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Tito (imperatore romano)

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Statua di Tito nel Museo archeologico nazionale di Napoli

Tito Flavio Cesare Vespasiano Augusto (39 – 81), imperatore romano.

  • Amici, oggi ho perduto la giornata.[1]
Amici, diem perdidi.

Citazioni su Tito

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  • Dicono che in fine degli spettacoli [nell'Anfiteatro Flavio] Tito spargesse gran pianto, non per compassione di tanta gente sbranata, e trucidata, ma per sentimento o della propria, o della comune fralezza[2]; e andò poi in Sabina, attristato, non pel sangue fatto spargere, ma per non so quali tristi presagi. Alla prima posta fu preso da febbre. Indi tratto in lettiga, levata la cortina, mirò in cielo, e molto si dolse che, nol meritando, sì tosto morir dovesse. Portato in quella medesima villa, ove il padre suo [Vespasiano] era morto, s'aggravò il male. Dicono alcuni che [il fratello minore] Domiziano, schivo d'indugi, a titolo di rimedio, lo abbia fatto mettere in bagno di neve e lasciarvelo: altri affermano gli facesse propinar veleno. (Giuseppe La Farina)
  • Morì Tito di anni quarantuno, dopo due anni e due mesi d'imperio. Fu detto allora, e forse con ragione, essere stato a lui fortuna il morir giovine, come ad Augusto il morir vecchio. Questi che moltissime atrocità commise nel principio del principato, ebbe necessità di lunga vita e grande industria per farle obliare; quegli, ch'era in possesso del pubblico amore, se fosse più vissuto correva pericolo di perderlo, non potendo mantenere que' diportamenti che glielo avevano procurato. (Giuseppe La Farina)
  • Senza dubbio Svetonio aveva ragione quando individuava molti elementi vincenti nel carattere, nell'aspetto e nelle consuetudini di Tito, il quale, sebbene di bassa statura e con la pancia prominente, aveva un aspetto maestoso. Abile nel cavalcare e nel maneggiare le armi, sapeva anche cantare e suonare la lira, oltre ad essere compositore estemporaneo di versi latini e greci. (Michael Grant)

Note

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  1. Riportato da Svetonio in Vite dei Cesari, "Tito", 8. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  2. fragilità.

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