Guglielmo Pepe

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Targa commemorativa per Guglielmo Pepe

Guglielmo Pepe (1783 – 1855), patriota e generale italiano nell'esercito del Regno delle Due Sicilie.

  • Non crediate che io parta pieno di dolci illusioni; parto rimembrando piuttosto quell'ateniese in Maratona, che prefisse di impedire la fuga di un legno nemico dal vicino lido. Gli venne troncato il braccio sinistro; e perduto anche questo, si aiutò coi denti finché troncata ebbe la testa. (da una lettera da Lisbona a Ugo Foscolo il 4 maggio 1823; citato in Elena Croce, La patria napoletana, Mondadori)
  • Siamo caduti nel fango, siamo il ludibrio del genere umano senza meritarlo, ma tutto con rassegnazione soffrir dobbiamo. L'avversa fortuna anche è instabile come la buona, e in due tre mesi i napoletani potrebbero scancellare e lavare molte macchie di lunga data. (da una lettera a Raffaele Poerio; citato in Elena Croce, La patria napoletana, Mondadori)


Citazioni su Gugliemo Pepe[modifica]

  • Il generale Pepe ha portato qui un gran numero di documenti importanti; e quel che più conta ci ha portato sé stesso, e dalla sua conversazione può aversi la chiave della rivoluzione napoletana. (Ugo Foscolo)
  • Quando tu l'incontravi quante rimembranze! Portava appresso le ombre di Pagano e di Cirillo; e di Rossaroll e di Giuseppe Poerio e Alessandro Poerio: vedevi in lui tutta la nostra storia. Ohimé questa storia non è ancora finita. L'uomo della Maddalena, l'uomo di Monforte, l'uomo di Venezia ha vissuto indarno settantadue anni; ha veduto il Piemonte, ma non ha veduto ancora l'Italia. (Francesco De Sanctis)

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