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Tiziano Vecellio

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Autoritratto (1562 circa)

Tiziano Vecellio, noto semplicemente come Tiziano (1490 ca. – 1576), pittore italiano.

Citazioni di Tiziano Vecellio[modifica]

  • El se dice uno proverbio et certo essendo accaduto a mi Tician de Vecelis trovo esser verissimo: qual è che uno gran servicio si suol satisfar de una grande ingratitudine.[1]
  • Il pittore deve sempre cercare l'essenza delle cose, rappresentare sempre le caratteristiche e le emozioni essenziali della persona che sta dipingendo.[2]

Citazioni su Tiziano Vecellio[modifica]

  • A nostro avviso Tiziano è il solo artista completamente "sano" che sia esistito dopo l'antichità. Egli possiede la serenità possente e forte di Fidia; in lui, nulla di morboso, nulla di tormentato, nulla d'inquieto: la malattia moderna non l'ha sfiorato. È bello, robusto e sereno come un artista pagano dei tempi migliori. (Théophile Gautier)
  • Nessun altro grande artista si appropriò di tanto facendo così poche concessioni; nessun altro grande artista fu tanto flessibile pur restando completamente sé stesso. (Erwin Panofsky)
  • Perché Tiziano e i [pittori] veneziani dovrebbero essere citati in una dissertazione sull'arte? Tali idioti non sono artisti. (William Blake)
  • Più incantato ancora rimasi di fronte a un quadro di Tiziano[3]. Esso supera in splendore quanti ne ho finora veduti. Se ciò dipenda dalla mia più affinata sensibilità, o se davvero esso sia il più bello, non saprei dire di certo. Un'immensa pianeta, tutta rigida di ricami o meglio di ornamenti dorati a sbalzo, avvolge un'imponente figura di vescovo. Col massiccio pastorale nella mano sinistra egli mira estatico il cielo, mentre con la destra regge un libro dal quale sembra essergli testé giunto un segno divino. Dietro di lui una bella giovane, con un ramo di palma in mano, getta sul libro aperto uno sguardo di amabile attenzione. Sulla destra un vecchio dall'aria pensosa, vicino al libro, non sembra prestargli alcun interesse; tiene in mano una chiave, nell'atteggiamento di chi confida di trovare l'accesso da solo. Dirimpetto a questo gruppo un'armoniosa figura nuda di adolescente, incatenato e trafitto da frecce, guarda innanzi in atto umilmente sommesso; nel mezzo, due frati recanti una croce e un giglio si volgono devotamente verso i celesti personaggi. Dischiusa è infatti la sommità della parete semicircolare che fa da sfondo all'intero gruppo, e lassù, in gloria suprema, una Madre partecipe si china verso il basso. In grembo a lei, il vispo e allegro Bambino protende con ilare gesto una ghirlanda; si direbbe anzi che voglia gettarla giù. Sui due lati si librano angeli con una scorta di ghirlande. Più in alto di tutti, infine, sovrastando un triplice cerchio luminoso, domina la divina colomba, punto centrale e chiave di volta insieme.
    Viene spontaneo pensare: a fondamento di tale visione dev'esserci qualcosa di sacro, di tramandato da tempi antichi, per cui si sian potuti riunire in un sol gruppo, con tanta arte tanta forza di significato, personaggi così differenti ed eterogenei. Non ci chiediamo come o perché, solo constatiamo il fatto che ammiriamo l’eccellenza dell’arte. (Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia)
  • Tiziano è uno di quelli che più si avvicinano all'ingegno dell'antico [...]. Coloro che in Tiziano non vedono che il maggiore dei coloristi sono in grande errore: lo è effettivamente, ma al contempo è il primo dei disegnatori. (Eugène Delacroix)
  • Tiziano, ecco un uomo fatto per essere apprezzato da chi diventa vecchio [...]. Le qualità del pittore sono portate in lui al punto più alto: ciò che fa è fatto: gli occhi guardano e sono animati dal fuoco della vita. La vita e la ragione sono ovunque. (Eugène Delacroix)
  • Tiziano del Cadore, nato pittore per la grazia di Dio e pel vigore della sua tempra, fu durante la sua vita e dopo la sua morte il più vagheggiato e il più universalmente celebre di tutti i Maestri Veneti. Uomo di mondo, amante fortunato, favorito dai Principi, egli ebbe in ogni incontro, nel corso della sua lunga vita, il privilegio di acquistarsi il favore di ognuno e di riuscire in tutto. Estraneo alle grandi commozioni, alle profonde tristezze dell'anima, egli visse nella piena luce di quel sole che splende sui fortunati della terra, che sembrano nati esclusivamente alla gioia. Ed è appunto la vita sensuale, aurea e brillante, vita di gran signore e d'artista colle sue grazie, col fascino delle sue seduzioni, quella che il Tiziano ha raffigurato in tutto il suo splendore. (Margarita Miniati)
  • Tiziano veramente è stato il più eccellente di quanti hanno dipinto: poiché i suoi pennelli sempre partorivano espressioni di vita. (Marco Boschini)

Note[modifica]

  1. Da Le lettere, a cura di Celso Fabbro, Magnifica Comunità di Cadore, 1977.
  2. Citato in AA.VV., Il libro dell'arte, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 148. ISBN 9788858018330
  3. La Madonna di San Niccolò dei Frari, precedentemente al Quirinale oggi alla Pinacoteca Vaticana.

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