Tito Livio Cianchettini

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Tito Livio Cianchettini (1821 – 1900), scrittore e giornalista italiano.

  • Accidenti ai capezzatori.
  • Con un torchio da me inventato ed eseguito, faccio da me tutte le parti dell'esercizio tipografico.[1]
  • Il travaso delle idee nella mia recipiente testa fatto dai corpi animati ed inanimati travaso nell'altrui recipienti teste.[1]

Citazioni su Tito Livio Cianchettini[modifica]

  • Chi ebbe la ventura di incontrarlo, per le strade di Roma, ricorda che a sera, cacciata la testa nella "vendita", infilato un braccio nella "cassa" e l'altro nell'"amministrazione", se ne tornava a casa con quel "golettone" intorno al collo, avendo raccolto più sberleffi che soldi. (Mauro De Vincentiis)
  • Cianchettini, salvo che una macchina da far denari, ha inventato e costrutto quanto si può immaginare. Oggi, visto che nessuno gli dà retta, si adatterebbe a fare il maestro di metafisico-politica e calligrafia e d'imbastitura di abiti purché potesse abbandonare questa ingrata terra, questa Milano sempre sentina di popolo imbestialito che vive ferocemente. (Gaetano Crespi)
  • Il primo scrittore di metafisica-politica, fondatore, direttore, redattore, amministratore, compositore, stampatore e venditore del Travaso (organo ufficiale delle tribolazioni e delle allucinazioni del suo fondatore ecc.).
    Cianchettini è là nella via, dritto dritto, attacato al muro, immobile; sembra l'Uomo di pietra in pelle ed ossa. (Gaetano Crespi)
  • Tito Livio Cianchettini, morto pochi anni fa in istato di onesta indigenza e di serena vecchiaia, fu un mattoide celebre in tutta Italia. Era il 1871 quando lanciava per le strade di Milano il primo numero del suo Travaso delle idee, ragione e principio della sua fama. Io lo ricordo ancora, all'ingresso del Liceo Parini, dov'ero scolaro, mentre attendeva di buon mattino il nostro arrivo a frotte. Alto, esile, silenzioso, riservato, niente importuno, niente accigliato, niente scortese, pareva piuttosto un asceta di buona pasta che uno strillone. Certamente era uno strillone d'élite: il suo giornale non costava che due centesimi, e non c'era pericolo che Cianchettini non rendesse il resto a chi gli dava un soldo o più: anche se gli si offrivano con buona grazia, non accettava regali, ma li respingeva con semplicità garbata. Il suo contegno serio disarmava i motteggiatori, e Cianchettini fu sempre rispettato. (Eugenio Tanzi)
  • Una sorta di Don Chisciotte in sedicesimo che aveva per elmo la bombetta con stampate sul nastro sempre nuove sentenze, e per scudo un cartellone con la scritta Accidenti ai capezzatori, ossia coloro che vorrebbero impormi capezza (corruzione di cavezza) come a bestia da tiro o da soma. (Guglielmo Guasta)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Mauro De Vincentiis, Pubblico eccellentissimo, La Fiera Letteraria, n. 17, aprile 1973.

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