Sūnzǐ

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Sunzi, Yurihama, Giappone

Sūnzǐ (in cinese: 孫子; pinyin: Sūnzǐ; Wade-Giles: Sun Tzu; VI – V secolo a.C.), generale e stratega cinese. Nonché antenato di Sun Pin.

L'arte della guerra[modifica]

Incipit[modifica]

Sunzi disse:
«Gli affari militari sono un'importante questione di stato; il terreno su cui si giocano vita e morte; il Dao del permanere e del perire. Non analizzarli è dunque impossibile. A tale scopo si stabiliscono cinque punti confrontandoli con una serie di valutazioni per indagare la realtà dei fatti.
Il primo punto viene chiamato "Dao"; il secondo "Cielo"; il terzo "Terra"; il quarto "Comando"; il quinto "Regola".

Citazioni[modifica]

  • Chi in cento battaglie riporta cento vittorie, non è il più abile in assoluto; al contrario, chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette le truppe dell'avversario, è il più abile in assoluto.
  • Coloro che non sono del tutto consapevoli dei danni derivanti dall'applicazione delle strategie non possono essere neppure consapevoli dei vantaggi derivanti dalla loro applicazione.
  • Conoscere l'altro e se stessi – cento battaglie, senza rischi; non conoscere l'altro, e conoscere se stessi – a volte, vittoria; a volte, sconfitta; non conoscere l'altro, né se stessi – ogni battaglia è un rischio certo.
  • Colui che capisce quando è il momento di combattere e quando non lo è, sarà vittorioso.
  • Gli strateghi vittoriosi hanno già trionfato, prima ancora di dare battaglia; i perdenti hanno già dato battaglia, prima ancora di cercare la vittoria.
  • Il leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio.
  • In linea di massima, a proposito della battaglia, l'attacco diretto mira al coinvolgimento; quello di sorpresa, alla vittoria.
  • In ogni conflitto le manovre regolari portano allo scontro, e quelle imprevedibili alla vittoria.
  • L'arte della guerra consiste nello sconfiggere il nemico senza doverlo affrontare.
  • La configurazione tattica eccellente, dal punto di vista strategico, consiste nell'essere privi di configurazione tattica, ossia nella condizione "senza forma". Quando si è senza forma, neanche gli agenti segreti più profondi sono in grado di spiarci, né gli uomini più intelligenti di tramare progetti.
  • La guerra è di somma importanza per lo Stato: è sul campo di battaglia che si decide la vita o la morte delle nazioni, ed è lì che se ne traccia la via della sopravvivenza o della distruzione. Dunque è indispensabile studiarla a fondo.
  • La strategia è la via del paradosso. Così, chi è abile, si mostri maldestro; chi è utile, si mostri inutile. Chi è affabile, si mostri scostante; chi è scostante, si mostri affabile.
  • Quando il nemico si trova a suo agio, può essere messo a disagio; quando è sazio, gli si può mettere fame; quando è stabile, può essere scosso.
  • Sii veloce come il vento; lento come una pianta; aggressivo come il fuoco; immobile come una montagna; inconoscibile come lo yin; irruento come il tuono.
  • Simulare il disordine presume una perfetta disciplina, simulare paura il coraggio, simulare debolezza la forza.
  • Tutta la guerra si basa sull'inganno.
  • Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria. Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta.[1]

Note[modifica]

  1. Citato in Garri Kasparov, Gli scacchi, la vita, traduzione di Maria Cristina Bitti, Mondadori, 2007, p. 45. ISBN 9788804573166

Bibliografia[modifica]

  • Sun Tzu, L'arte della guerra, traduzione di Riccardo Fracasso, Newton, 1994. ISBN 8879833677

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Opere[modifica]