Il compagno don Camillo

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Il compagno don Camillo
Titolo originale: Il compagno don Camillo
Paese: Italia
Anno: 1965
Genere: Commedia
Regia: Luigi Comencini
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Sceneggiatura: Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi
Attori:
Doppiatori originali:

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Doppiatori italiani:

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Note:

Il compagno don Camillo, film italiano del 1965 con Gino Cervi e Fernandel, regia di Luigi Comencini.

[modifica] Frasi

  • Signor Sindaco, questo gemellaggio può solo proporlo con un particolare referendum democratico perché la cittadinanza possa dire se vuole essere gemellata con un nido infetto di vipere rosse! (Don Camillo) [Rivolto a Peppone durante la convocazione del popolo al municipio]
  • Come vedete reverendo il falsario siete voi, vedete, ci avete spacciato per fuggiaschi russi certo Coretti Adolfo di Busto Arsizio e Andreini Giuliana di Carate Brianza. (Peppone) [Rivolto a don Camillo dopo aver scoperto l'identità dei sedicenti fuggiaschi russi]
  • ... Ah, t'ho capito, te compagno non vuoi mica fare il gemelaggio, vuoi fare due gemelli. (Don Camillo) [A Scamoggia che tenta di convincere Nadia per farsi aprire ed entrare nella sua stanza, vanificando così il tentativo del giovane]

[modifica] Dialoghi

  • [Peppone intima a don Camillo di mostrare i due sedicenti fuggiaschi russi]
    Don Camillo: Ma a titolo di pura curiosità, cosa intendete fare di loro?
    Peppone: Portarli all'ambasciata russa per restituirli ai loro legittimi proprietari.
    Don Camillo: Ogni essere umano ha un solo e unico proprietario, se stesso.
    Peppone: Ma così...
    [Si arresta dubbioso]
    [...]
    [Di fronte ai fuggiaschi che rifiutano di tornare in Russia definendola un inferno]
    Peppone: Ma vergognatevi, la Russia non è un inferno, ma dico, la Russia è la vostra grande patria, ma come, dovete sentirvi orgogliosi di appartenere a questo faro di civiltà che illumina, che guida, che... eh? [Don Camillo gli intima di non fare comizi in canonica]
    [...]
    Peppone: [Ora disponibile a favorire la fuga dei fuggiaschi, respingendo i loro ringraziamenti]...Soprattutto non vi azzardate a raccontarmi un'altra delle vostre stramaledette calunnie sulla vostra Russia, io voglio continuare a credere alla mia!
  • Don Camillo: Non mi dite niente, Signore? [Dopo aver illustrato a Gesù i preparativi per il viaggio in Russia sotto le mentite spoglie di compagno Camillo Tarocci]
    Gesù: Che vuoi che ti dica? Buon viaggio compagno don Camillo.
  • Don Camillo: Avevi paura che perdessi il treno, capo?
    Peppone: No, ci speravo.
    Don Camillol: Eh, inutilmente.
    Peppone: Ma come vi siete conciato? Ma se sembrate sempre un prete!
    Don Camillo: Da compagno, compagno.
    Peppone: Ma piantala di fare il buffone, non viaggiamo soli.
    [...]
    Peppone: Ah, Scamoggia ti presento don... Donizetti, il compagno Gaetano Donizetti.
    Don Camillo: Donizetti, sì Leoncavallo, mi chiamo Tarocci.
    Peppone: Acc... eh... Io per i nomi proprio...
  • [In treno]
    Scamoggia: È vero il prete ti frega e ti fregherà sempre.
    Peppone: Oh, deve ancora nascere il prete che fregherà me.
    Don Camillo: E il prete che ti ha batesato?
    Peppone: Oh grazie, avevo un giorno.
    Don Camillo: E quello che ti ha sposato?
    Peppone: Eh?...
    Scamoggia: Ah, lascia perdere capo, guarda che Tarocci ha ragione, non c'è niente da fare... Tarocci mi piaci perché sei un mangiapreti quasi come me, bravo!
    [...]
    Scamoggia: Cosa leggi di bello, compagno?
    Don Camillo: Il mio breviario.
    Scamoggia: Eh? E che ti vuoi fare prete? [Don Camillo risponde mostrando la sovracopertina con il titolo "Pensieri di Lenin" apposta sul proprio breviario]
  • Don Camillo: Compagno, non ti chini a baciare il suolo sacro? [All'arrivo in Russia]
    Peppone: Ve ne ficco una manciata in quella maledetta bocca!
  • Peppone: ...Quindi, a questo punto, chiedo formalmente, a nome della missione italiana, perché siano stati tolti dalle pareti i ritratti di Nikita Serghiej Khruščёv! Traduca. [A Nadia che traduce al funzionario capo]
    Funzionario capo: [Risponde in russo]
    Nadia: Per spolverarli.
  • [Il giorno seguente vedendo appesi i ritratti di Cossigin]
    Don Camillo: Per me, se volete sapere la mia opinione spassionata, in confronto a questo, Stalin era un bignè.
    [...]
    Brusco: Eh eh, cala la cortina di ferro un'altra volta come ai bei tempi.
    Scamoggia: Solo che adesso ci siamo dentro anche noi.
  • [Dopo aver sentito, da un finestra, una mamma cullare il proprio bebè]
    Don Camillo: Eh, ti dirò, che di fronte a certe cose, Peppone, io comincio a capire perfino il tuo gemelaggio.
    Peppone: Bravo compagno fai progressi.
    Don Camillo: No, solamente mi sono acorto che il padrone di casa, anche qui, è sempre lo stesso.
    Peppone: Sì, sì però da qui è stato sfratato eh, dunque...
    Don Camillo: Dal pian tereno, ma a slogiarlo dai piani superiori non ce l'hanno fatta.
  • Peppone: Libertà di culto!
    Don Camillo: Così da qui uno che vuole andare alla messa si deve fare diciotto chilometri a piedi!
    Peppone: Libertà di culto con l'obbligo di fare un po' di sport.
  • Don Camillo: Ma cos'ha? [Vedendo Peppone soccorso da i compagni]
    Brusco: Ha vinto la gara della vodka.
    Don Camillo: Oh, m'ero scordato.
    [...]
    Don Camillo: Peppone, guardami, rispondimi sono io don... Donizetti.
    Peppone: C'a t' vegn un cancher
    Don Camillo: Ah, m'ha riconosciuto, buon segno.
  • [Al commiato ricevendo i saluti del compagno Ivan tradotti da Nadia]
    Nadia: Potremo mai ricambiare? No, noi lo speriamo ma non è previsto e nemeno programato, e quindi non ci vedremo mai più. [Nadia inserisce chiaramente un messaggio rivolto al solo Scamoggia, il quale, sorprendendola, dopo essere salito sull'aereo scende e decide di restare]
    Don Camillo: ...Comunque è una bella prova d'amore.
    Peppone: Quale?
    Don Camillo: Ma restare qui, chissà per quanto, sperduto in questo paese di selvaggi.
    Peppone: Al solito, parole indegne, parole sporche di un reazionario che negherebbe anche la luce del sole.
    Don Camillo:Mo sono parole tue, le hai pronunciate solennemente in punto di morte: tenetemi la manina reverendo, giuratemi che mi farete partire.
    Peppone. Ooh, ero ubriaco, non potete dar credito ai vaneggiamenti di un ubriaco che non hanno nulla a che vedere con i miei veri sentimenti, ah. [Ma subito si impaurisce quando gli viene chiesto di scendere e vede un'ambulanza pronta per lui]
  • Medico: Compagno Buottazzi, partito molto preoccupato tua salute, offre te sue attrezzature cliniche, non vuoglio responsabilità, io.
    Peppone: No, grazie, io sto benissimo, creda... Veramente...
    Medico: No, qui dice che no.
    Peppone: Come dice no?
    Medico: No, questa tua firma? [Mostrando un documento che era stato firmato da don Camillo, in vece di Peppone che era ubriaco dopo la gara della vodka]
    Peppone: No.
    Don Camillo: Sì.
    [...]
    Peppone: [Mentre viene caricato sull'ambulanza] ...Se dovessi tardare avvertite la Croce Rossa, anzi l'ONU e il Vaticano voi che potete, eh, ricordatevi don Camillooo.
    Don Camillo: See, [Poi si rivolge al funzionario capo] cercate di fare qualcosa per lui, sì e quando capisce questo.
    Funzionario capo: Sempre reverendo, nostro servizio informazioni è migliore di tutto il mondo, sapevamo chi eri prima ancora che tu partissi, ma non abbiamo segreti per nessuno, dillo al papa, digli che non è tanto così terribile qui da noi, digli di farci visita, buon viaggio. [Don Camillo si precipita impaurito sull'aereo]
  • [In partenza per gli Stati Uniti con la comitiva di preti]
    Don Camillo: Signore avete visto Peppone senza baffi che faccia da prete che ha, è vero che l'abito non fa il monaco... Ma chi lo sa?
    Gesù: E chi lo sa.

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