Zingari

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Bandiera del popolo Rom

Citazioni sugli zingari, o zigani, zingani o gitani.

Citazioni[modifica]

  • Chiedo a un amico che lavora come "produttore" presso un concessionario Mercedes: Quali sono i clienti migliori? Gli zingari. Non ti fanno tribulare per il colore e gli optional obbligatori: quello che c'è disponibile prendono e non tirano neanche il prezzo. Hanno delle borse di plastica, come quelle del supermercato; sono piene di banconote, ti mettono li 130/140 milioni, un foglio di filigrana sull'altro. In contanti. Non aspettano neanche le targhe, le fanno loro. (Maurizio Milani)
  • È assolutamente impossibile istillare negli zingari il concetto di proprietà e quindi educarli al lavoro come mezzo per conquistarsela. Ma temo che sia altrettanto impossibile far capire tutto questo ai nostri pietisti, religiosi e laici, che farneticano di «integrarli». (Indro Montanelli)
  • Gli zingari invece erano un groviglio di spigoli. Non era l'imperfezione nel corpo o nel cervello, un'incisione sul pisello, il cognome di una città, la barba o il modo di parlare che li distingueva. Nemmeno la religione, la musica o il cibo. Nessuno di loro era mai diventato ricco, non avevano fatto guerre contro nessuno, non pensavano alla bomba atomica e alla armi chimiche o batteriologiche, non reclamavano una terra, non avevano creato né galere né manicomi. Qualcuno sapeva rubare sul tram, lavorare gli piaceva poco come a tutti, ma loro lo nascondevano meno e non consideravano un dramma puzzare di sudore o restare per una settimana senza cambiarsi mutante e calzini. In un'Europa che aspirava a una perfezione fatta di purezza sintetica e occhi azzurri, gli zingari apparivano come una zecca sul cane di Barbie, la muffa nel cheeseburger, i tarli da Ikea. (Ascanio Celestini)
  • Gli zingari non vivono bene circondati da muri di pietra. (Il gobbo di Notre Dame)
  • Gli zingari, popolo autenticamente eletto, non portano la responsabilità di alcun evento e di alcuna istituzione. Essi hanno trionfato sulla terra per la loro attenzione di non fondarvi niente. (Emil Cioran)
  • La vera sfida europea è la continuità degli zingari in quella forma che essi stessi sceglieranno. E qui che il nostro essere europei giunge a compimento. (Andrzej Stasiuk)
  • Li vedevamo insieme ai loro bambini mentre accendevano fuochi, stendevano i panni. Avevano una vita, mentre noi eravamo scheletri che vagavano. Li guardavamo e ci dicevamo: che fortunati, questi, ma chi sono? C'era spesso il vento, ad Auschwitz, che spazzava il campo. Una mattina vediamo rotolare polvere, stracci e brandelli di vestiti. E dove sono andati a finire, gli zingari? Quelle che sapevano tutto hanno risposto: li hanno gasati tutti stanotte. Non lo posso dimenticare. Io sono la memoria di quello che è successo. (Liliana Segre)

Moni Ovadia[modifica]

  • Bisogna essere davvero infami per prendersela con chi non ha una nazione che lo difenda, che non può mettere in campo forze economico finanziarie per arginare le politiche persecutorie pensate e concepite come perfetta arma di distrazione di massa.
  • La ziganofobia è una delle forme più ripugnanti e vili di razzismo, prova di un'imbecillità senza limiti. Quasi nessuno di coloro che agitano lo spettro dei Rom e dei Sinti conosce la loro Storia, né le loro storie.
  • Le falsità che scatenano panico nei confronti delle marginalità sono le più efficaci, nella fattispecie i Rom e i migranti.

Dijana Pavlović[modifica]

  • Certo, non siamo sempre innocenti, per questo non difendiamo l'indifendibile ma rifiutiamo la responsabilità collettiva, che tanto per cambiare era il criterio dei nazifascisti per motivare il genocidio.
  • [Dopo le elezioni politiche italiane del 2018] I programmi dei vincitori cambiano molto il quadro e mi riferisco in particolare a quello della Lega che non fa presagire cose molto buone per chi come i rom e i sinti sono stati a lungo oggetto di campagne d'odio, insieme con immigrati e musulmani.
  • L'istruzione è un diritto del cittadino ed è un dovere per le istituzioni pubbliche. E, secondo me, il problema più grande delle comunità rom e sinte è proprio la scuola come condizione fondamentale per uscire dai ghetti, anche quelli nei quali ci chiudiamo noi, per avere, lo ripeto, un posto in società, nel quale trovarci con la nostra cultura con pari diritti e doveri con le altre componenti sociali.

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