Tabari

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Abū Jaʿfar Muḥammad ibn Jarīr Ṭabarī, meglio noto come Ṭabarī (839 – 923), storico, teologo e astrologo persiano.

Incipit de I Profeti e i Re[modifica]

Dio creò la terra, e creò una schiera d'angeli custodi traendoli dalla propria luce.[1]

Vita di Maometto[modifica]

  • Il giorno seguente il Profeta [Maometto] chiese se fossero state messe a morte le dieci persone che aveva designato. Gli dissero che ʿAbdallāh, figlio di Abū Sarḥ, era nascosto nella casa di ʿUtmān. Costui lo condusse al cospetto di ʿUbādah, insieme ad altri Ansār, stava accanto al Profeta con la spada in mano. Il Profeta tenne per un po' il capo chino, in silenzio; infine concesse a ʿUtmān quel che chiedeva. ʿAbdallāh fece professione di fede e ʿUtmān lo condusse via. Quando si furono allontanati, il Profeta disse a Saʿd, figlio di ʿUbādah: «Non c'era nessuno tra voi che potesse tagliare la testa a quell'ipocrita? Io sono rimasto così a lungo in silenzio credendo che qualcuno lo avrebbe ammazzato». Saʿd rispose: «Apostolo di Dio, bisognava che tu facessi segno con gli occhi». «Se avessi fatto segno con gli occhi» rispose il Profeta «ʿUtmān si sarebbe offeso.» (p. 217)

Note[modifica]

  1. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia[modifica]

  • Muhammad Ibn Ĝarīr Al-Tabarī, Vita di Maometto, a cura di Sergio Noja, traduzione di Giancarlo Buzzi, BUR Rizzoli Classici, Milano, 2013. ISBN 978-88-58-65263-3

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