Veio
Aspetto

Citazioni su Veio.
- La mattina alle 5 io ero già pronto e con la mia guida ci incamminammo verso quella che era stata un giorno la più forte, più temibile, più tenace nemica di Roma; verso l'antica Veio, città della quale si può dire davvero, e con maggiore verità di qualsiasi altra, che «etiam periere ruinae». Lucio Anneo Floro chiama i Veienti «assidui vero et anniversarii hostes» e mai infatti ebbe Roma, negli inizi della sua laboriosa ascensione all'egemonia del mondo, una così costante, accanita, spaventevole nemica come Veio. La lotta contro Veio comincia con la storia stessa di Roma, non finisce che con la disfatta completa di Veio, dura oltre tre secoli e mezzo e sono 14 le guerre tra Roma e Veio che Tito Livio enumera nella sua storia.
Ma se grande era stata l'inimicizia, grande e vasta fu la vendetta, e di tutta questa città, posta su di un altopiano splendido e naturalmente difeso, di questa città che Dionigi di Alicarnasso e Strabone dicono eguagliasse nel circuito Atene e Roma, ora non rimangono neppure i segni delle rovine; tanto che mai visita di touriste deve essere fatta con meno speranza di questa per non dar luogo ad un vero disinganno. (Sante Bargellini)
- Non è che una rustica colazione quella che si può fare presso le rovine di Veio, in una capanna da cui s'ode il crosciare dell'acqua, ma quell'aria d'eternità, di mondo dei primi tempi che lì si respira, è tale condimento che vale ogni più squisito desinare. Le ore del pomeriggio si facevano d'un oro più carico, e son queste le ore più belle tra le rovine. A un certo momento sarebbe stato necessario tornare alle vie sui cui lati le automobili stan fitte come le piattole negl'interstizi dei muri, ai negozi dove si vendono prodotti vistosi ed effimeri, a quelle tante manifestazioni che si chiamano di vita, mentre la vita è qui, in luoghi come Veio, su cui s'indugia ancora l'alito dei numi. (Mario Praz)
- Raramente Lucio Anneo Floro è stato così esatto come quando parlando di Veio egli si pone l'interrogazione retorica: Hoc tunc Veii fuere: quae reliquiae? quod vestigium? – Di Veio non rimane più nulla; non il rudero di un solo tempio, o le mura della sua rocca; ma pure la gloria della sua storia illumina ancor tanto questo luogo, che fu il baluardo e la gloria della potenza etrusca, che nessuno il quale si occupi con amore di studi di archeologia, oserebbe venire a Roma senza pagare il tributo di una visita al luogo dove sorse la sua fiera e sventurata avversaria. (Sante Bargellini)