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Terra amata - Cry, the Beloved Country

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Terra amata - Cry, the Beloved Country

Immagine Ciskei2.jpg.
Titolo originale

Cry, the Beloved Country

Lingua originale inglese
Paese Sud Africa, Stati Uniti d'America
Anno 1995
Genere drammatico
Regia Darrell Roodt
Soggetto dal romanzo di Alan Paton
Sceneggiatura Ronald Harwood, Joshua Sinclair
Produttore Anant Singh, Harry Alan Towers
Interpreti e personaggi
Note

Terra amata - Cry, the Beloved Country, film del 1995 con Richard Harris e James Earl Jones, regia di Darrell Roodt.


Natal, South Africa - 1946 (Testo in sovrimpressione)
C'è una strada incantevole che parte da Ixopo e si insinua tra le colline, belle oltre ogni dire, dai dolci declivi ammantati di erba. La strada si innerpica per sette miglia giungendo infine a Carisbrooke da dove, quando non c'è foschia, si può ammirare una delle più belle vallate di tutta l'Africa. (Voce fuoricampo)

Frasi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Attendiamo con tanta ansia una lettera da Johannesburg, ma poi quando arriva abbiamo timore d'aprirla. (Signora Kumalo)
  • Nessuno può godere dell'incantevole paesaggio del sole che bacia la terra se i bianchi non vogliono vivere con i fratelli neri in eguaglianza. Una terra dove l'uomo bianco ha tutto e l'uomo di colore, nulla. (Rev. Stephen Kumalo)
  • Siamo tutti fratelli anche se non apparteniamo alla stessa Chiesa. (Rev. Stephen Kumalo)
  • Può darsi che anche Dio sostenga suo fratello, ma forse lui fa finta di non saperlo. (Rev. Theophilus Msimangu)
  • C'è paura nel Paese e paure nei cuori dei suoi abitanti. E la paura mette fine alla comprensione e al bisogno di capire. Come si può, dunque migliorare un Paese quando la paura alberga nei cuori? L'uomo bianco aggiungerà serrature alla sua porta e prenderà come guardiano un cane feroce. Dovremo rinunciare alla bellezza degli alberi e delle stelle? Piangete l'amata terra e per il bimbo non ancora nato, erede della nostra paura. Fate che non ami esageratamente la sua terra. Fate che non si commuova troppo quando gli uccelli cantano né che doni una parte del suo cuore ad una montagna o a una vallata. La paura lo deruberà di tutto questo... se darà più del dovuto. Si, piangete. Piangete l'amata terra. (Rev. Stephen Kumalo)
  • Ciò che vostro figlio ci ha donato veramente, è stato sè stesso. Il suo cuore. Il suo tempo. La sua fede in un migliore futuro. (Robert Ndela)
  • Perché generiamo figli qui in questo mondo? (James Jarvis)
  • Chissà per che cosa viviamo, lottiamo e moriamo. Chissà che cos'è che ci mantiene in vita mentre tutto intorno a noi si frantuma. Chissà perché quel vagito di un bimbo è di tanto conforto, quando il proprio figlio è ormai perduto e non vi è più speranza di riaverlo. I saggi scrivono molti libri con parole troppo difficili da comprendere, ma lo scopo della nostra vita è la fine di tutte le nostre lotte, va oltre la comprensione umana. Oh Dio, mio Dio, non abbandonarmi. Pur se io vada per funeree valli, non temo alcun male, Tu sei con me. È questo il mio conforto. (Rev. Stephen Kumalo)

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Robert Ndela: Signore, io posso assicurarvi che lui non diceva mai di credere in qualcosa, se non ci credeva davvero.
    James Jarvis: Ciò che desidero di più è riuscire a capire il mio ragazzo.
    Robert Ndela: Era l'unico uomo tra quelli che ho incontrato, bianchi o neri, che mi vedeva per ciò che sono. Ciò che sono veramente.
  • James Jarvis: Era dalla vostra parte, il che rende quello che è successo...
    Robert Ndela: No, non era dalla parte di nessuno, vi sbagliate...tranne forse che per l'intera umanità.
  • James Jarvis: Arthur ha scritto il giorno in cui è stato... diceva che non gli abbiamo insegnato niente.
    Moglie di James Jarvis: Ma che significa?
    James Jarvis: Significa che non gli abbiamo insegnato niente del Paese in cui viveva. Capisci? Diceva che noi osiamo definirci cristiani pur essendo del tutto indifferenti alle sofferenze dei cristiani. Diceva che affermando di essere cristiani ciò che però intendiamo è che siamo bianchi.

L'alba sorge, da mille secoli, non manca mai. Ma quando arriverà l'alba della nostra emancipazione, tra la paura della schiavitù e la schiavitù della paura, non lo sappiamo. Alan Paton (Testo in sovrimpressione)

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