Thomas Harris

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Thomas Harris (1940 – vivente), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Black Sunday[modifica]

Le tenebre calarono mentre il malconcio taxi dell'aeroporto percorreva i dieci chilometri della strada costiera che conduceva a Beirut. Dal sedile posteriore, Dahlia Iyad contemplò la risacca del Mediterraneo mutare dal bianco al grigio nella luce morente. Stava pensando all'americano. Avrebbe dovuto rispondere a molte domande sul suo conto.
Il taxi svoltò in rue Verdun e si inoltrò nel cuore della città, il quartiere Sabra, gremito di profughi palestinesi. L'autista non aveva bisogno di istruzioni. Scrutò attentamente il retrovisore, poi spense i fari e si infilò in un cortiletto nei pressi di rue Jeb el-Nakhel. Nel cortile regnava una fitta oscurità. Dahlia udì il frastuono lontano del traffico e i secchi fruscii del motore che si raffreddava. Trascorse un minuto.

Drago Rosso[modifica]

  • Will Graham fece sedere Crawford al tavolo da picnic tra la casa e la riva dell'oceano e gli posò davanti un bicchiere di tè ghiacciato. Jack Crawford guardo la piacevole vecchia casa di legno sbiancato dal sale, immersa nella luce. «Avrei dovuto venire a trovarti a Marathon quando smontavi dal lavoro» disse. «Qui non ti andrò di parlarne». «Non mi va di parlarne in nessun posto, Jack. Sei tu che devi parlarne, quindi avanti. Basta che tu non mi faccia vedere foto. Se te le sei portate dietro, lasciale nella borsa... Molly e Willy dovrebbero tornare da un momento all'altro».
  • Dolarhyde sopportava gli urli di dolore come uno scultore sopporta la polvere che si stacca dalla pietra che scalpella.

Hannibal[modifica]

Vien da pensare che un giorno così
non possa che iniziare con un tremito.

La Mustang di Clarice Sterling infilò rombando la rampa d'ingresso del Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms (Batf) in Massachussets Avenue. In ossequio alle leggi dell'economia, il Bureau aveva preso in affitto la sede del reverendo Sun Myung Moon.
La forza di pronto intervento aspettava a bordo di tre veicoli: in testa un ammaccato furgone con targa civile e, dietro, due furgoni neri dello Swat (Special Weapons and Tactics) carici di uomini e con i motori al minimo nel grande garage buio.
Starling tirò fuori dalla macchina la sacca con l'equipaggiamento e corse al furgone di testa, un veicolo bianco sporco con la scritta MARCELL'S CRAB HOUSE incollata sulla fiancate.
Quattro uomini la guardarono arrivare attraverso gli sportelli posteriori aperti. Starling era snella, nella tuta di tela blu, e si muoveva svelta sotto il peso dell'equipaggiamento, con i capelli che rilucevano alla spettrale luce fluorescente.

Hannibal Lecter – Le origini del male[modifica]

La porta del palazzo della memoria del dottor Hannibal Lecter è immersa nel buio al centro della sua mente e ha una serratura che può essere trovata solo al tatto. Questo strano portale si apre su spazi immensi e ben illuminati, un po' barocchi, con corridoi e stanze che rivaleggiano per numero e varietà con quelle del museo Topkapi.
Ci sono esposizioni ovunque, ben allestite e con le luci appropriate, ognuna collegata a ricordi che portano ad altri ricordi in una progressione geometrica.

Il silenzio degli innocenti[modifica]

Scienza del Comportamento, la sezione dell'FBI che si occupa degli omicidi in serie, è al piano più basso della sede dell'Accademia a Quantico, ed è semisepolta nel terreno. Clarice Starling vi arrivò un po' affannata dopo una veloce camminata da Hogan's Alley, il poligono di tiro. Aveva qualche filo d'erba tra i capelli e macchie d'erba sulla giacca a vento dell'Accademia perché aveva dovuto buttarsi al suolo sotto il fuoco, in un'esercitazione di arresto al poligono.
Nell'anticamera non c'era nessuno, e così si assestò rapidamente i capelli guardando la propria immagine riflessa nella porta di vetro. Sapeva di avere un aspetto accettabile anche senza farsi bella. Le mani avevano odore di polvere da sparo, ma non aveva avuto il tempo di lavarle... la convocazione del caposezione Crawford era urgente.

Bibliografia[modifica]

  • Thomas Harris, Black Sunday, traduzione di Bruno Oddera, Mondadori, 2007. ISBN 9788804495604
  • Thomas Harris, Drago rosso, traduzione di Marco Amante, Arnoldo Mondadori Editore.
  • Thomas Harris, Hannibal, traduzione di Laura Grimaldi, Arnoldo Mondadori Editore.
  • Thomas Harris, Hannibal Lecter – Le origini del male, traduzione di Alessandra Callegari, Mondadori, 2010.
  • Thomas Harris, Il silenzio degli innocenti, traduzione di Roberta Rambelli, Arnoldo Mondadori Editore.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]

La saga di Hannibal Lecter
Hannibal Lecter - Le origini del male (2007) · Red Dragon (2002) · Il silenzio degli innocenti (1991) · Hannibal (2001)