Maurizio Milani

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Maurizio Milani, pseudonimo di Carlo Barcellesi (1961 – vivente), comico e umorista italiano.

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  • Lei l'ha fatta la varicella? "Ho fatto tutto! Dica un po', lei non è il professor Mirabella". No, no, no. "Alla fine? Era il professor Mirabella. Quello di Elisir".
  • Il mio cane è il quinto cane più indebitato al mondo.
  • Sono andato alla festa a casa milanese di John Travolta. Che è la casa del Manzoni.
  • Sono drogato per cui il comune mi deve dare la casa.
  • Subito mi segnalano ai vigili urbani. Telefonata anonima al comando: "C'è uno che in giro per il paese regala tagliaunghie". Mi fermano: "Come mai regali tagliaunghie?". Io: "Non saprei". Vigli: "Ottima risposta, la migliore: fine, bella, educata, non offende chi la pone. Per me è in regola, prosegua pure la distribuzione dei suoi tagliaunghie".
  • Speriamo di diventare anziano presto.
  • Forse ti amo. Però aspettiamo ancora un po' a dircelo. Non sono sicuro del mio sentimento. Forse è genuino. Dovrebbe essere tale. Anche quando levi la parrucca con i riccioli neri. Invece no, in te così conciata vedo il mio grande amore passato. Basta, ti lascio. Anzi, torna quando vuoi, ti aspetto.
  • Adesso siamo arrivati al punto che se uno vuole tagliare quattro alberi in Aspromonte deve chiedere il permesso agli U2.

Animale da fosso[modifica]

  • Quello che i tuoi genitori hanno risparmiato e costruito con parsimonia in una vita di lavoro, tu glielo puoi mangiare in un anno. Se ti impegni anche meno.
  • Io ai miei sto spazzolando via tutto, mi vanto e farò sempre peggio. Per essere completo come figlio ho anche preso il vizio di bere. Per loro è una bella botta.
  • Fino a 37 giorni di assenza, uno in fila all'altro, l'operaio non è tenuto a giustificarsi. Il datore di lavoro, con la scusa di recapitargli lo stipendio, può delegare un fattorino a chiedere quando avrebbe l'intenzione di riprendere. L'operaio non solo può non rispondere, ma è tenuto a fare causa all'azienda e sfregiare il messo.
  • Sono invalido civile. Sì, ho via un testicolo, l'ho levato io; quando l'ho fatto non pensavo venisse buono.
  • Sono padrone di un seggio elettorale dentro un ospizio per anziani. Ho sotto tutela 1200 rottami che hanno diritto di voto. Sì, è gente che teniamo in vita solo per quello.
  • Chiedo a un amico che lavora come "produttore" presso un concessionario Mercedes: Quali sono i clienti migliori? Gli zingari. Non ti fanno tribulare per il colore e gli optional obbligatori: quello che c'è disponibile prendono e non tirano neanche il prezzo. Hanno delle borse di plastica, come quelle del supermercato; sono piene di banconote, ti mettono li 130/140 milioni, un foglio di filigrana sull'altro. In contanti. Non aspettano neanche le targhe, le fanno loro.
  • Io ho sempre lavorato per l'ambiente. Già a 12 anni ritiravo i fusti di olio esausto dalle officine della zona e li svuotavo nell'Adda.
  • Con questo spirito di sacrificio pian piano ho aperto due discariche abusive. I primi focolai di malaria li ho avuti lì. Erano anni che non saltava più fuori. Per me è stata una bella soddisfazione averla in casa.
  • Con nessuna competenza particolare, abbiamo cominciato a ponteggiare e restaurare beni storici, senza permesso. Il primo lavoro è stata una parete affrescata dal Tiepolo in una stupenda residenza dell'epoca. Dovevamo farla tornare allo splendore di un tempo. Vuoi perché era la prima volta e non avevamo esperienza, vuoi perché ci vuole pazienza e noi alle cinque dovevamo andare a vedere una gara di saettate, gli abbiamo dato una mano di calce.
  • Un'altra volta c'era da tirar giù un arazzo ai Musei Capitolini: aveva passato lì più di duecento anni. Il timore del sovraintendente era che nel rimuoverlo si rompesse. La mia ditta con l'aiuto della cooperativa di facchinaggio ha strappato il tappeto con delle lunghe pertiche uncinate alla fine. Metà è venuto giù intero, l'altra metà si è sfaldato preciso.
  • Adesso stiamo pensando di tirar pari la torre che c'è nella cittadina di Pisa. Problemi non ce n'è. Con cinque escavatori che puntano dalla parte dove il silos è curvato, vedi che dopo la voglia di stare così gli passa.
  • Tutte le mattine la prima cosa che faccio è prelevare il seme del verro. Gli stimolo i testicoli con una pila a basso voltaggio e lo porto nella stanza della monta. Lì c'è una sagoma a quattro zampe. È un maschio, e una femmina lui appena la vede, le va su di schiena. Sfodera la verga, che è tipo cavatappi, e si vanta. Tu vai sotto a mani nudi e strozzi con gioia. (C'è anche il guanto in lattice però la bestia si offende.)
  • Un uomo con la sua donna deve essere falso.
  • (al datore di lavoro della moglie) Senti eravamo d'accordo di non farle acquisire professionalità. Se tu gli esalti le individualità lei prende coscienza dei suoi mezzi, si mette in testa di fare la patente e magari con quello che ha imparato mi va in ufficio a Milano. Così mi finisce palificata senza ritegno dal capoufficio sulla scrivania.
  • Non so con quale coraggio, certi nipoti passano a trovare la nonna solo alle scadenze pensionistiche. Io vado quando riscuote e anche quando non riscuote. Qualcosa c'è sempre.
  • Mi alleno in camera. Ho una panca, un bilanciere e due manubri. Quando faccio i bicipiti concentrati arrivo alla massima congestione muscolare; da lì eseguo dieci ripetizioni forzate. Alla fine ululo come una cagna esausta e lancio gli attrezzi dentro la porta finestra davanti a dove abito. Quella famiglia lì si spaventa. Vedersi arrivare in tinello 80 chili di ghisa non è bello.

Del perché l'economia africana non è mai decollata[modifica]

  • La schiuma da barba africana non decolla, in quanto gli uomini sui 25-30 anni non dovendo presentarsi ai colloqui di lavoro non si fanno la barba.
  • Il gioco degli scacchi in Africa non decolla. La colpa è di Gino Strada che non gli fa imparare le regole. Si giustifica così verso la comunità internazionale: "Non per essere razzista ma è un gioco troppo complicato. Prima devono imparare a giocare a dama poi tra qualche secolo ne riparliamo".
  • Il romanzo d'appendice africano non è mai decollato. La colpa è di Kofi Annan che punta tutto sui libri di agricoltura.
  • Ho portato i miei libri contabili da un ragioniere. Lui li ha guardati e ha detto: "Qui la prima cosa da fare è dire alla finanza che si è spaccato un tubo della fogna in cantina e sono andati persi".
  • Alla terza media differenziale di Vigevano, tra alunni in classe facevamo la gara di chi si vantava di più.
  • La teoria della relatività in Africa non decolla. Infatti vai tu dal capo villaggio a spiegargli che le stelle che adesso noi vediamo in cielo non ci sono più.

Bibliografia[modifica]

  • Maurizio Milani, Animale da fosso, Bompiani.
  • Maurizio Milani, Del perché l'economia africana non è mai decollata, Kowalski, 2007. ISBN 8874966296
  • Maurizio Milani, Mi sono iscritto nel registro degli indagati, Rizzoli, 2010

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