Yazidismo

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Simbolo solare del yazidismo

Citazioni sul Yazidismo e sugli yazidi.

Citazioni[modifica]

Nadia Murad[modifica]

  • Gli yazidi non sposano persone di altre religioni, né è consentita la conversione allo yazidismo, e le grandi famiglie sono sempre state il miglior antidoto all'estinzione.
  • La gente dice che lo yazidismo non è una «vera» religione perché non abbiamo un libro ufficiale come la Bibbia o il Corano. Dato che alcuni di noi non si bagnano al mercoledì – il giorno in cui Tawusi Melek giunse per la prima volta sulla terra, e il nostro giorno di riposo e preghiera –, dicono che siamo sporchi. Siccome preghiamo rivolti al sole, ci chiamano pagani. La nostra fede nella reincarnazione, che ci aiuta ad affrontare la morte e a tenere unita la comunità, viene rigettata dai musulmani perché non è condivisa da nessuna delle fedi abramitiche. Alcuni yazidi evitano certi alimenti, come la lattuga, e vengono derisi per le loro strane abitudini. Altri non indossano il blu perché lo considerano il colore di Tawusi Melek, troppo sacro per un essere umano, e perfino questa scelta viene ridicolizzata.
  • Oggi nel mondo, gli yazidi sono soltanto un milione. Da quando sono nata - e sicuramente da molto tempo prima che nascessi - la nostra religione è ciò che ci definisce e ci tiene uniti come comunità. D'altro canto, ci ha resi anche oggetto di persecuzioni da parte di gruppi più vasti, dagli ottomani ai baathisti di Saddam, che ci hanno attaccati o hanno tentato di costringerci a giurare loro fedeltà. Hanno umiliato la nostra religione sostenendo che venerassimo il diavolo o che fossimo sporchi, e pretendendo che rinunciassimo alla nostra fede. Noi yazidi siamo sopravvissuti a innumerevoli serie di attacchi volti ad annientarci, ucciderci o costringerci alla conversione, o semplicemente a cacciarci dalle nostre terre e derubarci di tutto. Prima del 2014 queste forze esterne avevano tentato di distruggerci settantatré volte. Chiamavamo tali attacchi contro di noi con il termine ottomano firman prima di imparare la parola «genocidio».
  • Sono orgogliosa degli yazidi, della loro forza e pazienza. La nostra comunità è stata molte volte bersagliata e la sua esistenza è stata minacciata, eppure continuiamo a lottare per il nostro diritto di esistere. La comunità yazida incarna la pace e la tolleranza e deve essere considerata un esempio per il mondo.

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