Theo Angelopoulos

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Theodōros Angelopoulos, meglio noto come Theo Angelopoulos (1935 – 2012), regista, sceneggiatore e produttore cinematografico greco.

Citazioni di Theo Angelopoulos[modifica]

  • Abbiamo preso un autobus per arrivare a Florina, passando per Skopje. Gian Maria è seduto in fondo da solo. Beveva e cantava. Io penso che abbia cantato tutte le canzoni che conosceva da avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa. Ho sentito tutte le canzoni che conoscevo della sinistra italiana. Ma credo che ci fosse qualcosa che non era vera gioia, sembrava come un addio.[1]
  • Ho vissuto l'occupazione tedesca, sono fuggito dalla dittatura dei colonnelli, ho assistito alla fine del comunismo, ma non ho mai perso la speranza. Adesso non spero più. In gravi difficoltà economiche ci sono anche l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna e perfino voi in Italia non state messi bene. Forse è l'Europa che ha fallito. Forse è la società occidentale che è entrata in crisi. Dovremmo reinventare un modello di sviluppo ma non abbiamo idea di come farlo.[2]

Citazioni su Theo Angelopoulos[modifica]

  • Quello che stupiva in lui era il suo essere profondamente greco e avere al contempo uno sguardo distaccato, come chi guardi la Grecia insieme dall'interno e dall'esterno. La sua era una Grecia non stereotipata, ribelle a tutti i luoghi comuni, una Grecia turisticamente insolita, nebbiosa e malinconica ma estremamente vitale e dinamica. A stupire in lui era anche, e forse soprattutto, la sua fede incrollabile nelle potenzialità umane, nella capacità dell'uomo di superare, pur che lo volesse, contrarietà e ostacoli, di vincere l'impossibile, di procedere appunto con la sua "terza ala" (questo doveva essere il titolo dell’ultima trilogia), "l'utopia che rende possibile l'impossibile". (Paola Maria Minucci)

Note[modifica]

  1. Dal documentario realizzato nel 2005 da Ferruccio Marotti, Un attore contro: Gian Maria Volonté. Citato in Alessandro Francini, Un attore oltre Vent'anni dalla morte di Gian Maria Volonté, paperstreet.it, 12 aprile 2013.
  2. Dall'intervista di Simonetta Robiony, Angelopoulos "La mia povera Grecia senza più speranze", lastampa.it, 26 maggio 2011.

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