Fernando Savater

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Fernando Savater

Fernando Savater (1947 – vivente), filosofo e scrittore spagnolo.

  • Con Faust ho preso un abbaglio... è stato un errore colossale, memorabile... Quel miserabile non ce l'aveva affatto l'anima, e per questo sembrava ne traboccasse: era posseduto soltanto da un'inestinguibile frenesia progettuale, del continuo fare e disfare, senza altro scopo che l'azione di per sé stessa. (Mefistofele, da Creature dell'aria, Monologo XII, traduzione di Linda Verna, Instar Libri)
  • La certezza della morte è l'unico segreto che conosciamo a proposito di tutti i nostri simili e di noi stessi, anche se, intimamente, non riusciamo a credere in questa fatale prospettiva. (da Dizionario filosofico, traduzione di Francesca Saltarelli, Laterza, Roma-Bari 1996)
  • Ciò ch'è incompatibile con la morte non è vivere (la vita esige la morte) ma amare: l'amore disconosce la forza della morte, anche se amiamo consci della nostra mortalità e di quelli che amiamo. (da Dizionario filosofico)

Brevissime teorie[modifica]

  • Affermare la vita significa rifiutarsi di porle condizioni, di esigere da essa requisiti di accettabilità (mi riferisco alla vita umana come realtà globale, anche se, individualmente, l'amore per certi contenuti esistenziali può giustificare la rinuncia alla continuazíone biologica della vita). In una parola, affermare gioiosamente la vita significa darla per buona, anche se ciò non equivale a considerare buoni tutti i casi e i fattori che incidentalmente si verificano in essa.
  • Al principio è la morte. Non parlo del principio del cosmo e neppure del principio del caos, bensì del principio della coscienza umana. Si diventa umani quando si sente e si accetta – mai del tutto, però, sempre a metà – la certezza della morte.
  • Gioire significa affermare, accettare e alleviare l'esistenza umana.
  • Il vero morire è sempre il mio morire. È la perdita irrevocabile di ciò che sono, non quell'incidente accaduto ad altri in un passato «che è stagione propizia alla morte», come dise ironicamente Borges. Morire significa andare perduti.
  • Visto che la morte, ciò che più pesa sulla vita, ciò che la trasforma in cosa gravosa e grave, è fatalità e assenza di senso, la gioia allevia l'esistenza potenziando la libertà rispetto al caso, nonché il senso, ciò che è umanamente sígnificativo, ciò che noi umani condividiamo, rispetto all'assurdità della morte. In questo modo nascono quegli artifici, creatori di libertà e senso, quali l'arte, la poesia, lo spettacolo, l'etica, la politica e perfino la santità.

Etica per un figlio[modifica]

Incipit[modifica]

Esistono discipline che si studiano semplicemente per il desiderio di conoscere cose nuove; altre per apprendere a fare qualcosa o a utilizzare qualche strumento; e la maggior parte servono per trovare lavoro e guadagnarsi la vita. Ma di tutti questi studi si può tranquillamente fare a meno se uno non è portato per curiosità naturale o costretto da qualche necessità a dedicarcisi. Le forme di conoscenza interessanti ma non indispensabili a vivere sono moltissime: personalmente, per esempio, mi dispiace non sapere un accidente di astrofisica o di ebanisteria, cose che ad altri daranno certamente molte soddisfazioni, ma questo non mi ha impedito di tirare avanti fino a oggi.

Citazioni[modifica]

  • Saper vivere non è così facile perché esistono criteri diametralmente «opposti» riguardo a quello che bisogna fare. In matematica o in geografia ci sono gli esperti e gli ignoranti, e in genere gli esperti si trovano quasi sempre d'accordo sui principi fondamentali. Quanto al saper vivere invece non c'è affatto unanimità.
  • Gli animali (e non dico i minerali o le piante) non possono fare altro che essere come sono, e fare ciò per cui la natura li ha programmati. Non si possono criticare né applaudire per quello che fanno: «non saprebbero comportarsi in altro modo». Questa predisposizione obbligatoria risparmia loro senz'altro molti mal di testa.
  • In certa misura anche gli uomini sono programmati dalla natura. Siamo fatti per bere acqua e non candeggina, e nonostante tutte le precauzioni, prima o poi dobbiamo morire.
  • Con gli uomini non si può mai essere completamente sicuri, con gli animali e con gli altri esseri naturali invece sì. Per quanta programmazione biologica o culturale possiamo avere noi uomini abbiamo sempre la possibilità di optare per qualcosa che non è previsto dal programma (o almeno non «del tutto»). Possiamo dire «sì» o «no», voglio o non voglio.
  • L'etica per un uomo libero non ha nulla a che vedere con punizioni e premi distribuiti dall'autorità, umana o divina che sia fa lo stesso.
  • L'etica non è altro che il tentativo razionale di indagare su come vivere meglio.
  • Quello che mi interessa non è se c'è la vita dopo la morte, ma che ci sia prima. E che questa vita sia buona, non semplice sopravvivenza o continua paura di morire.
  • Libertà è decidere, ma anche, non dimenticarlo, renderti conto che stai decidendo.

Bibliografia[modifica]

  • Fernando Savater, Brevissime teorie, traduzione di Francesca Saltarelli, Laterza, Roma-Bari, 2000.
  • Fernando Savater, Etica per un figlio, traduzione di David Osorio Lovera e Cristiana Paternò, Laterza, Bari, 1992.

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