Uncharted 3: L'inganno di Drake

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Uncharted 3: L'inganno di Drake

Sviluppo Naughty Dog
Pubblicazione Sony Computer Entertainment
Anno 2011
Piattaforma PlayStation 3
Serie Uncharted
Preceduto da Uncharted 2: Il covo dei ladri
Seguito da Uncharted: L'abisso d'oro

Uncharted 3: L'inganno di Drake (Uncharted 3: Drake's Deception) è un videogioco d'avventura dinamica del 2011, sviluppato da Naughty Dog e pubblicato da Sony Interactive Entertainment.

Incipit[modifica]

  • Tutti sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che di notte viaggiano nei polverosi recessi della loro mente, si svegliano scoprendo che i sogni sono illusione. Coloro che sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché possono vivere i loro sogni a occhi aperti e realizzarli. Io sono uno di questi. Thomas Edward Lawrence "Lawrence d'Arabia". (Nathan Drake)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il solito yankee, tutto chiacchiere. (Charlie Cutter) [a Nathan dopo avergli dato una testata]
  • Chi credi di essere, ragazzino? Sei soltanto un piccolo, lurido straccione reietto. Non sei degno di toccare questi oggetti [anello di Francis Drake e il Disco Cifrante]. (Katherine Marlowe giovane) [a Nathan dopo avergli dato uno schiaffo]
  • Guarda che abbiamo qui. Eheheheheh [Nathan gli punta la pistola, indietreggia e cade] Ooops. Tutto bene? Perché stai tremando? Tranquillo, chiudi gli occhi. Non sentirai niente. (Agente di Marlowe) [Ultime parole]
  • Al primo dubbio, prima sparate e poi fate domande. (Charlie Cutter)
  • Nate [abbreviazione di Nathan], stiamo perdendo tempo, qui. Quella valigetta [dei soldi] sembra sempre più invitante. (Victor Sullivan)
  • Oh, abra-checcazzo-cadabra. (Victor Sullivan) [mentre si apre un passaggio segreto]
  • Non è lontano? Eh. Con te, potrebbe voler dire cento metri come trenta chilometri. (Victor Sullivan) [a Nate riferendosi allo Château di Lord Godfrey]
  • Come è possibile? Gli ho sparato dritto in quel suo orrendo, schifoso gilet da checca. Avete visto! (Charlie Cutter) [riferendosi a Talbot ancora vivo]
  • Giorno. Risparmiate i soldi, non ne vale la pena [mostra il pollice in giù]. (Chloe Frazer) [rivolta ai turisti riferendosi alla Cittadella]
  • Non lasciarti ingannare dalla bellezza del mondo. E' la chimera di un sognatore, un miraggio nel deserto. Il calice della morte ti sarà versato. Il diavolo lo adorna per l'uomo fino alla morte. Che fine hanno fatto i governanti della Terra. La loro ricchezza non li ha salvati. (Francis Drake)
  • Non sei granché senza quelle droghe, eh? (Nathan Drake) [a Talbot dopo averlo atterrato con un pugno]
  • Rum... Che cliché. (Nathan Drake) [nel covo dei pirati di Ramses al Cimitero delle Navi]
  • Mi piace l'odore di propano la mattina. Questa è la fine di chi tocca i miei amici. (Nathan Drake) [uccidendo due pirati sparando a una tanica di propano]
  • Argh, odio le navi. (Nathan Drake)
  • Santa merda. (Nathan Drake)
  • E' ora di uscire da questa acquario. (Nathan Drake) [riferendosi alla nave capovolta di Ramses]
  • Grazie per aver volato con noi! (Nathan Drake) [mentre fa scaraventare fuori dall'aereo un agente Bruto di Marlowe]
  • Odio la sabbia. (Nathan Drake)
  • Soltanto ombra sotto la roccia rossa. Venite all'ombra della roccia rossa, e vi mostrerò qualcosa di diverso dalla vostra ombra che al mattino cammina dietro di voi, o dall'ombra che di sera vi si leva incontro: vi mostrerò il terrore in un pugno di polvere. (Katherine Marlowe) [citando l'Opera "La Terra Desolata", di T. S. Eliot]
  • Chissà che dramma doverla lucidare... (Victor Sullivan) [riferendosi all'entrata di Iram dei Pilastri, la Città di Ottone]
  • Voi avete ucciso Sully [abbreviazione di Sullivan], io ammazzo voi! (Nathan Drake) [riferendosi a Talbot e Marlowe]
  • Tre stramaledette pallottole?! Come hai fatto a scatenare tutto questo con tre pallottole?! Porca vacca! (Victor Sullivan) [a Nate riferendosi alla distruzione di Iram dei Pilastri]
  • Impara: mai a una sparatoria con un coltello! (Victor Sullivan) [a Talbot]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Charlie Cutter: Mani in alto [perquisisce Nate].
    Nathan Drake: Ti stai divertendo, amico?
    Charlie Cutter: Oh, sei proprio uno spasso [perquisisce Sully].
    Victor Sullivan: Accoglienza da re.
    Charlie Cutter: Sono puliti.
    Talbot: Chiedo scusa. Non si è mai troppo prudenti.
  • Talbot [esamina l'anello di Francis Drake]: Argento... XVI secolo... Stile elisabettiano... Con inciso il motto di Sir Francis Drake... Beh, sembra proprio autentico.
    Victor Sullivan: Ma certo che è autentico.
    Talbot: Se posso chiedere, come lo avreste ottenuto?
    Victor Sullivan: E' importante?
    Talbot: Eheh il mio cliente sarà molto soddisfatto.
    Nathan Drake: Aspetta un attimo... Sully, sono finti [Sully esamina controlla le banconote].
    Talbot: Le assicuro, signor Drake...
    Victor Sullivan: Wow, wow, hai ragione... Finti come una banconota da tre dollari.
  • Nathan Drake: L'affare non si fa.
    Victor Sullivan: E tu, puoi dire al tuo cliente che è colpa tua. Forza, Nate. Andiamocene da qui.
    Talbot: Umpf, non siete in condizioni di poter trattare. Ora, datemi l'anello, prendete i soldi e uscite di qui da gentiluomini. Finché vi è consentito.
    Charlie Cutter: Fa' come dice, figliolo.
    Nathan Drake: Sei un ladro.
    Talbot: Umpf. Bella questa, da che pulpito.
  • Victor Sullivan [Nate sconfigge un alto e muscoloso teppista di Talbot che sviene dentro il water]: Tutto bene là dentro? Ferito?
    Nathan Drake: Sì, nell'orgoglio. Gli servirà uno sturacessi.
  • Katherine Marlowe: Ciao, Victor.
    Victor Sullivan: Kate.
    Katherine Marlowe: Vedo che sguazzi ancora nel fango con il tuo pupillo. Davvero poco dignitoso, per un uomo della tua età.
    Nathan Drake: Tu, avrei dovuto immaginarlo [Marlowe chiude l'ombrello]. Uh, stai attenta. Non vorrei ti sciogliessi.
    Katherine Marlowe: Il solito spaccone da due soldi. Così impavido... Mi chiedo cosa ti spaventi davvero [tocca la fronte di Nate con la punta di un coltello]. Non i proiettili, o il sangue, o le ossa rotte. No, tutto questo ti eccita [avvicina il coltello al mento di Nate], non è vero? Ingannare la morte... o no.
    Victor Sullivan: No.
    Katherine Marlowe: Signor Sullivan, non farò male al tuo caro ragazzo [prende l'anello di Francis Drake]. Voglio soltanto ciò che mi appartiene.
  • Katherine Marlowe giovane: Abbiamo un pò di tempo libero.
    Victor Sullivan giovane: Io direi: troviamo un modo piacevole per ammazzarlo.
  • Nathan Drake ragazzo: Merda! Suéltame, viejo! [tradotto dallo spagnolo: "lasciami andare, vecchio!"]
    Victor Sullivan giovane: Proviamo di nuovo.
    Nathan Drake ragazzo: Lasciami andare!
    Victor Sullivan giovane: Ah, come immaginavo. Non provare a scappare. Sei lontano da casa, ragazzino.
    Nathan Drake ragazzo: Non chiamarmi così.
    Victor Sullivan giovane: I tuoi genitori saranno in pensiero.
    Nathan Drake ragazzo: Già. Non credo proprio.
    Victor Sullivan giovane: Ok, brutto argomento. Ottimo scippo, là dietro. Te la cavi bene.
    Nathan Drake ragazzo: Non so di che stai parlando, nonno.
    Victor Sullivan giovane: Ehi, non chiamare me così. Ma la tua tecnica è approssimativa. Sei davvero troppo prevedibile.
    Nathan Drake ragazzo: ... Tu sei matto.
    Victor Sullivan giovane: Dici? Mi hai seguito per tutta la città. Credevi fossi un bersaglio facile, ma hai scelto la persona sbagliata, amico. Ah-ah.
    Nathan Drake ragazzo: Cosa?
    Victor Sullivan giovane: Il mio portafogli. Bene, allora chiameremo la polizia.
    Nathan Drake ragazzo: Fai pure. Vediamo. Saranno curiosi di sapere perché un turista di mezza età insegue i ragazzini.
    Victor Sullivan giovane: Eheh. Sei scaltro, eh, furfantello?
    Nathan Drake ragazzo: So come badare a me stesso. E comunque, credo che anche tu preferisca stare alla larga dagli sbirri.
    Victor Sullivan giovane: Questo è vero [Nate sta per andarsene]. Ragazzo. Il portafogli.
    Nathan Drake ragazzo: Ahah. Ci ho provato.
    Victor Sullivan giovane: Mi sembra giusto [sorride].
  • Nathan Drake ragazzo: Che vuoi da me?
    Victor Sullivan giovane: Mh. Riconoscenza, magari? Ho salvato le tue giovani chiappe, laggiù.
    Nathan Drake ragazzo: Grazie. Ma tu che ci guadagni? Intendo [sta per prendere la birra di Sully, ma Sully la prende per primo], sei un ladro, giusto? Vorrei avere una fetta.
    Victor Sullivan giovane: Eheheh. Sei un bel tipo, ragazzino. Raccontami la tua storia.
    Nathan Drake ragazzo: Senti, amico, senza offesa, ma nemmeno ti conosco.
    Victor Sullivan giovane: Rimediamo subito: Victor Sullivan [porga la mano a Nate]. A questo punto toccherebbe a te presentarti. Ok, perché non mi dici cos'ha di speciale quell'anello?
    Nathan Drake ragazzo: Appartiene alla mia famiglia. L'ho semplicemente ripreso.
    Victor Sullivan giovane: Tramandato da Francis Drake in persona.
    Nathan Drake ragazzo: Esatto.
    Victor Sullivan giovane: Non so come fartelo capire, ragazzino, ma Drake non aveva eredi. Nessun figlio.
    Nathan Drake ragazzo: Sì, non con sua moglie in Inghilterra, perlomeno...
    Victor Sullivan giovane: Eheheh. Ok, può darsi. Fa' vedere. Andiamo, ragazzino, se avessi voluto prendertelo, l'avrei già fatto, non credi? [Nate gli da' l'anello] Grazie. Mmh. Che c'è scritto? "Parvis Ma..."
    Nathan Drake ragazzo: "Sic Parvis Magna", significa "da umili origini verso grandi imprese". Era il suo motto.
    Victor Sullivan giovane: Ah sì?
    Nathan Drake ragazzo: Vedi, la regina glielo diede nel 1581, al suo ritorno dopo la circumnavigazione del globo. Fu allora che lo nominò cavaliere.
    Victor Sullivan giovane: Di certo tutto questo non l'hai imparato in strada. Come conosci il latino alla tua età?
    Nathan Drake ragazzo: Le suore hanno un pochino insistito.
    Victor Sullivan giovane: Ah, una specie di collegio.
    Nathan Drake ragazzo: Modo carino di chiamarlo.
    Victor Sullivan giovane: Ok, allora, qual è la storia dietro all'anello e a quell'astrolabio laggiù, nel museo?
    Nathan Drake ragazzo: Perché non me lo spieghi tu? Sei tu che lavori per loro.
    Victor Sullivan giovane: Ehi, senti... Il cliente vuole una cosa e io la procuro. Dietro compenso. Non faccio mai domande. E' solo un lavoro.
    Nathan Drake ragazzo: A me sembravate intimi.
    Victor Sullivan giovane: Sì, beh... Comunque, credo che mi abbia licenziato.
    Nathan Drake ragazzo: ... Ok. Senti... Innanzitutto, quello non è un astrolabio... E' una specie di decodificatore. Guarda qui... Nel suo viaggio intorno al mondo, Drake attraversò le Indie Orientali. Solo che sostenne di aver impiegato sei mesi per andare da qui... [Filippine] a qui [Giava].
    Victor Sullivan giovane: Sì, allora?
    Nathan Drake ragazzo: Allora non tornano i conti. Era un navigatore troppo esperto, ci avrebbe impiegato un mese al massimo. Nascondeva qualcosa. Qualcosa di grosso.
    Victor Sullivan giovane: Quanto grosso?
    Nathan Drake ragazzo: Grosso quanto una missione segreta per la regina. Grosso quanto un tesoro sommerso del valore di milioni. Grosso!
    Victor Sullivan giovane: Così grosso?
    Nathan Drake ragazzo: Così grosso.
    Victor Sullivan giovane: E quel decodificatore c'entra qualcosa?
    Nathan Drake ragazzo: Sono pronto a scommetterci.
    Victor Sullivan giovane: Ah, fantastico, e adesso ce l'ha Marlowe?
    Nathan Drake ragazzo: Non le servirà a molto, senza la chiave [l'anello di Francis Drake].
    Victor Sullivan giovane: Quindi siete in stallo, per ora.
    Nathan Drake ragazzo: Per ora.
    Victor Sullivan giovane: Eh. Sì, ma devi ancora dirmi il tuo nome.
    Nathan Drake ragazzo: E tu devi ancora dirmi cosa vuoi da me.
    Victor Sullivan giovane: Ok, senti. Hai del talento. Ma hai molto da imparare. Resta con me e ti insegnerò qualche trucco.
    Nathan Drake ragazzo: Grazie, ma me la cavo bene da solo.
    Victor Sullivan giovane: Sì, ovvio... Che ne dici di riprovare da capo? [Porge la mano a Nate] Per gli amici sono Sully.
    Nathan Drake ragazzo: Nathan Drake [si stringono la mano]. Nate.
    Victor Sullivan giovane: "Drake", eh? Ok. Vedo grandi cose nel nostro futuro... Grandi cose.
  • Victor Sullivan [riferendosi alle loro finte morti]: Pensavo avresti usato un silenziatore.
    Charlie Cutter: Sully, non hai il senso dello spettacolo.
  • Nathan Drake: Potevi andarci più leggero, Charlie.
    Charlie Cutter: Ma che dici? Ti ho appena sfiorato.
    Nathan Drake: Mi hai tirato una testata.
    Charlie Cutter: Lo ammetto, ok, mi sono lasciato prendere dal momento.
    Nathan Drake: Già.
    Charlie Cutter: Hai detto tu che doveva sembrare realistico.
  • Nathan Drake [mostra l'autentico anello di Francis Drake]: Visto? Hanno abboccato.
    Charlie Cutter: Quanto impiegheranno a capire che hanno un falso?
    Nathan Drake: Che importa? Ora sono allo scoperto.
    Victor Sullivan: Basta seguirli fin dentro al loro buco.
    Nathan Drake: Detta da te, ogni cosa sembra indecente.
    Victor Sullivan: Tu dici?
  • Chloe Frazer: Sembra che vi abbia investito un treno.
    Victor Sullivan: Ah, è stato un capolavoro, Chloe.
    Charlie Cutter: E' filato tutto liscio.
    Chloe Frazer: Sei silenzioso. Qualcosa non va?
    Nathan Drake: Beh, forse Charlie si è divertito un pò troppo, per i miei gusti.
    Charlie Cutter: Aaah, ci risiamo...
    Nathan Drake: Mi rimbomba la testa.
    Charlie Cutter: Oh, ti prego.
    Chloe Frazer: Succede spesso quando è vuota. Devo essermi persa un bello spettacolo.
    Charlie Cutter: Sì, puoi dirlo forte. E' stato veramente catartico.
    Nathan Drake: Ah ah, divertente.
  • Victor Sullivan: Ragazzi, non so cosa mi abbia trattenuto dal prendere la valigetta [dei soldi] e andarmene.
    Charlie Cutter: Già, fingere non è il tuo forte.
    Nathan Drake: Ehi, fidati. Non è nulla in confronto a quello che abbiamo.
    Victor Sullivan: Beh, sai, alla mia età è meglio andare sul sicuro.
    Chloe Frazer: Uuuh...
    Nathan Drake: Non te l'avevo detto?
    Victor Sullivan: Oh, ti prego. Senti, spero solo tu abbia ragione.
  • Victor Sullivan: Chi mai scenderebbe in auto nel sottosuolo?
    Charlie Cutter: Beh, aspetta che ci penso. Qualcuno che non vuole essere seguito. E' solo un'ipotesi.
    Victor Sullivan: Geniale.
  • Nathan Drake: Possiamo passare da qui. Forse.
    Victor Sullivan: Procedi, Macduff.
    Charlie Cutter: Oh, che diavolo.
    Victor Sullivan: Cosa?
    Charlie Cutter: Avanti. E' "Avanti, Macduff". Ti spiacerebbe accelerare?
    Victor Sullivan: Tutto bene, là dietro?
    Charlie Cutter: Sì, sì... sai, ho solo qualche problema con gli spazi stretti, tutto qui.
    Victor Sullivan: Pensa ad avanzare.
    Charlie Cutter: Oh, grazie al cielo.
    Nathan Drake: Chi diavolo è Macduff?
    Charlie Cutter: E' Shakespeare, razza di ignorante.
  • Katherine Marlowe: Non mi interessano le tue scuse. E' una mina vagante [Nate] e avresti dovuto saperlo.
    Talbot: Sì, è deplorevole, ma...
    Katherine Marlowe: Sssh. Non deplorevole. E' negligenza. Il tuo errore di valutazione avrebbe potuto costarci caro.
  • Victor Sullivan [Nate esamina un libro]: Ma che stai...
    Nathan Drake: Mio Dio, ma lo sai cos'è questo?
    Charlie Cutter: E' un libro. Qui è pieno, siamo in una biblioteca.
    Nathan Drake: Non è solamente un libro, saputello. Era di T. E. Lawrence. Sai, "Lawrence d'Arabia"?
    Charlie Cutter: Sì, sì, sì, lo conosco.
    Nathan Drake: Fu spedito dal Dorset il giorno del suo incidente in moto, il 13 maggio del '35. L'avranno ucciso loro, dopo aver preso il libro.
    Victor Sullivan: Loro?
    Nathan Drake: Sì, loro. Loro, questi, chiunque siano queste persone.
    Charlie Cutter: Ah, quante immani cazzate. Fu un incidente.
    Nathan Drake: Dei testimoni videro un'auto nera sbatterlo fuori strada.
    Victor Sullivan: Ragazzi...
    Charlie Cutter: Oh, quindi avrebbero insabbiato tutto?
    Nathan Drake: Forse.
    Victor Sullivan: Nate!
    Nathan Drake: Che c'è?
    Victor Sullivan: Ci sarebbe quell'affare che cerchi da vent'anni [riferendosi al Disco Cifrante].
    Nathan Drake: Giusto...
  • Nathan Drake: Questa è la firma di John Dee.
    Victor Sullivan: E chi è John Dee?
    Charlie Cutter: John Dee. Uno dei consiglieri più fidati della regina Elisabetta. Lo sanno tutti.
    Nathan Drake: Sì, sì, era un grande matematico e geografo, molto avanti per i tempi. Probabilmente l'ha inventato lui, quello [Disco Cifrante].
    Charlie Cutter: Assai dedito all'occulto. Intendo, agli aspetti più cupi e inquietanti.
    Nathan Drake: Già. Firmava ogni lettera alla regina con questo simbolo, per dire che era i suoi "occhi".
    Charlie Cutter: L'origine di 007. Vedete, "zero, zero, sette".
    Nathan Drake: Non proprio pertinente.
    Chloe Frazer: Quindi fu John Dee a mandare Drake in Arabia.
    Nathan Drake: Così sembra. Dee ed Elisabetta.
    Charlie Cutter: E Walsingham... [Nate sospira]
    Victor Sullivan: Ok, ma a che scopo?
    Nathan Drake: Beh, domanda da un milione di dollari. Ed è qui che arriva T. E. Lawrence. Il quale prima di diventare "Lawrence d'Arabia"...
    Charlie Cutter: Gran film.
    Nathan Drake: ... era un archeologo. Sin da piccolo, era ossessionato dalla storia, da ogni cosa riguardasse i cavalieri e le Crociate. Viaggiò ovunque, documentò ogni sito delle Crociate che riuscì a trovare. E' tutto qui.
    Victor Sullivan: Ok, ragazzo, credo di essermi perso... Questo che cavolo c'entra con Drake?
    Nathan Drake: Ora ci arrivo... Dopo la guerra, Lawrence disse che se mai fosse tornato in Arabia, lo avrebbe fatto per cercare ciò che chiamava "l'Atlantide del Deserto". Una leggenda citata in svariate fonti con nomi differenti: Ubar, Iram dei Pilastri, la Città di Ottone... Ma la storia è sempre la stessa [porge il libro a Sully].
    Victor Sullivan: Oh... "Una città di enormi ricchezze, distrutta da Dio per la sua arroganza e inghiottita per sempre dal deserto del Rub' al-Khali".
    Nathan Drake: Proprio qui.
    Victor Sullivan: Mmh, mi piace quella parte sulle "enormi ricchezze".
    Charlie Cutter: E per te John Dee e la regina mandarono Drake a cercare questo.
    Nathan Drake: Certo. Ma soprattutto, è ciò che sta cercando Marlowe.
    Chloe Frazer: Ok, ma se Drake fosse stato mandato dalla regina a cercare questo posto, perché questa segretezza? Dico, sembra aver fatto di tutto per tenere nascosta ogni sua scoperta, persino a sua maestà.
    Nathan Drake: Non lo so.
    Charlie Cutter: Oh... scusa, non ho capito? [sorride]
    Chloe Frazer: No, aspetta un attimo. Nel caso non ricordassi, l'ultima volta che siamo andati in capo al mondo a cercare una città perduta, non è andato tutto liscio.
    Nathan Drake: Sì, ma questa volta siamo in vantaggio. Vedi, Drake aveva solo metà degli indizi... Lawrence, l'altra metà. Noi entrambe. E Marlowe non ha niente.
    Victor Sullivan: C'è solo un problema: il deserto del Rub' al-Khali, mille chilometri di estensione. Persino i beduini lo evitano.
    Charlie Cutter: E se anche sapessimo dov'è, e non lo sappiamo, moriremmo prima di farcela.
    Nathan Drake: Ehi, aspetta. Vedete questi simboli?
    Victor Sullivan: Sì. Sembra scrittura sabea...
    Nathan Drake: E' scrittura sabea... Esatto. I crociati cercavano la stessa città perduta, mille anni fa. Ma di tutti i siti documentati da Lawrence, solo due presentano questi simboli. Uno in Siria... L'altro in Francia.
    Chloe Frazer: Oh...
    Nathan Drake: No, voi due [Chloe e Cutter]andate in Siria, noi in Francia. Se seguiamo gli indizi, troviamo la città perduta di Lawrence. Ne sono certo.
    Charlie Cutter: E a quel punto? Come attraverseremo mille chilometri di lande impenetrabili?
    Nathan Drake: Beh, è al centro del deserto, per cui tecnicamente sono cinquecento chilometri.
    Chloe Frazer: Oh [Cutter e Sully ridono].
    Nathan Drake: Non lo so, troveremo un modo.
    Chloe Frazer: Improvviseremo al momento, giusto?
    Nathan Drake: Esatto.
  • Nathan Drake [indicando un'auto arrugginita e ricoperta dalla vegetazione]: Guarda, Sully, la tua prima auto.
    Victor Sullivan: Oh, diavolo, è una Auburn 1927.
  • Victor Sullivan: Bene, bene, un passaggio segreto.
    Nathan Drake: Ok... Io spingo, tu tiri. Al tre. Ok?
    Victor Sullivan: Aspetta. Uno, due e tiro? O uno, due, tre e tiro?
    Nathan Drake: Tira e basta.
    Victor Sullivan: Ok [Nate entra nel passaggio, ma il pavimento cede e cade]. Nate? Ehi, stai bene?
    Nathan Drake: Sì. Sì, vivrò.
  • Victor Sullivan: Sembra la cripta di famiglia. Il tuo amico Godfrey sarà quaggiù, non è vero?
    Nathan Drake: Lo spero proprio. Se sapeva qualcosa sull'Atlantide del Deserto, se l'è portato nella tomba.
    Victor Sullivan: Allora troviamo la tomba.
    Nathan Drake: Esatto.
  • Nathan Drake [riescono a uscire dallo Château incendiato]: Cavolo, c'è mancato poco, eh? [Sully annuisce] Stai bene?
    Victor Sullivan: Oh sì, meglio di sempre.
    Nathan Drake: Vieni [porge la mano a Sully per aiutarlo ad alzarsi].
    Victor Sullivan: Sì... Dammi un secondo. Tendi a scordarti che ho venticinque anni più di te.
    Nathan Drake: Piantala, sei più forte di un toro.
    Victor Sullivan: Comunque, che fretta c'è? Ci credono là dentro.
    Nathan Drake: Per un pelo, eh?
    Victor Sullivan: Lo ammetto, sto perdendo il filo. Puoi ricordarmi perché lo facciamo?
    Nathan Drake: No, no, no, no, no, risparmiami un'altra storia del tipo "sono troppo vecchio per queste cose".
    Victor Sullivan: Nate, questi tizi fanno sul serio.
    Nathan Drake: Sì, e allora? Che c'è, vorresti arrenderti ora?
    Victor Sullivan: Nessuno ha mai parlato di arrendersi.
    Nathan Drake: Allora smetti di fare come se stessi morendo, ok?
    Victor Sullivan: Senti ragazzo, t'ho coperto le spalle per vent'anni. Non me ne vado da nessuna parte, è ovvio. Voglio solo assicurarmi che lo stiamo facendo per i giusti motivi. Hai fatto una questione di orgoglio, di tutto questo. Sei più avventato. Ti ho addestrato meglio di così. Finirai per farti ammazzare. Merda. Diavolo, ci farai ammazzare tutti.
    Nathan Drake: Oh, no...
    Victor Sullivan: Cosa?
    Nathan Drake: Cutter e Chloe. Sully, se seguivano noi...
    Victor Sullivan: Oh, merda... Avranno seguito anche loro.
    Nathan Drake: Vanno avvertiti.
    Victor Sullivan: Già. E andiamo subito in Siria... Spero tu sappia dove trovare l'auto, perché io sono completamente ribaltato.
  • Victor Sullivan: Finché Marlowe e Talbot ci credono morti, abbiamo il fattore sorpresa. Non sprechiamolo.
    Nathan Drake: Esatto. Ok, ci intrufoliamo, scopriamo dove tengono Chloe e Cutter-
    Victor Sullivan: Se li tengono.
    Nathan Drake: Viva l'ottimismo.
    Victor Sullivan: Sto solo dicendo che non mi sembrano i tipi che prendono ostaggi.
    Nathan Drake: Per ora proviamo con la migliore delle ipotesi, ok? Liberiamo Cutter e Chloe e usciamo tutti e quattro di soppiatto.
    Victor Sullivan: Sì, come no. Usciamo di soppiatto...
    Nathan Drake: Potremmo farcela.
    Victor Sullivan: Sì, sì...
  • Nathan Drake: Che vi è successo? Sono ventiquattro ore che proviamo a chiamarvi.
    Charlie Cutter: Oh, sì, devo fare una ricarica.
    Nathan Drake: Usi un telefono prepagato?
    Charlie Cutter: Dai, i contratti sono una fregatura.
    Chloe Frazer: Eh. Cosa? Il mio è rotto.
    Nathan Drake: Di nuovo?
    Charlie Cutter: Allora, ehi, lasciamo perdere... Indovinate cosa abbiamo scoperto? Ho tutto qui dentro... [prende un diario] Non solo la rete di spie di Elisabettta si estendeva fino a qui... ma erano tutti una specie di società segreta ermetica. L'Intelligence Britannica dell'Occulto, la Scuola della Notte, Il Club del Fuoco Infernale, l'Ordine dell'Alba Dorata... Sono tutti collegati.
    Nathan Drake: Quindi John Dee...
    Charlie Cutter: ...e Francis Walsingham e Walter Raleigh e persino il tuo caro Drake: ne facevano tutti parte. Ma a loro interessava solo il potere, il controllo sui nemici con spionaggio, inganno, paura...
    Victor Sullivan: Ragazzi?
    Nathan Drake: Aspetta, aspetta. Quindi Marlowe e i suoi...
    Charlie Cutter: ...sono lo stesso ordine segreto quattrocento anni dopo.
    Victor Sullivan: Ti prego, arrivi al cazzo di dunque?
    Chloe Frazer: Sì, dobbiamo muoverci subito.
    Charlie Cutter: Sì, certo... Ecco, guarda. Quod est superius...
    Nathan Drake: ...est sicut quod est inferius. Com'è in alto, così è in basso.
    Charlie Cutter: Questa è la chiave di tutto quanto.
    Nathan Drake: Dobbiamo arrivare al punto più alto del castello.
    Charlie Cutter: Per questo... le scale.
    Nathan Drake: Ben fatto.
  • Charlie Cutter [affrontato gli agenti di Marlowe]: Nate, siamo alle strette!
    Nathan Drake: Ci sto lavorando! [uccide tutti gli agenti]
    Charlie Cutter: Ah. Grazie, Nate.
    Victor Sullivan: Grazie, ragazzo. Ci hai salvato il culo.
  • Nathan Drake: Ermetico... Dal greco Hermes, che è "pilastro"...
    Victor Sullivan: Fin lì c'eravamo...
    Nathan Drake: I "Sette Pilastri della Saggezza".
    Charlie Cutter: Tra Misericordia e Severità...
    Chloe Frazer: Fermi, aspettate, siamo fuori strada. Non è lo spazio tra due pilastri... E' il pilastro centrale.
    Charlie Cutter: Equilibrio...
    Victor Sullivan: Cosa?
    Chloe Frazer: Era nel libro di Charlie. Il Pilastro dell'Equilibrio, posto tra i due estremi. In mezzo, tra bianco e nero, acqua e fuoco, femmina e maschio. La via di mezzo.
  • Charlie Cutter: Aspetta. Tu non... Eh... Tu non mi avresti sparato vero? [riferendosi al suo attacco contro Nate mentre aveva allucinazioni]
    Victor Sullivan: Come a un cane rabbioso.
    Charlie Cutter: Wow...
  • Victor Sullivan: No, no, ancora non mi fido a darti le spalle. Dopo di te.
    Charlie Cutter: Ah. Oh, bene... Ora mi punti una pistola alla tempia e mi dici che andrò in un posto migliore.
    Victor Sullivan: Eheheh
    Nathan Drake: Su, fate i bravi, ragazzi.
  • Charlie Cutter: Non dirmi che dobbiamo attraversa a nuoto.
    Nathan Drake: E' un problema, Charlie? Oooh... Il gattino odia bagnarsi?
    Charlie Cutter: Io odio bagnarmi.
    Nathan Drake: Dai, non fare la femminuccia.
  • Katherine Marlowe: Oh, Cutter. Avevo grandi aspettative su di te.
    Charlie Cutter: Eh eheheheh. Sì, come no.
    Katherine Marlowe: Dico sul serio... Avevi del potenziale. Ora... Beh, le vie del destino sono curiose, non credi? [i suoi agenti cospargono di benzina il tetto] Hai tradito la mia fiducia... E ora ci ritroviamo in questo luogo [accende un fiammifero]. Come se tutto fosse già scritto, da sempre [butta il fiammifero sulla benzina].
  • Nathan Drake: Seminati, forse.
    Victor Sullivan: Ottimo. trovo un posto in cui abbandonare il pullman.
    Nathan Drake: Bene. Tu stai bene?
    Charlie Cutter: Oh, una favola.
    Chloe Frazer: Stiamo rischiando troppo.
    Nathan Drake: Se la caverà.
    Chloe Frazer: No, intendo, in generale. Non ne vale la pena, Nate. Rinuncia, per una volta.
    Charlie Cutter: Oh no, no, no, no, non puoi arrenderti. Se la dai vinta a quei bastardi, dopo tutto questo [riferendosi alla sua gamba rotta], non te lo perdonerei mai.
    Nathan Drake: Non preoccuparti, Charlie. Non gliela darò mai vinta.
    Chloe Frazer: Perché fai così? Che vuoi dimostrare?
    Nathan Drake: Non voglio dimostrare nulla.
    Chloe Frazer: Certo.
    Victor Sullivan: Qual è il piano, ragazzo?
    Nathan Drake: Beh, credo che andrò nello Yemen. Tu ci stai?
    Victor Sullivan: Certo che sì.
    Nathan Drake: Ok, ma bisogna entrare in fretta. Senza problemi.
    Victor Sullivan: Forse so chi potremmo chiamare.
    Nathan Drake: Chi? Oh, no. Ahahah no, no, no.
    Victor Sullivan: Se hai altre idee, sono tutto orecchi.
    Nathan Drake: ... Potremmo... No... Ok. Telefona pure [ad Elena].
  • Victor Sullivan: Elena Fisher, corrispondente dall'estero.
    Elena Fisher: Ahahah ehi, Sully.
    Victor Sullivan: Come stai, piccola? [sta per abbracciarla, ma Elena lo ferma]
    Elena Fisher: Ehm, no, meglio evitare, da queste parti.
    Victor Sullivan: Ah, giusto.
    Elena Fisher: Voi potete tenervi per mano.
    Victor Sullivan [lui e Nate ridono]: No.
    Nathan Drake: Come stai, Elena?
    Elena Fisher: Bene, grazie.
    Nathan Drake: Ti, ehm... vedo bene.
    Elena Fisher: Allora, prima che io me ne penta... Questi permessi vi aiuteranno a passare molti posti di blocco.
    Nathan Drake: Ok, ottimo.
    Elena Fisher: Ah, non c'è niente di preoccupante nelle valigie, vero?
    Nathan Drake: No.
    Victor Sullivan: Ahah certo che no [Nate gli stringe la mano per un momento].
    Elena Fisher: No. Certo, non ancora.
    Victor Sullivan [infastidito, si stacca dalla mano di Nate]: Aaah...
    Elena Fisher: Ok. Ricordatevi, ora siete giornalisti. Cercate di sembrare rispettabili.
    Nathan Drake: Pensi di farcela?
    Victor Sullivan: Mmh, credo si riferisse a te [Nate ride e Elena sospira].
  • Elena Fisher: Allora, che ci fanno qui due reietti come voi?
    Nathan Drake: Una semplice ricerca storica.
    Elena Fisher: Certo. Questo spiega la vostra fretta.
    Nathan Drake: Esatto.
    Elena Fisher: Nessun tesoro maledetto?
    Nathan Drake: No.
    Elena Fisher: Nessun demone guerriero?
    Nathan Drake: No.
    Elena Fisher: Sei il peggiore dei bugiardi.
    Nathan Drake: Cosa?
    Elena Fisher: Davvero.
    Nathan Drake: Dai, non dovremo ricominciare con questo?
    Elena Fisher: E' solo...
    Victor Sullivan: Scusa, l'auto dove la trovo?
    Elena Fisher: Oh, è laggiù.
    Victor Sullivan: Prendo le valigie e vi aspetto.
    Elena Fisher: Nate, non...
    Nathan Drake [indica l'anello al dito su Elena]: Lo porti ancora.
    Elena Fisher: Sì, è vero. Da queste parti torna utile.
    Nathan Drake: Ah, davvero.
    Elena Fisher: Seriamente, non montarti la testa. Vedo che tu porti ancora il tuo.
    Nathan Drake: Cosa? Oooh, sì.
    Elena Fisher: ... Sei qui per quello, non è vero?
    Nathan Drake: Non puoi capire. Finalmente ho le prove. Drake mentì sulla rotta tra le Indie Orientali. Quattrocento anni fa, lui venne qui.
    Elena Fisher: Perché, Nate?
    Nathan Drake: Siamo qui per scoprirlo.
    Elena Fisher: No, intendo, perché questa ossessione? Sono... sono preoccupata... che...
    Nathan Drake: So badare a me stesso, ok?
    Elena Fisher: Io non sto parlando di te.
    Nathan Drake: Chi, Sully?
    Elena Fisher: Andrebbe in capo al mondo per te, Nate. Solo, non chiederglielo.
    Nathan Drake: Dai, è un colpo basso. E che vorresti dire con questo?
    Victor Sullivan: Tutto ok? Se potessi lasciarci appena fuori città, sarebbe ottimo.
    Elena Fisher: Ve lo potete scordare. Ora siete sotto la mia responsabilità. Non vi toccherò gli occhi di dosso.
  • Elena Fisher: Qualcuno può spiegarmi? Chi era quella gente, e cosa c'entra Charlie in tutto questo?
    Nathan Drake: Stava lavorando con noi su questo.
    Elena Fisher: Aspetta, "stava"? Non è... morto?
    Nathan Drake: No, no.
    Victor Sullivan: Lui e Chloe.
    Elena Fisher: Anche Chloe?
    Victor Sullivan: Sì, ma si sono ritirati. Cutter si è rotto una gamba.
    Elena Fisher: Si è rotto una gamba?
    Victor Sullivan: E' fortunato che non s'è rotto il collo, dopo quel salto.
    Nathan Drake: Sta bene.
    Victor Sullivan: Sì, tra quello e bruciare vivo, penso che sarei saltato anch'io.
    Nathan Drake: Non sei d'aiuto.
  • Victor Sullivan: Beh, non scenderò laggiù senza copertura.
    Elena Fisher: Parla a quel mercante di tappeti che c'era prima.
    Victor Sullivan: No, intendo pistole. Armi.
    Elena Fisher: Non è esattamente un mercante di tappeti.
    Victor Sullivan: Oh... Capisco.
  • Victor Sullivan: Sarà un buco nell'acqua.
    Nathan Drake: Ahahah, divertente.
    Elena Fisher: Cosa?
    Nathan Drake: Beh... E' un pozzo [Elena scuote la testa].
  • Nathan Drake: "La Luna mostrerà il cammino".
    Victor Sullivan: La Luna? Quaggiù? Ah! Non resterò qui dentro fino a notte fonda.
    Nathan Drake: Mi sa proprio che è un indovinello. Me l'appunterò sulla mappa.
    Elena Fisher: Vuoi scarabocchiare una mappa di Drake di quattrocento anni fa?
    Nathan Drake: Beh, gli spiacerebbe?
  • Victor Sullivan: Gli arabi si orientavano nel deserto usando le stelle, come i navigatori nell'oceano.
    Nathan Drake: Esatto. Riusciresti a usare queste costellazioni per trovare la città perduta?
    Victor Sullivan: Se avessi un sestante, sì. In tanti anni di Marina qualcosa ho imparato.
    Nathan Drake: Eheh, pensavo li avessi passati a migliorare il tuo "rimorchio portuale"...
    Victor Sullivan: Eh.
    Elena Fisher: Il cosa?
    Victor Sullivan: Aaah, lascia perdere [Nate ride].
  • Elena Fisher: Ok, ok, fatemi capire bene. Drake naviga per migliaia di chilometri alla ricerca di questa "Atlantide del Deserto" e quando finalmente arriva qui, ciò che trova lo convince a girare i tacchi, tornare a casa e nascondere ogni traccia del suo viaggio.
    Nathan Drake: Esatto...
    Elena Fisher: ... Ma tu... Tu vuoi proseguire, vero?
    Nathan Drake: Mh... Sì.
    Elena Fisher: Eheheh e per cosa? Per le ricchezze? Sully, a te presta ascolto. Ti prego, fermalo.
    Nathan Drake: Sì, Sully, ti prego, fermami [Sully ride].
    Elena Fisher: Qual è il vostro problema?
    Nathan Drake: Elena, dai, stavamo solo scherzando.
    Elena Fisher: Ascolta... Hai vinto, ok? Sei stato più furbo di lei. Tu sai dove si trova la città, e Marlowe no. Perché non ti basta?
  • Katherine Marlowe: Ti sconsiglio di fare scenate. Non sei qui in via del tutto regolare, ricordi? [legge l'iscrizione dell'anello di Francis Drake] "Da umili origini verso grandi imprese"... Mh-mh. Dietro l'aria da sbruffone si nasconde ancora il piccolo randagio di una volta, dico bene?
    Nathan Drake: Evita la psicologia. Non mi conosci.
    Katherine Marlowe: In realtà... Credo che nessuno ti conosca meglio di me, mister Drake... Ovviamente, questo non è il tuo vero nome, giusto? Ma non è certo questo il punto [legge un documento]. La madre muore suicida... Il padre rinuncia alla custodia del figlio quando ha cinque anni... Infine affidato al St. Francis, orfanotrofio... Ehehahahah sembra di leggere Dickens ahahah. Oooh... [sul tavolo è presente una foto di Elena] tranquillo. Lei non è di nostro interesse. A meno che tu, ovviamente [poggia la sua mano su quella di Nate], non ci costringa ad aumentare un pò la pressione.
    Nathan Drake: Che cosa vuoi da me?
    Katherine Marlowe: Beh, per quanto mi costi molto ammetterlo, mi serve il tuo aiuto. Per trovare Victor Sullivan.
    Nathan Drake: Certo.
    Katherine Marlowe: Sappiamo già che conosce le coordinate per trovare Iram [indica la testa].
    Nathan Drake: ... E come lo sapete...?
    Katherine Marlowe: Ahahahah ce l'hai detto tu, Nathan [quando era sotto l'effetto di un allucinogeno]. A quanto pare la tua lealtà non è poi così incrollabile come credi. E chissà la sua.
    Nathan Drake: Cosa? Aspetta. A che gioco stai giocando?
    Katherine Marlowe: A nessuno. E' solo che... Beh, ormai è da un pò che ti abbiamo nelle nostr grinfie... Lui non si è certo precipitato a salvarti. Neppure quello di Cartagena fu un vero salvataggio. Ti vide solo come una risorsa da sfruttare.
    Nathan Drake: So dove vuoi arrivare.
    Katherine Marlowe: Credimi... Victor pensa sempre e solamente a Victor. E' la purissima verità. Lo scoprii proprio venti anni fa. Mi sorprende che a te sia servito tanto tempo per arrivarci.
    Nathan Drake: Sprechi il tuo tempo, milady.
    Katherine Marlowe: Può darsi, ma fatti una domanda... Quando ti tolse dalle strade della Columbia, vent'anni orsono, ti salvò davvero da quella vita? O piuttosto ti condannò a questa?
  • Ramses: La donna inglese [Marlowe] mi ha pagato per farti fuori. Ma io? Io sono buono. Ti ho salvato la vita. Ora come ora, sono l'unico amico che hai.
    Nathan Drake [bloccato su una sedia]: Ah-ah... E quindi pensi che io sia in debito con te, giusto?
    Ramses: Sei sveglio. Mi piace. Sei sempre un passo avanti. Ma la questione è molto semplice... Iram dei Pilastri...
    Nathan Drake: Ovvio.
    Ramses: ... dove si trova?
    Nathan Drake: Non lo so, bello.
    Ramses: Cazzate.
    Nathan Drake: Senti, se anche lo sapessi e te lo dicessi, a quel punto la mia vita non varrebbe più molto, no?
    Ramses: Mi offendi.
    Nathan Drake: Ma sei un pirata.
    Ramses: E un ottimo uomo d'affari. Mi devi un po' di rispetto. Ora proviamo di nuovo. Dov'è Iram, Nathan?
    Nathan Drake: Senti, puoi torturarmi quanto vuoi...
    Ramses: Ok.
    Nathan Drake: ... Ma non posso dirti quello che non so.
    Ramses: Forse no. Ma forse il tuo amico sarà più... collaborativo.
    Nathan Drake: Cosa? Chi?
    Ramses: Il tuo amico... Victor Sullivan. Non vorrei farlo... Alla sua età, potrebbe essere troppo per lui.
    Nathan Drake: Aspetta...
    Ramses: No, no, no. Non mi hai dato altra scelta. Forse il tuo amico mostrerà un po' più di riconoscenza.
    Nathan Drake: Aspetta. Lascia stare Sully.
    Ramses: Addio, Nathan,
    Nathan Drake: Non osare toccarlo!
    Pirata: Ahahahahahahah! Sarà molto divertente... [da' un pugno a Nate] Non vuoi dirci quello che vogliamo sapere, eh? [si avvicina alla faccia di Nate] Sto parlando con te, tappo [Nate gli da' una testata].
  • Nathan Drake: Sully. [toglie il sacco dalla testa, ma si rivela un manichino senza testa bloccato a una sedia] Non è qui. Oh, merda.
    Ramses: Nathan! Mi hai già dato troppi problemi. Ma è il momento di chiudere la questione.
    Nathan Drake: Non l'hai mai avuto, vero?
    Ramses: Certo che no. Ho mentito. Ricordi? Sono un pirata.
  • Nathan Drake: Da qui in avanti sembra libero.
    Elena Fisher: Già.
    Nathan Drake: Allora... Arrivo in cima e poi ti aiuto.
    Elena Fisher: Bene.
    Nathan Drake: Coprimi, ok?
    Elena Fisher: Ok. [Nate scavalca la recinzione] Ehi, ma che... Ma cosa stai...
    Nathan Drake: Elena, ascolta...
    Elena Fisher: Diavolo, lo sapevo che avresti provato a fregarmi [inizia a scalare la recinzione e Nate la ferma].
    Nathan Drake: Non... Ti prego. Siamo onesti. Questa è... è un'impresa disperata. E quando ho rischiato di perderti...
    Elena Fisher: Non mi perderai...
    Nathan Drake: Non voglio che succeda, mai più. Quindi, prendi quel fuoristrada laggiù e vattene da qui. Ora che puoi.
    Elena Fisher: ... Non ti resta molto tempo. Vai.
  • Salim: Sei lontano da casa, americano. Qui non è posto per te. Per nessuno di voi.
    Nathan Drake: Mi hai risparmiato. Perché non m'hai ucciso con gli altri?
    Salim: Sarebbe stato scortese. Eri in difficoltà. Un pasto e un tetto non si negano neanche a un nemico. Sei un mio nemico, americano?
    Nathan Drake: Drake.
    Salim: Mh?
    Nathan Drake: Il mio nome. E' Drake [si stringono le mani].
    Salim: Salim. Sono sharif della tribù.
    Nathan Drake: Oh, beh, non vorrei essere sfrontato, Salim, ma mi serve un cavallo. Non ho nulla da offrire in cambio...
    Salim: Vuoi attaccare la carovana inglese da solo?
    Nathan Drake: Sai di loro.
    Salim: I miei esploratori li seguono da due giorni. Perché sei qui? Perché gli inglesi attraversano il Rub' al-Khali?
    Nathan Drake: ... Cercano la città perduta di Ubar.
    Salim: Iram dei Pilastri...
    Nathan Drake: Hanno il mio amico in ostaggio. E' l'unico che conosce la strada. Quando troveranno Iram, non ne avranno più bisogno. Lo uccideranno.
    Salim: Se trovano Iram, moriremo tutti. Tremila anni or sono, re Salomone controllava il potere dei Jinn, demoni nati da fuoco purissimo. Finché si ribellarono. Allora li rinchiuse in un recipiente di ottone e lo gettò negli abissi della città. Iram divenne un luogo malvagio, maledetto dagli spiriti tormentati dei Jinn. Gli inglesi non devono raggiungere la città. Se liberassero la furia dei Jinn...
    Nathan Drake: Non ci resta molto tempo, vero?
    Salim: No. E sono più di noi, non possiamo affrontarli allo scoperto. Stanotte, riposa. Domani entreranno nei canyon. Li affronteremo là. Partiamo all'alba.
  • Victor Sullivan: Sono rimasto bloccato giorni con quei bastardi. Non ho idea di cosa diavolo stia cercando Marlowe, ma di sicuro non è un tesoro. Dobbiamo fermarli.
    Salim: Drake, dobbiamo andare. Forza.
    Nathan Drake: Non ci si annoia mai, eh, Sully?
    Victor Sullivan: Ahah, perché cominciare ora?
  • Victor Sullivan: Sono riuscito a riprendere il tuo diario da Marlowe. Pensavo fosse utile.
    Nathan Drake: Il lupo perde il pelo...
  • Victor Sullivan: Sei tu, ragazzo? Oh, grazie a Dio. Stai bene? Diavolo, ho passato un... [Nate gli punta la pistola] Ma che stai facendo?
    Nathan Drake: Come so che sei reale?! [Sully gli si avvicina lentamente, gli toglie la pistola e col dito colpisce la sua fronte] Ahia.
    Victor Sullivan: Questo è abbastanza reale? Non puntarmi mai più un'arma contro.
    Nathan Drake: Ma... ti hanno sparato... Subito dopo l'eclissi...
    Victor Sullivan: Cosa? Quale eclissi? Senti, ragazzo, sei impazzito dopo aver bevuto da quella fontana. E’ l’acqua. Ecco cosa ha distrutto la città, non "l'ira di Dio". L’intero acquedotto è contaminato da un qualche agente allucinogeno. Deve aver fatto impazzire tutti.
    Nathan Drake: ... E' questo che vogliono Marlowe e Talbot.
    Victor Sullivan: Oh diavolo, sì. Ricordi che ha detto Cutter? “Controllavano i nemici con la paura”. Oh, e ci riuscirebbero, di sicuro. Ma... Aspetta, questo non ha senso... Come pensano di portare tutta l'acqua fuori da qui?
    Nathan Drake: No, no, non è l’acqua: è quello che c’è dentro l’acqua.
    Victor Sullivan: In che senso?
    Nathan Drake: Sì, insomma è... Seguimi solo un secondo. Salim mi ha detto che Iram dei Pilastri fu maledetta quando Salomone imprigionò gli spiriti maligni dei Jinn in un recipiente di ottone e poi li gettò negli abissi della città.
    Victor Sullivan: Il genio della bottiglia.
    Nathan Drake: Lo so, sembra pazzesco, vero?
    Victor Sullivan: Quindi, secondo te, è per questo che Elisabetta e Dee inviarono qui Francis Drake, inizialmente?
    Nathan Drake: Già. Non era un tesoro che cercavano, era il potere. Ma quando Drake capì il motivo per cui era stato inviato, abbandonò la missione. Mentì alla regina, le disse di non aver trovato niente e cancellò ogni traccia del suo viaggio. Riscrisse la storia.
    Victor Sullivan: Ahah beh, chi siamo noi per contraddire Sir Francis? Che ne dici di scendere e porre fine a questa storia... una volta per tutte?
  • Victor Sullivan: Te lo dico sempre: non toccare niente!
    Nathan Drake: Forza, muoviamoci. Sta per crollare tutto!
    Victor Sullivan: Avessi un centesimo per ogni volta che l'hai detto...
    Agente di Marlowe: Teneteli lontani da Marlowe!
    Nathan Drake: Ma che hanno in testa? Finiremo tutti sepolti, non vedono?!
    Victor Sullivan: Qualcosa mi dice che non gli importa!
    Nathan Drake: A me invece sì!
  • Talbot [Marlowe rimane impantanata nelle sabbie mobili]: Marlowe! Non ci arrivo!
    Victor Sullivan: Forza, ragazzo, ti tiro su io!
    Nathan Drake: Sì...
    Katherine Marlowe: Nathan! Drake. Sei degno del nome che porti? [si sfila la collana con attaccato l'anello di Francis Drake] Meritalo, come Francis lo meritò con Elisabetta. Dimostra la tua grandezza.
    Nathan Drake: Non ho nulla da dimostrare.
    Victor Sullivan: Presto, dammi la mano!
    Talbot: Non puoi lasciarla morire!
    Victor Sullivan: Cazzo se può. Nate, dammi la stramaledetta mano!
    Nathan Drake [tira verso Marlowe la sua cintura di proiettili]: Tieni! Afferrala!
    Victor Sullivan: Che diavolo stai facendo?!
    Katherine Marlowe [Ultime parole]: Io non... Non riesco...
    Victor Sullivan: Si mette male! Vieni fuori da lì!
    Nathan Drake: Resisti. Resisti! [Marlowe viene risucchiata dalle sabbie mobili insieme all'anello di Francis Drake]
    Talbot: Nooooo!
    Victor Sullivan: Nate!
    Talbot: Nooooooooooo!
  • Nathan Drake: Addio alle "ricchezze incommensurabili", eh?
    Victor Sullivan: Beh... [tira fuori dalla sua tasca un paio di monete]
    Nathan Drake: Non è granché, non credi?
    Victor Sullivan: E' abbastanza.
    Nathan Drake: Già...

Explicit[modifica]

  • Victor Sullivan: Aspetta un secondo, Nate.
    Nathan Drake: Tutto bene?
    Victor Sullivan: Sì. Sì, c’è solo una cosa che devo dirti, tutto qui.
    Nathan Drake: D’accordo, che c’è?
    Victor Sullivan: Vedi, io, uh... Ho avuto un padre schifoso. Un’infanzia schifosa. A quarant’anni ho pensato che non avrei mai avuto figli. Diavolo, non ne ho mai voluti. Cosa ne sapevo di come si cresce un figlio? E poi tu sei piombato nella mia vita.
    Nathan Drake: Senti, davvero, non devi...
    Victor Sullivan: No, ascolta! Invece devo. Io ho fatto molti sbagli, ragazzo. Un sacco. [Nate sorride] Eheheh e... non sono certo un uomo perfetto... [Gli mostra un anello]
    Nathan Drake: ... Mi stai chiedendo di sposarti, Sully? Intendo, ti voglio bene, ma...
    Victor Sullivan: Ehi... Basta. Per un secondo smettila di fare il cazzone, ok?
    Nathan Drake: Da quanto tempo ce l’hai tu?
    Victor Sullivan: Da troppo.
    Nathan Drake [prende l'anello]: ... Credevo d'averlo perso.
    Victor Sullivan: Il fatto è questo: Non ci è dato scegliere da dove iniziare in questa vita. La vera "grandezza" sta in come ti giochi le carte che hai [Indica Elena e Nate gli va incontro].
    Elena Fisher: Ehi.
    Nathan Drake: Ehi. Te ne stai andando?
    Elena Fisher: Forse. Mi spiace tanto per il tuo anello [quello di Francis Drake].
    Nathan Drake: Già. Non importa. L'ho scambiato con qualcosa di meglio [Elena vede l'anello, sorride e si abbracciano]. Andiamocene da qui, ok?
    Elena Fisher: Sì.
    Victor Sullivan: Eheh forza, da questa parte.
    Nathan Drake: Ma...
    Victor Sullivan: Avanti. Fidati.
    Nathan Drake: Cos'hai in mente? Ahahahah non ci credo.
    Victor Sullivan: Eh, non è proprio come quello che hai sfasciato quattro anni fa, ma può andare. Forse, vediamo se mi ricordo come si vola con quell'affare...
    Elena Fisher: I paracadute ci sono, vero?
    Victor Sullivan: Sì, certo.
    Nathan Drake: Tre?
    Victor Sullivan: Aaah, più o meno.

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