Wilhelm Reich

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Targa in memoria di Wilhelm Reich, Schlangenbader Straße 87, Berlino

Wilhelm Reich (1897 – 1957), psicologo austriaco.

Citazioni di Wilhelm Reich[modifica]

  • Forse il mio senso morale rifiuta questi discorsi: eppure, in base alla mia esperienza e all'osservazione di me stesso e degli altri, sono arrivato alla persuasione che la sessualità è il centro di gravitazione intorno al quale ruota non solo la vita intima dell'individuo, ma anche tutta la vita sociale. (dal diario nel 1919; citato in Lodovico De Cesare, Lo psicanalista senza divano, Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca)
  • Freud mi parlò come se fosse una persona normale. Aveva occhi ardenti ed intelligenti. Guardavano semplicemente, in modo onesto e sincero e non cercavano di frugare dentro l'interlocutore. Si informò sul nostro lavoro e lo trovò molto sensato. Disse che avevamo ragione e che era deplorevole che nei confronti della sessualità non si mostrasse alcun interesse o si mostrasse un interesse sbagliato. Aggiunse che sarebbe stato molto contento di prestarci i libri di cui avevamo bisogno... Mi ero recato da lui abbastanza intimorito e quando mi accomiatai invece mi sentii felice con un senso di simpatia ed amicizia... Quell'incontro fu l'inizio di quattordici anni di intenso lavoro nel campo psicoanalitico insieme al grande maestro. (citato in Lodovico De Cesare, Lo psicanalista senza divano, Historia, luglio 1978, n. 245, Cino del Duca)
  • Marx era un sociologo e non uno psicologo e a quel tempo la psicologia scientifica non era ancora nata. Di conseguenza, il problema di sapere come mai gli uomini abbiano sopportato per migliaia di anni lo sfruttamento e l'avvilimento, in una parola, l'asservimento, è rimasto senza risposta. (da Psicologia di massa del fascismo, 1933)
  • Ciò che caratterizza la schizofrenia, è l'esperienza di questo elemento vitale;... per quanto riguarda il loro sentimento della vita, il nevrotico e il perverso stanno allo schizofrenico come il bottegaio sordido al grande avventuriero. (citato in Gilles Deleuze e Félix Guattari, L'Anti-Edipo, Minuit, 1972. pp. 496, ISBN 2.7073.0067.5, trad.it. L'anti-Edipo, Capitalismo e schizofrenia, tr. Alessandro Fontana, Einaudi, Torino 1975-2002)

Senza fonte[modifica]

  • I pochi brutti poemi che sono stati creati occasionalmente sotto l'effetto che procura l'astinenza non sono di grande interesse.
  • Il fascismo, nella sua forma più pura, è la somma di tutte le reazioni irrazionali del carattere umano medio.
  • Ogni specie di moralismo è negazione della vita.

Citazioni su Wilhelm Reich[modifica]

  • Fra gli altri membri della mia cellula ricordo il dottor Wilhelm Reich, fondatore e direttore della "Sexpol". Era un marxista freudiano... e nelle sue opere spiegava che il proletariato aveva la coscienza di classe inibita dalla fame sessuale; solo una liberazione assoluta della pulsione sessuale avrebbe permesso al proletariato di realizzare le sue capacità rivoluzionarie e la sua missione storica. Dopo la vittoria di Hitler, Reich pubblicò un brillante studio psicologico sulla mentalità nazista che fu condannato dal Partito... (Arthur Koestler)
  • Molti considerarono e continuano a considerare Reich un folle, uno psicopatico, ma anche se si volesse condannare l'uomo non si può distruggerne l'opera. (Lodovico De Cesare)
  • Reich ebbe il merito di intuire e di sottolineare che il paziente, per guarire, avrebbe dovuto essere messo nelle condizioni di ottenere un abbandono completo nella fase dell'orgasmo. (Lodovico De Cesare)
  • Punti fermi rimangono nei suoi scritti l'esaltazione della libertà sessuale e l'affermazione che la sua repressione costituisce la causa principale non soltanto delle turbe psichiche individuali ma dell'oppressione capitalista, dell'insorgere del fascismo, dell'autoritarismo stalinista, insomma la radice di ogni forma di tirannia. (Lodovico De Cesare)
  • Reich era un comunista e, pur essendo divenuto nel corso degli anni un accanito pacifista non violento, facendo suo il motto «l'amore, il lavoro e la conoscenza sono le vere sorgenti della nostra vita», non aveva mai cessato di attaccare l'istituto della famiglia come fonte di tutte le nevrosi. (Lodovico De Cesare)

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