Ugo D'Andrea

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Ugo D'Andrea (1893 – 1979), giornalista, saggista e politico italiano.

Citazioni di Ugo d'Andrea[modifica]

  • Leggete l'interrogatorio di Alessandro Ivanovic Gutchkov, uno dei leaders del partito ottobrista, già presidente della III Duma dell'Impero e ministro della guerra del Governo provvisorio interrogatorio subito dinanzi al Tribunale di Kerenski[1]. Dopo aver ottenuto l'abdicazione sovrana, egli si ritirerà dinanzi al rifiuto del granduca Michele Alessandrovitch[2] di accettare la successione.
    Evidentemente questo Gutchkov era uno di quegli ingenui i quali pretendono di smuovere i cardini dell'autorità secolare per ristabilire un ordine più conveniente, e non tengono conto delle forze imponderabili che tali movimenti pongono in azione e dei terremoti che, tali fratture del'equilibrio sotterraneo, scatenano. (da Le alternative di Stalin, Treves-Treccani-Tuminelli, Milano-Roma, 1932, cap. 1, Lo spirito della rivoluzione, p. 4)
  • Non c'è dubbio: anche la morte di Nicola II è un suicidio prima che un assassinio. Iniziato il periodo delle riforme con la costituzione del 1905, l'Imperatore non ebbe mai il coraggio di rinnegare il famoso manifesto dell'ottobre di quell'anno, ma fece tutti gli sforzi per appoggiare il ritorno all'autocrazia. Rimasto indeciso tra le due vie, non sufficientemente illuminato per poter governare con la costituzione, non abbastanza forte e capace per governare da solo, non duro e ambizioso per difendere brutalmente la corona con ogni mezzo, egli doveva cadere come è caduto; un po' per i suoi difetti e un po', anche per i suoi meriti. (da op. citata, cap. 1, Lo spirito della rivoluzione, p. 14)

Mussolini motore del secolo[modifica]

Incipit[modifica]

Il 1883, l'anno di Mussolini[3], si apre in Italia con fatti strani e diversi: generosi e puerili come avviene per gli adolescenti.
Il nuovo Regno aveva, infatti, tredici anni[4].
Il Parlamento era già molto in basso se nel primo collegio di Roma, che aveva avuto a suo rappresentante Giuseppe Garibaldi morto solo da pochi mesi, era stato eletto, e, in quei giorni convalidato, Francesco Coccapieller.

Citazioni[modifica]

  • Spengler, nel suo libro Tramonto dell'Occidente, sostiene una tesi assai nota: la storia del mondo segue la via delle maggiori civiltà le quali raggiunto il sommo della parabola, manifestano – con la diminuzione delle nascite, infallibile segno di decadenza – l'inizio del loro discendere. (cap. 7, pp. 122-123)
  • Nel 1927 Bukarin e Tomski proclamavano cinicamente: «Con la dittatura del proletariato, due, tre, quattro partiti possono coesistere, ma ad una condizione: uno al potere e gli altri in prigione.» Bukarin e Tomski hanno fatto in seguito, per loro conto, l'esperienza dello Stato-prigione. Tutti i quadri del vecchio partito sono distrutti. I sopravvissuti della lotta contro lo zarismo sono in prigione. I compagni di Lenin sono stati uccisi o sono dispersi. (cap. 7, p. 141)
  • La questione sociale è, per il Fascismo, oltre che un problema di distribuzione, un problema di produzione della ricchezza. Alla lotta di classe si sostituisce la collaborazione di classe, alla posizione di riserva e di attesa dello Stato rispetto ai conflitti sociali si sostituisce l'azione di un sistema armonico di istituti (Sindacato-federazione-confederazione-corporazione) nel quale il principio della superiorità dello Stato si armonizza con quello della uguaglianza giuridica, politica ed economica dei due termini, capitale e lavoro. (cap. 10, pp. 189-190)

Explicit[modifica]

Se la classe politica dell'Europa che si proclama ancora democratica non è definitivamente presa da follia e da mania suicida, e a volte lo sembra, essa non deve impedire che si compia la ricostruzione dell'Europa iniziata da Mussolini[5] seguendo un principio di maggiore giustizia tra i popoli. Allora, quando il suo destino sarà compiuto, nessun eroe della storia sarà stato più saggio di Mussolini[5], nessun uomo avrà lasciato maggior retaggio di grandi opere, nessuno avrà maggiormente contribuito alla vita unitaria del Continente europeo.

Note[modifica]

  1. Aleksandr Fëdorovič Kerenskij (1881–1970), politico russo, Primo ministro della Russia dopo la caduta di Nicola II.
  2. Michail Aleksandrovič Romanov (1878–1918), fratello minore dello zar Nicola II di Russia.
  3. Benito Mussolini era nato il 29 luglio 1883.
  4. Il Regno d'Italia, nato nel 1861, aveva in realtà ventidue anni.
  5. a b Così nel testo.

Bibliografia[modifica]

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