William Westmoreland

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Il generale Westmoreland nel 1969

William Childs Westmoreland (1914 – 2005), militare statunitense.

Citazioni di William Westmoreland[modifica]

  • Le fila dei vietcong si stanno sempre più assottigliando...abbiamo raggiunto un punto importante dal quale si comincia ad intravvedere la fine.[1]
  • Le speranze del nemico sono alla fine.[2]
  • Paragono la recente offensiva del "Tet" da parte dei dirigenti di Hanoi alla battaglia delle Ardenne della seconda guerra mondiale. Impegnando una larga parte delle sue forze in una grande offensiva, (il nemico) ha ottenuto una certa sorpresa tattica. Questa offensiva ci ha costretti a reagire e a modificare i nostri piani al fine di trarre vantaggio dall'occasione per infliggergli pesanti perdite.[3]
  • [Sull'offensiva del Têt] Benché il nemico abbia ottenuto qualche temporaneo vantaggio psicologico, esso ha subito una sconfitta militare.[3]
  • [Sull'offensiva del Têt] La tattica dell'infiltrazione nei centri molto popolati è stata sfruttata in grado maggiore del previsto. Senza dubbio la capacità del nemico di impiegare questa tattica era stata sottovalutata.[3]
  • Mi dispiace di lasciare questo paese prima che la battaglia sia finita e prima della pace.[4]
  • Il lavoro non è finito, e a meno di circostanze fi forza maggiore non ho mai abbandonato un impegno prima d'averlo portato a termine. Non ho nessuna intenzione di rinunciare a questa regola.[4]
  • Non è realistico attendersi oggi una rapida sconfitta del nemico capeggiato da Hanoi, ma l'andamento attuale delle operazioni ci è favorevole.[5]
  • Io non sto insinuando che il nemico sia sull'orlo di un collasso. Ma la qualità degli uomini che scendono dal Nord si va deteriorando. Li mandano al macello senza preparazione.[5]
  • Credo che se avessimo continuato i bombardamenti la guerra sarebbe già conclusa o sul punto di concludersi.[6]
  • Il Vietnam è stata la prima guerra combattuta senza censure, e senza censure l'opinione pubblica può diventare terribilmente confusa.
Vietnam was the first war ever fought without any censorship. Without censorship, things can get terribly confused in the public mind.[7]
  • La guerra nel Golfo sarà molto diversa da quella del Vietnam perché questa volta gli Stati Uniti possono usare tutta la loro potenza.[8]

Dall'intervista di Der Spiegel

Parla un generale sconfitto, L'Unità, 1 maggio 1975

  • Ogni volta che i nostri bombardamenti cominciavano a fare sentire i loro effetti sul nemico, la situazione politica (in America) e le emozioni di certi strati del popolo americano costringevano gli uomini politici a fare marcia indietro. Il motivo per cui la nostra strategia non riuscì fu che non utilizzammo appieno la nostra forza. Ogni volta che il Nord Vietnam sentiva gli effetti della nostra potenza bellica, le forze politiche ci costringevano a una deescalation.
  • Il gen. Giap ebbe successo a Dien Bien Phu, ma non ne ha avuto fino ad ora, ed è discutibile se a lui vada il merito di quel che succederà. Non credo che sia lui il comandante delle operazioni. Sembra che sia invece un certo gen. Van Tien Dung, un suo allievo. Io penso che le qualità militari di Giap siano state sopravvalutate e lo dico perché nel corso di questa guerra egli ha subito durissime perdite.
  • [Su Võ Nguyên Giáp] È straordinario come egli ha indottrinato le sue truppe. Io penso che dai giorni delle SS di Adolf Hitler non abbiamo mai visto truppe così indottrinate... Gli fu riconosciuta una magistrale e fortunata iniziativa psicologica. I comunisti nordvietnamiti hanno sfruttato a loro vantaggio la nostra libera e aperta società, come il fatto che noi non abbiamo censura, bensì una completa libertà di stampa. E naturalmente poterono anche trarre alcuni vantaggi dal fatto che noi abbiamo elezioni nazionali ogni due anni.
  • L'America resta sempre una potente nazione e il fatto che non abbiamo avuto successo nel Sud Vietnam e che probabilmente l'Asia del sud-est finirà sotto il predominio della Cina o della Russia, non significa scacco matto per l'America o la fine del mondo.

Note[modifica]

  1. Dalla dichiarazione pubblica del novembre 1967; citato in S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, a cura di Piero Bairati, BUR storia, Milano, 2014, p. 246. ISBN 978-88-17-25884-5
  2. Dalla dichiarazione pubblica alla vigilia dell'offensiva del Têt, novembre 1967; citato in S. Karnow, Storia della guerra del Vietnam, a cura di Piero Bairati, BUR storia, Milano, 2014, p. 300. ISBN 978-88-17-25884-5
  3. a b c Citato in Atteso per i negoziati l'impegno nordvietnamita, La Stampa, 26 febbraio 1968
  4. a b Citato in Johnson deciso a mutare la politica nel Vietnam?, La Stampa, 24 marzo 1968
  5. a b Citato in Oggi il gen. Westmoreland lascia il comando a Saigon, La Stampa, 11 giugno 1968
  6. Citato in Westmoreland: un errore la fine dei bombardamenti, La Stampa, 2 dicembre 1969
  7. Citato in Time magazine, 5 aprile 1982.
  8. Citato in Non sarà un Vietnam, La Stampa, 23 gennaio 1991

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