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Steven Runciman

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James Cochran Stevenson Runciman, meglio noto come Steven Runciman (1903 – 2000), storico britannico, medievalista e bizantinista.

  • I crociati [...] si lanciarono sulle strade, dentro le case e le moschee, uccidendo tutti quelli che incontravano, uomini, donne e bambini allo stesso modo. Il massacro continuò per tutto il giorno e l'intera notte. Il vessillo di Tancredi non protesse i rifugiati nella moschea di al-Aqsa. Il giorno successivo, di primo mattino, una banda di crociati vi entrò a forza e assassinò tutti [...]. Gli ebrei di Gerusalemme si rifugiarono in massa nella loro sinagoga principale. Ma furono accusati di avere aiutato i musulmani e non si ebbe alcuna pietà di loro. L'edificio venne dato alle fiamme e dentro bruciarono tutti vivi. La carneficina di Gerusalemme colpì profondamente il mondo intero. Nessuno può dire quante furono le vittime, ma nella città non restarono più abitanti ebrei o musulmani.[1]
  • L'emiro Margam ibn Sebir venne rinchiuso nel castello di Matagrifone a Messina, dove ben presto godé della compagnia di donna Machalda. Essa lasciava stupiti i suoi carcerieri per la vivacità e l'immodestia degli abiti che indossava allorché si recava a giocare a scacchi con l'emiro.[2]

Note

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  1. Da Storia delle crociate, vol. 1; citato in Jeffrey Moussaieff Masson, Nel regno dell'armonia, Tropea, Milano, 2007, p. 150. ISBN 978-88-558-0015-0
  2. Da I Vespri Siciliani, Dedalo, Bari, 1997, p. 329. ISBN 9788822059079

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