. Tratto dal discorso di Benito Mussolini tenuto a Roma il 2 ottobre 1935.
  250. Citato su d'una cascina di Motta Baluffi, Cremona. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla presenza del Re il 19 aprile 1926 per l'inaugurazione dell'ottava assemblea dell'Istituto Internazionale di Agricoltura.
  251. Citato su d'una abitazione di Cerea, Verona.
  252. Citato come "Vinceremo" su d'una abitazione di Cerchiera, Ambivere, Bergamo e come "Vincere" su d'una abitazione di Corticelle Pieve, Dello, Brescia. Tratto dal discorso di Benito Mussolini per l'annuncio della dichiarazione di guerra il 10 giugno 1940.
  253. Citato su d'una casa in Pennapiedimonte, Chieti. Noto anche come "vincere o morire", ad esempio su d'una caserma ottocentesca di Pontechianale, Cuneo.
  254. Citato all'interno dell'ex caserma della Milizia ad Arborea, Oristano. Tratto da un discorso del 9 giugno 1935 ad Arborea.
  255. Citato su d'una abitazione di Fiano Romano, Roma. Tratto da un discorso di Mussolini al Gran Consiglio del Fascismo il 2 agosto 1924 e citato anche in degli appunti coevi del Duce come "vivi pericolosamente": vedi Renzo De Felice, Mussolini il fascista. La conquista del potere, 1921-1925, Einaudi, Torino, 1995, pag. 787. Fu dal Duce più volte ripresa, come nel discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista. La frase è di ispirazione nietzschiana: vedi La gaia scienza, af. 283 (Gefährlich leben).
  256. Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943) in Mediterranea. Ricerche storiche, anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.
  257. Citato su d'una abitazione di Momo, Novara (vedi anche qui). Tratto dal discorso pronunciato durante il passaggio in rivista della Seconda Divisione Camicie Nere "28 ottobre" il 18 agosto 1935.
  258. Citato in piazza Lionardo Vigo, Acireale.

Bibliografia[modifica]

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