Steve Parrish

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Steve Parrish (2009)

Stephen J. Parrish (1953 – vivente), pilota motociclistico britannico.

Citazioni di Steve Parrish[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

"Correvo in moto e andavo al pub, poi conobbi Barry Sheene"

Intervista di Rebecca Sicali, Gpone.com, 9 giugno 2021.

  • [«Per quale motivo si è approcciato al mondo delle moto?»] Era un hobby. Nel 1973, ero un ragazzo di 19 che aveva finito la scuola e iniziato a lavorare. Con i miei risparmi mi sono comprato una moto. Ero un pilota amatore. Andare in moto mi permetteva di incontrare persone con cui andare al pub e passare il tempo, un divertimento. Ai miei tempi non esistevano talent scout o accademies. Sono stato fortunato perché qualcuno mi ha notato sulla mia vecchia moto e ha pensato che avessi talento: mi ha comprato una moto migliore e ho iniziato a vincere i campionati nazionali. Sono sicuro che questo succede ancora, ma adesso i piloti amatoriali hanno 8, se non 6 anni.
  • Negli anni '70, le ragazze volevano stare con Barry Sheene e i ragazzi volevano essere Barry Sheene.
  • Le personalità si creano vivendo nel mondo reale. Nel motorsport, nel calcio o nel rugby, questo non accade, perché gli sportivi iniziano in età giovanissima. Un giovane atleta viaggia con i genitori, studia a casa e non incontra molte persone, per questo non potrà mai essere una persona, come le definisco io, a 360°. In questa situazione non si potrà mai avere una grande personalità.
  • Quando correvo io, si viveva tutti in circuito, si dormiva in roulette, si faceva un barbecue tutti insieme o in gruppo. Il Paddock era chiamato "Continental Circus", perché era come un circo. Si viaggiava per le strade, dalla Gran Bretagna alla Finlandia, dalla Spagna alla Cecoslovacchia. I piloti erano più socievoli e ci si prestava pezzi di moto a vicenda. Oggi la situazione è cambiata drasticamente. I piloti sono obbligati a non farsi piacere più nessuno.

"Rossi non vince più perché 'vede' il rischio, i giovani no"

Intervista di Rebecca Sicali, Gpone.com, 14 giugno 2021.

  • Per far parte del motorsport, che sia F1 o MotoGP, bisogna provenire da una famiglia benestante. Le griglie di partenza si stanno riempiendo di bambini ricchi.
  • Da padre, sarei molto più contento se mio figlio decidesse di giocare a golf o a tennis. Non vorrei stare col fiato sospeso mentre il mio pargolo va a 200km/h.
  • Nel mio garage ho moto da 200 cavalli di potenza, insieme alle mie vecchie moto da gara, la [Suzuki] RG500 del 1978 e del 1979, le guido ancora e mi sembrano così lente adesso. Tutto è cambiato drasticamente, non solo nelle moto, ma anche le sospensioni e i circuiti. Quando ero un pilota, la maggior parte delle piste erano circuiti stradali e avevamo pneumatici terribili. I cavalli non erano molti, eppure era molto più pericoloso. Le MotoGP adesso sono incredibili. La maggior parte delle persone pensano che sia facile guidarle, ma non sono assolutamente d'accordo. Ad oggi abbiamo all'arrivo 12 piloti in 8 secondi e per essere competitivi ogni dettaglio deve essere impeccabile. Ci vuole abilità e tanto coraggio. Tratto i piloti della classe regina col più dovuto rispetto. Davvero.
  • [Sugli ultimi anni di carriera di Valentino Rossi] Tutti sappiamo che Valentino è stato un grande grande pilota. Lui non vince non perché non ha le forze o le competenze, lui non vince perché è più "anziano" e comprende di più il pericolo, inconsciamente, senza neanche accorgersene. I giovani piloti non vedono il pericolo, loro vedono solo la bandiera a scacchi.

Altri progetti[modifica]