Utente:SunOfErat/Sandbox

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Barzellette raccontate da "personalità enciclopediche"[modifica]

  • Due ministri del governo Prodi vanno in Africa, su un'isola deserta, e vengono catturati da una tribù di indigeni. II capo tribù interpella il primo ostaggio e gli propone: "Vuoi morire o bunga-bunga?". II ministro sceglie: "Bunga-bunga". E viene violentato. II secondo prigioniero, davanti alla scelta, non indugia: "Voglio morire!". E il capo tribù: Va bene, prima bunga-bunga, poi morire. (Silvio Berlusconi)
  • [La barzelletta si svolge all'interno di un ufficio brevetti nel Sud Italia] Bussano allo sportello. «Aprite! È arrivato il solito cazzone che vuole sapere dove sta 'o cess!» «Vado io, vado io. Il bagno... là!» «No, ma veramente volevo sapere se questo è l'Ufficio brevetti.» «'Sta scritta qua che è?» «Ufficio brevetti.» «E allora, scusi... Ufficio brevetti! Vuole sapere...?» «No, io...» «Non mi dica che lei...» «Sì, io vuliss' fa' 'o brevett!» «Venite, venite! Qua c'è qualcuno che ci vuole prendere... E non diciamo per cosa!» «Caro signore, deve sapere che storicamente qua di brevetti non ne sono stati mai fatti, né richiesti perché noi siamo un popolo mediterraneo e sappiamo benissimo che nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre bisogna dedicarsi al sole, alle vacanze. Mi capisce? È vero? Quindi lei che cosa ci viene a fare? Lei ci sta a zignare.» «"Zignare"? E che vuol dire "zignare"?» «"Zignare" è un volo metodico eppur fastidioso che compie una zanzara sul culo di una ragazza. Lei ci sta a zignare e scusate tanto, noi in quel posto, con 28 gradi qua, 30 gradi là. Il 20 di agosto non abbiamo proprio bisogno di essere presi per il culo.» «Ma io vuliss' fa' verment' 'o brevett!» «Ce l'ha 'o documento, c'ha 'o dossier? ?o signore 'o sa cos'è 'o dossier? 'E carte! 'E tiene 'e carte?» «No, io non tengo 'e carte.» «Allora, 38 gradi, 20 agosto, per brevettare, mio caro signore, servono 'e carte!» «Ma io tengo la cosa da brevettare direttamente!» [...] «E che sarebbe la cosa?» «'Na mela.» «'Na mela? Avete ascoltato bene? [...] Noi siamo qui, agosto, 38 gradi, 32 gradi, per farvi brevettare 'na mela!» «Sì, ma la mia è una mela speciale.» «Ah, sì? Avete mai sentito che ci sono mele speciali? Io no. E cos'ha di speciale» «Sa di fica!» «Senta, è agosto, trentadue gradi, noi non ci facciamo prendere per il culo...» «No, veramente! Assaggiate!» «Ma noi ci dobbiamo veramente far prendere per il culo... 28, 32...?» «Assaggiate.» [Il funzionario dell'Ufficio brevetti morde la mela] «Ma sa di culo!» «E giratela!» (Silvio Berlusconi)

Lettere d'addio[modifica]

Lettere d'addio dai film[modifica]

  • Berlino, 23 aprile 1945. Sorellina mia cara, quanto mi dispiace doverti scrivere quello che leggerai, ma così è. La nostra fine può giungere a qualunque ora di qualunque giorno. Ti premetto che Hermann non è qui con noi, ma sono assolutamente convinta che lo rivedrai presto. Riuscirà a lasciare Berlino e forse riuscirà ad organizzare la resistenza in Baviera, almeno per un po'. Il Führer stesso non crede più alla possibilità di una conclusione favorevole. [...] Voglio portare il braccialetto d'oro con la pietra verde fino al momento della fine. Dopo potrai prenderlo tu e dovrai portarlo sempre, come io l'ho sempre portato. Purtroppo ho appena mandato a riparare il mio orologio di brillanti. Ti scrivo sotto l'indirizzo. Forse con un po' di fortuna riuscirai a riaverlo. È giusto che sia tuo. Ti lascio anche il braccialetto di brillanti e il pendente di topazi che il Führer mi ha regalato per il mio ultimo compleanno. Devo ancora pagare la ditta Heise il conto che ti allego. Potrebbero arrivarti anche altri conti, ma non credo che possano superare i millecinquecento Reichsmark. Ti prego di bruciare subito tutte le lettere per me che trovi in casa e tutte le lettere del Führer. Insieme a questa mia ti farò portare cibo e sigarette. Per favore, da un po' di caffè ai Liener e ai Kaitel. Le sigarette sono per Mandy, il tabacco è per papà, la cioccolata per la mamma. Be', non so cos'altro scrivere. Per oggi può bastare. Aggiungo solo, sorellina mia cara, che ti auguro tanta fortuna e non dimenticare che rivedrai Hermann di sicuro. Un fortissimo abbraccio e un bacio. Da tua sorella, Eva. (La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler)
  • Figlio mio caro, non so se riceverai questa lettera. Forse ci sarà qualche anima pia che provvederà a farti avere il mio ultimo saluto. Devi sapere che contro la volontà di tuo padre sono rimasta con lui. Domenica scorsa il Führer voleva aiutarmi ad allontanarmi da qui, ma tu conosci tua madre - abbiamo lo stesso sangue - non ho avuto esitazioni. Il nostro meraviglioso ideale è crollato e con esso tutto ciò che di bello, di nobile, di ammirevole ho conosciuto nella mia vita. Nel mondo che verrà, dopo il Führer e il nazionalsocialismo, non varrà più la pena di vivere. Per questo ho portato con me anche i bambini. Sono troppo preziosi per vivere la vita che si vivrà dopo di noi e un Dio misericordioso capirà perché io abbia deciso di dare anche a loro la liberazione. (La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler)
  • Lasciare questa vita è per me una dolce prospettiva. Non trovo niente in essa di desiderabile, al contrario, tutto mi appare altamente repellente. Ogni cosa continua senza scopo. Siamo condizionati quotidianamente in misura sempre maggiore dal crimine imperante. Non possiamo distinguere il vero dal falso. Non possiamo perché noi americani abbiamo poco o nessun accesso alla verità. (JFK - Un caso ancora aperto)

Lettere d'addio dalle serie televisive[modifica]

  • Cara famiglia, sono un fallimento totale, starete meglio senza di me. Quando leggerete questo biglietto mi troverò nella mia tomba sott'acqua. Posso lasciarvi solo le parole che mio padre lasciò a me: siate fieri, abbiate coraggio, e non arrendetevi. Spero solo di essere un esempio migliore da morto di quanto lo sia stato in vita. Cordiali saluti. Con amore, Homer J. Simpson. (I Simpson, prima stagione)
  • Cara Marge, quando leggerai questa lettera io sarò già andato via. Tu meriti tutte le migliori cose del mondo e, nonostante io possa dartele, verranno a riprendersele, e io sarò perseguitato come un cane. E poi è chiaro che la tua famiglia non mi vuole qui. [...] Ti spedirò ogni centesimo che guadagno per il bambino, ma non mi rivedrai finché non sarò diventato un uomo. (I Simpson, terza stagione)