Voci e gridi di venditori emiliani romagnoli

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Raccolta di voci e gridi di venditori emiliani romagnoli.

Citato in Cesare Caravaglios, Voci e gridi di venditori in Napoli[modifica]

  • [La venditrice di prugnole di Lugo di Romagna]— Chi c' il vò al maduri,
    a' j' ò al prugnòl ca gli è dsfati,
    chi c' vò al prugnòl c' al pè pregn.
    (p. 101)
Chi le vuole mature, ho le prugnole che sono strafatte, chi vuole le prugnole che sembrano prugne.[1][2][3]

Note[modifica]

  1. Cfr. Balilla Pratella, Saggi di gridi, canzoni, cori e danze del popolo italiano, con 70 saggi musicali, F. Buongiovanni, editore, Bologna, 1919, p. 7. La nota è in Voci e gridi di venditori in Napoli, p. 101.
  2. La traduzione è in Voci e gridi di venditori in Napoli, p. 101.
  3. Caravaglios introduce la citazione con queste parole: "Di grande estate, nelle ore più calde, giunge spesso dalla campagna una bambinetta scalza ed impolverata, recante un panierino pieno di susine selvatiche di siepe. Sono da vendere: eccone l'annunzio:." Cfr. Voci e gridi di venditori in Napoli, p. 101.

Bibliografia[modifica]

  • Cesare Caravaglios, Voci e gridi di venditori in Napoli, con 33 illustrazioni e 15 trascrizioni musicali, introduzione di Raffaele Corso, Catania, Libreria Tirelli di F. Guaitolini, Catania, 1931 · IX.