Ultime parole da Gomorra - La serie

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Raccolta delle ultime parole pronunciate dai personaggi della serie televisiva Gomorra - La serie in punto di morte.

Citazioni[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Prima stagione[modifica]

  • Nun fa male! (Attilio Diotallevi "'O Trovatello")
Nel primo episodio Attilio, ferito a morte durante un agguato a Salvatore Conte, rivolge queste ultime parole a Ciro.
  • Guagliù! Nunn'aggio fatto niente! E gghia'! (Felice)
Nel secondo episodio Genny deve uccidere per la prima volta un uomo per dimostrare di essere in grado di comandare il clan. Ciro sceglie un tossico a caso, un certo Felice. Tuttavia Genny, inesperto e impaurito, riesce solo a ferirlo, sarà poi Ciro a porre fine alle lamentele del malcapitato con un proiettile alla testa.
  • Ah, o Pie', ve site scurdate 'a borza! (Renato Bolletta)
Nel secondo episodio il boss Pietro Savastano sa che c'è un traditore nel suo clan ed è convinto che si tratti di Bolletta, così va a fargli visita. Dopo una breve discussione Pietro esce dalla casa del suo scagnozzo. Tuttavia dopo pochi attimi il boss torna sui suoi passi e bussa nuovamente alla porta di Bolletta. Quest'ultimo gli apre, porgendogli la borsa con i soldi ricavati dallo spaccio e pronunciando quelle che saranno le sue ultime parole. Pietro Savastano infatti poco dopo lo colpisce ripetutamente ferendolo a morte.
  • Io spengo la luce! (Franco Musi)
Nel quinto episodio il commercialista rivolge queste ultime parole alla sua compagna e alla sua figliastra prima di suicidarsi.
  • Signora Imma, questi non sono modi da usare con me! Io non sono uno dei ragazzi vostri! (Franco Martucci detto Leccalecca)
Nel settimo episodio l'usuraio, essendo venuto meno ai patti, viene portato su un terrazzo e viene ucciso da Malammore per ordine di Imma, poco dopo aver pronunciato queste parole.
  • Aiuto! Vi prego, aiutatemi! Aiuto! Aiuto! Vi prego, aiutatemi! Aiuto! (Luca/Marta)
Nel settimo episodio la ragazza lesbica subisce un agguato mentre si trova nel negozio di abiti da sposta del padre, deceduto poco tempo prima. La ragazza urla queste parole in preda alla disperazione provando a scappare, ma viene presto raggiunta dai suoi attentatori, crivellata di pallottole e uccisa.
  • È stato Ciro! Ciro Di Marzio! (Danielino)
Nel decimo episodio Danielino confessa con questa parole chi gli ha ordinato di uccidere Tonino Russo, uomo fidato di Salvatore Conte. Proprio, il boss dopo aver tranquillizzato il ragazzino fingendo il perdono, estrae la pistola e lo fredda con un proiettile alla tempia.
  • No! (Massimo)
Nel decimo episodio Massimo pronuncia questo grido di dolore dopo aver visto sotto i suoi occhi l'omicidio del fratello minore Danielino per mano del boss Salvatore Conte. Massimo prova a scappare con l'auto ma Salvatore lo ferisce a morte con la pistola rendendo vano il tentativo di fuga.
  • Je nunn'o saccio addo' sta, nunn'o voglio manco sape'! (Zecchinetta)
Nell'undicesimo episodio 'O Track e Tonino Spiderman vanno a casa di Zecchinetta per minacciarlo e costringerlo a rivelare dove si nasconde Salvatore Conte. 'O Track lo picchia a sangue nella vasca da bagno, mentre Zecchinetta continua a ripetere che non sa dove il boss si nasconde. Spazientito allora 'O Track lo fredda con un colpo di pistola alla tempia.
  • E chiammalo, 'sta vota faccio je 'o nummero, | appicecate è inutile | pecché già saje ca te vene a cerca', | lui ama te | e pure tu ce tiene, | si legge nei tuoi occhi | ca tu nun te fide 'e sta'. (Tonino "Spiderman")
Nell'undicesimo episodio Tonino sta viaggiando sulla sua Vespa con le cuffie nelle orecchie e sta canticchiando E chiammalo di Anthony. Ad un tratto sopraggiunge lo zio Carlucciello che lo uccide con un mitra.
  • Fa chillo c'aggio ditto, si te vuo' salva' a vita! (Imma Savastano)
Nell'undicesimo episodio Imma, dopo aver scoperto il tradimento di Ciro, decide di incontrarlo in un bar per proporgli un accordo. Il discorso di Imma termina con queste parole e, dopo essere uscita dal bar, la donna viene freddata da alcuni sicari armati di mitra a bordo di motorini.

Seconda stagione[modifica]

  • Te fermo io! (Debora Di Marzio)
Nel primo episodio Ciro e la moglie Debora stanno litigando di sera su una spiaggia e ad un certo punto Debora risponde con queste parole all'esclamazione di Ciro: «Ma tu hê capite tutte chillo c'aggio fatto p'arriva' fino a cca? Nun me pozzo ferma' proprio mo!» Dopo queste parole il litigio degenera sempre di più fino a quando Ciro non comincia a strozzare Debora, uccidendola in tal modo.
  • C'hê maje pensate, Ciru'? 'O serpente... sta sempe câ Maronna... e maje cu' Gesù. Sulo essa sape' chillo ca s'ha da fa'... cô pere... 'o tene fiermo, 'nterra, senza bisogno 'e 'o scamazza'. E pure je vuleva fa' accussì cu' te... ma je nun songo 'a Maronna però! Ê serpienti comme a te, je 'a capa ce l'aggi' 'a taglia'! Je chesto mo' ce 'o porto ê cape 'e l'alleanza 'nziemme â capa toja! (Salvatore Conte)
Nel terzo episodio Ciro prova a mettersi d'accordo con 'O Mulatto e 'O Principe, gli uomini più vicini al boss Salvatore Conte, per organizzare la morte di quest'ultimo. Dopo aver partecipato alla processione del Venerdì santo del suo paese, Salvatore si riveste nella chiesa dove 'O Mulatto, 'O Principe e Ciro lo stanno aspettando. Salvatore pronuncia quindi questo discorso rivolgendosi a Ciro e facendo vari riferimenti al quadro presente nella chiesa, raffigurante la Madonna che calpesta il serpente. Mentre pronuncia il discorso, Salvatore con l'aiuto di 'O Principe costringe con la forza Ciro a inginocchiarsi e lo tiene fermo in tale posizione. Poco dopo 'O Mulatto col cellulare fa ascoltare la conversazione registrata tra lo stesso Mulatto e Ciro, nella quale i due pianificavano la morte di Salvatore. Conte, del resto, era nella stessa stanza di 'O Mulatto e 'O Principe mentre tale conversazione telefonica (in vivavoce) si svolgeva ed è quindi convinto che i suoi due uomini abbiano solamente finto di appoggiare Ciro, solo per attirare quest'ultimo in una trappola e consegnarlo poi allo stesso Conte. Dopo che Salvatore ha pronunciato l'ultima parte del suo discorso, 'O Mulatto caccia un coltellino e lo punta alla gola di Ciro, tuttavia invece di sgozzare quest'ultimo taglia la gola di Salvatore, lasciandolo agonizzante a terra.
  • Perché mia moglie? (Manolo)
Nel settimo episodio Rosario "'O Nano" dopo essere stato pestato a sangue e dopo aver risolto la questione con 'O Principe, torna a capo della sua piazza di spaccio e per festeggiare vuole offrire un bonus di soldi a tutti i suoi uomini, specificando però che quello destinato a Manolo verrà recapitato alla moglie. Manolo, colui che aveva preso momentaneamente il posto di 'O Nano a capo della piazza di spaccio, pronuncia quindi le sue ultime parole chiedendo la motivazione di tale scelta. A quel punto Rosario prende una mazza da biliardo e inizia a colpirlo, poi spezza la mazza e continua a colpirlo ripetutamente con la mazza spezzata, ammazzandolo.
  • Si vulite dicere accussì. (Gabriele "'O Principe")
Nel settimo episodio Gabriele "'O Principe" viene attirato con l'inganno da Angelo Sepino in una zona isolata. Qui 'O Principe viene raggiunto da Pietro Savastano, intenzionato a ucciderlo per aumentare la tensione tra gli scissionisti, e i suoi uomini. Gabriele prova a convincere Pietro a risparmiarlo parlandogli dei suoi accordi segreti col figlio Genny. Con le sue ultime parole infatti, 'O Principe risponde alla domanda di Pietro: «Tu sî 'na carta 'e Genny?». Poco dopo Pietro lo fredderà con un colpo di pistola alla testa affermando che intende portare a termine il proprio piano senza tener conto delle strategie di suo figlio.
  • Nun te bagna' 'e scarpe! (Rosario "'O Nano")
Nell'ottavo episodio Rosario "'O Nano" rivolge queste parole come monito alla figlia Simonetta che sta giocando con le onde in riva al mare. Pochi attimi dopo Rosario viene sorpreso alle spalle e freddato dai mitra di due killer sotto gli occhi della figlia e della moglie Teresa, che osservava la scena dalla finestra.
  • 'O ssaje 'na cosa? M'è piaciuto a accidere a frateto! Chella merda 'e Zecchinetta! ('O Track)
Nel nono episodio 'O Track viene catturato dagli uomini di Scianel, che vuole vendicare il rapimento di suo figlio Lelluccio da parte dei ragazzi del Vicolo. 'O Track viene portato in un posto isolato e qui viene pestato a sangue. Poi, mentre Scianel gioca a cellulare, un scagnozzo della donna immerge 'O Track con la testa sott'acqua in una vasca, tirandolo fuori prima che possa annegare. Scianel fa notare che suo fratello Zecchinetta è stato ucciso in quello stesso modo per mano di O' Track e dei suoi amici ma specifica che, a differenza di quanto fatto per Zecchinetta, lei non ha intenzione di sprecare un colpo di pistola. 'O Track dopo aver risposto a Scianel con queste ultime parole, viene spinto di nuovo dallo scagnozzo con la testa sott'acqua. Questa volta tuttavia non viene tirato fuori e muore annegato.
  • Bongiorno! Ma che d'è nun ce sta nisciuno cca dinto? Sasà! (Totò "'O Mulatto")
Nell'undicesimo episodio, a causa del clima di tensione tra i membri residui degli scissionisti e Pietro Savastano, alleatosi con i ragazzi del Vicolo (i girati), 'O Mulatto viene accompagnato dalla scorta anche per andare dal barbiere. Entrato nel locale, 'O Mulatto pronuncia queste ultime parole non vedendo nessuno all'interno. Poco dopo il malvivente viene ucciso a tradimento dai colpi di pistola dei suoi stessi scagnozzi, passati ormai dalla parte di Pietro e dei ragazzi del Vicolo.
  • Ma sei sicuro che sta qui Avitabile? (Funzionario pubblico)
Nell'undicesimo episodio Alfredo Natale porta il funzionario pubblico in un posto isolato con l'intento di spaventarlo per ordine di Avitabile. I due scendono dall'auto ma il funzionario si accorge che la situazione è un po' strana e dopo aver pronunciato queste ultime parole, prova a scappare. Alfredo lo ferma, lo butta a terra e sbattendogli la testa contro il suolo, lo uccide per sbaglio.
  • Io quello che potevo fare l'ho fatto. Sulo ca chillo strunzo se sta troppo accorto. ('O Zingariello)
Nell'undicesimo episodio 'O Zingariello temendo di trovarsi dalla parte sbagliata nello scontro tra gli scissionisti residui e gli uomini di Don Pietro, decide di andare da quest'ultimo per ottenere la sua protezione. Pietro però è disposto a concedergli la protezione solo in cambio della cattura di Ciro Di Marzio. Zingariello accetta ma il suo piano per catturare Ciro fallisce e così il giovane torna da Don Pietro per informarlo dell'accaduto. In tale occasione, dopo aver pronunciato queste ultime parole, O' Zingariello viene strangolato alle spalle da Malammore e nonostante provi a divincolarsi, alla fine muore sotto gli occhi compiaciuti di Don Pietro.
  • Lelluccio: M'ha distrutto! C'ha accise a livello 'e tutte cose, c'ha accise! E a Ciro mo' n'o chiammo... e nun jesco nemmeno pe' lo ji' a truva'. Chillo dice ca amm' 'a fa' 'a guerra, ma quala guerra? Ma che cazzo è tutto 'stu burdello? Va vide 'nu poco, va'!
    Uomo di Lelluccio: No, nunn'è nniente, stanno cagnanno 'e lluce mmiezzo 'a via. Pure Malammore te vuo' parla'!
    Lelluccio: Comm'ha parlato cô Zingariello, sì?! Che cazzo ce tengo 'a dicere, eh?! Nun tengo a ddicere niente a nisciuno! Vamme piglia' 'na birra, va'!
Nel dodicesimo episodio Raffaele Magliocca detto Lelluccio, viste le numerose morti tra le fila degli scissionisti, si è nascosto in un appartamento al primo piano di un palazzo con due suoi uomini. Lelluccio è seduto al tavolo e sta sniffando cocaina ma fuori si sentono strani rumori e così manda un suo uomo a controllare dalla finestra ma questi lo tranquillizza. Fuori dall'edificio, infatti, alcuni uomini stanno cambiando la luce di un lampione con la gru. Dopo aver pronunciato queste ultime parole, Lelluccio e i suoi due uomini vengono improvvisamente crivellati dai colpi dei mitra attraverso la finestra. A sparare sono stati proprio gli uomini che fingevano di aggiustare la luce del lampione.
  • 'A fine dô juorno sta tutta cca. (Pietro Savastano)
Nel dodicesimo episodio Pietro si è dato appuntamento con Genny nel cimitero presso la cappella di famiglia. Arrivato da solo alla cappella Pietro, nell'attesa del figlio, si siede accanto alla lapide della moglie Imma e le chiede perdono per il fatto di aver trovato un'altra donna, Patrizia, con la quale ha intenzione di sposarsi. Dopo essere rimasto per un po' di tempo davanti alla lapide, Pietro si alza, si gira e vede inaspettatamente Ciro, immobile, con una pistola in mano, di fronte all'uscita della cappella. È stato infatti Genny ad informare Ciro dell'incontro e a consegnargli la pistola. Pietro quindi esce dalla cappella e si avvicina a Ciro, visibilmente scosso, presumibilmente per la morte della figlia avvenuta qualche giorno prima per ordine dello stesso Savastano. Dopo essersi salutati, Pietro, conscio del suo imminente destino, si toglie gli occhiali e pronuncia queste ultime parole. Pochi attimi dopo Ciro lo fredda con un colpo di pistola in testa.

Terza stagione[modifica]

  • A port adda sta semp apert però adda parè chius. È capit?

(Malammore)

Nel primo episodio Malammore minacciando Fernando (un uomo di Ciro) riesce a localizzare Ciro, e fidandosi di Genny, organizza un agguato con quest'ultimo. In realtà Genny era d'accordo con Ciro, e l'aggauto si rivela l'occasione giusta per eliminare Malammore, ucciso proprio dall'immortale con due colpi al cuore e uno in testa.
  • Dispiace anche a me. (Valentin)
Nel terzo episodio Ciro ha spiegato a Valentin di come il figlio Mladen abbia provato ad organizzare un piano alle loro spalle con l'obiettivo di far passare Ciro come un traditore. Valentin sembra credere alle parole di Ciro, ma fa capire al napoletano che non potrà mai schierarsi contro suo figlio. Il dialogo tra i due (in bulgaro con sottotitoli in italiano), si conclude con queste parole di Valentin, che poco dopo fa un cenno a un suo scagnozzo ordinandogli di uccidere Ciro. Il napoletano però lo anticipa, estrae la pistola e uccide prima lo scagnozzo e poi Valentin.
  • Tu che cazzo aspetti? Vai dentro! Veloce! (Mladen)
Nel terzo episodio Mladen rivolge queste parole a Elvana, ordinandole così di entrare nella vasca idromassaggio. Le parole di Mladen sono in bulgaro con sottotitoli in italiano. Poco dopo Ciro, avvicinatosi di soppiatto a Mladen, lo fredderà con dei colpi di pistola.
  • Perdoname, Genna'. Te prego, perdoname. 'E società stanno apposto, Genna'. Je nun putevo fa cchiù niente. (Gegè)
Nel quarto episodio Genny ha scoperto il tradimento di Gegè e si fa trovare in casa di quest'ultimo. Dopo una discussione tra i due, Gegè prova a convincere Genny a risparmiarlo, ma quest'ultimo gli intima di sfilarsi dal polso l'orologio regalatogli dal padre Pietro Savastano in occasione della sua laurea. Genny prende l'orologio e lo indossa a mo di tirapugni, quindi comincia a colpire ripetutamente Gegè in volto fino ad ammazzarlo.
  • Ma che cazze state facenno?! Ma addo' 'o state purtanno a Genny? (Cardillo)
Nel quarto episodio Cardillo e Cape 'e Bomba stanno accompagnando Genny a concludere un affare di droga con i calabresi. Nel luogo prefissato per lo scambio tuttavia i tre trovano un nutrito gruppo di uomini armati, che portano via Genny. Cardillo urla a uno degli uomini chiedendo dove abbiano intenzione di portare Genny. Pochi attimi dopo dopo Cardillo e Cape 'e Bomba vengono uccisi dagli uomini armati e Genny, osservando la scena dal finestrino dell'auto in cui è stato costretto a salire, si dispera per la morte dei suoi due amici.
  • 'O ssapevo, sempe pizza. Basta ca te magne 'a pizza, Giosuè... (Lucio Galori)
Nel sesto episodio Sangue Blu viene incaricato da Genny e Ciro di uccidere Lucio Galori. Lucio sta accompagnando il figlio Giosuè a casa e durante il tragitto gli chiede cosa vorrebbe da mangiare. La scelta di Giosuè ricade sulla pizza e Lucio commenta con queste parole la scelta del figlio disabile. Nel frattempo Sangue Blu si è avvicinato di soppiatto alle spalle di Lucio e quindi spara alla testa dell'uomo uccidendolo davanti agli occhi del figlio, dopodiché scappa su un motorino.
  • 'E deposite so' tre: l'albergo notturno vicino â stazione, 'o cimmitero 'e Chiaiano e la fabbrica 'e bandiere a Via Marina. (Catenella)
Nell'ottavo episodio Sangue Blu e i suoi compagni hanno rapito Catenella, in modo da farsi dire dove sono i depositi delle armi dei clan Confederati. Nonostante le minacce di morte, Catenella non sembra intenzionato a "cantare" ma alla fine, quando viene minacciata di morte anche la sua famiglia, l'uomo si decide a confessare la posizione dei tre depositi. Poco dopo Sangue Blu fredda Catenella con tre colpi di pistola, nonostante la confessione ottenuta.