Varese

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Piazza del Podestà d'inverno

Citazioni su Varese e i varesini.

  • A Varese passavo tutti i pomeriggi a disegnare alberi e fiori al doposcuola, non dovevo seminare giocattoli per la casa, o fare rumore, guardando magari Pollon o Lupin. Potevo soltanto quando avevo la febbre o mal di pancia. Dal doposcuola tornavo a casa da sola, mi piaceva girare per la Città Giardino. Camminare, osservare, esplorare con lo zaino della Barbie sulle piccole spalle e gli occhi spalancati sui grossi palazzi grigi. Aprendo al massimo e tenendo le palpebre divaricate non si riuscivo a vederne uno tutto intero. Erano troppo alti. Dicevano che a Milano ce n'erano di più alti, per non parlare di New York. (Valeria Brignani)
  • Ci sono viottoli e stradette antiche, piene di un garbo agreste e gentilmente austero, di quella naturale ritrosia che conferisce un carattere sobrio e segreto, di idillica rusticità. (Riccardo Bacchelli)
  • Con l'ideologia leghista si può essere ottimi sindaci di Varese e perfino di Verona, ma non si riesce a governare l'Italia. (Ernesto Galli della Loggia)
  • Io arrivavo da una zona di campagna in Pennsylvania, ero abituato a vedere e vivere la natura. Quando ho messo piede a Varese ho visto subito che potevo ritrovare un ambiente simile; quando mi hanno portato sul lago, mi hanno mostrato le montagne ho capito che questo era il posto per me. (Bob Morse)
  • [Su Varese e il Sacro Monte] L'aspetto del borgo disposto tutt’intorno alla chiesa è singolare. Le montagne grandiose. Insieme magnifico: al calar del sole, noi vedemmo sette laghi. Credetemi, cari amici, ho potuto girare in lungo e in largo Francia e Germania senza ricavare simili sensazioni. (Stendhal)
  • La prima necessità di una città è di avere portici dove si possa passeggiare in pace quando tira vento o piove. Varese, in Lombardia, Brescia, eccetera, hanno eccellenti portici a destra e a sinistra del teatro, portici bassi dove la pioggia non può penetrare, qualunque sia la forza del vento. (Stendhal)
  • [Sulla cittadinanza onoraria della città] Non sarei più solo quello che ha fatto vincere il titolo della Stella ai Roosters, sarei uno dei vostri, sarei un varesino vero. Ad Andrea Meneghin ho sempre invidiato il fatto di essere un figlio della città: lui poteva dire di essere varesino, il sottoscritto no, anche se le persone che mi fermano per strada a volte sono convinte che sia nato proprio a Varese. Io, quando succede, quasi non rispondo. Ora, invece, potrò farlo, potrò dire finalmente: sì, io sono un cittadino di Varese. (Gianmarco Pozzecco)
  • [Sul legame tra la città e la squadra della Ignis pallacanestro] Oggi nel baule dei ricordi ho trovato un nome Aldo, e un cognome Ossola. Compie settant'anni e li compie, con lui, tutta questa città, questa terra, questa gente che quel tempo non ha dimenticato e su quel tempo si arrampica per resistere a se stessa, così vivendo, non sopravvivendo. (Tony Damascelli)
  • Se tra i miei lettori c'è qualche Varesino, mi congratulo con lui ch'è nato fra quei colli e quei monti avvolti da quell'aria che fa guadagnare gli ostieri e scapitare l'amor platonico: se c'è qualche Varesina le dirò che ho veduto dei porticati, dei poggioli antichi, delle vie pittoresche, de' bei quadri presso il proposto.... Che cosa importa a lei? Ho ammirato una villa bianca avvistatissima senza una mosca, e un giardino su un colle, e un sentiero che si curvava fra un roseto, un pratello in toletta, e montava e montava.... C'era posto per due, per tre no.
    O Varesina, al sommo di quel colle, quando il sentiero t'avrà fatta arrossire, mi dirai come ti chiami.... (Ambrogio Bazzero)
  • Tornare a Varese per me è come tornare a casa, nel vero senso della parola. La mia famiglia vive lì, lì io ho vissuto i momenti più intensi della mia carriera da giocatore. Ci sono cose che non si possono descrivere, che devi viverle per sentirle sulla pelle. (Romeo Sacchetti)

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