Lewis Carroll
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Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson (1832 – 1898), scrittore britannico.
- È una ben povera memoria quella che funziona solo all'indietro.
Fonte? - «Non capisco cosa vuoi dire a proposito della 'tua' strada,» disse la Regina: «qui tutte le strade sono MIE.» (da Attraverso lo specchio)
- «È una marmellata ottima», disse la regina.
«Tanto oggi non ne voglio.»
«Anche se tu ne avessi voluta, non avresti potuto averne», ribatté la regina. «La regola è marmellata domani e marmellata ieri, ma non marmellata oggi.
«Ma prima o poi ci potrà essere marmellata oggi!», obiettò Alice.
«No, replicò la Regina. «La marmellata c'è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere.»
«Non vi capisco» disse Alice. «È spaventosamente confuso.» (da Attraverso lo specchio) - «Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
«La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è,» replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui.» (da Attraverso lo specchio) - Questo ve l'ho detto tre volte, e perciò è vero. (da The Hunting of the Snark)
- «Sei capace a fare le somme?» chiese la Regina Bianca. «Quanto fa uno più uno più uno più uno più uno più uno più uno più uno più uno più uno?»
«Non so», rispose Alice. «Ho perso il conto.» (da Attraverso lo specchio) - «Se viceversa,» continuò Tweedledee, «così fosse, potrebbe essere; e se così non fosse, sarebbe; ma dato che non è, non si dà. È logico.» (da Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò)
Indice |
[modifica] Alice nel Paese delle Meraviglie
[modifica] Incipit
Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un'occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v'erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure?
[modifica] Alessandra Schiaffoni
Alice cominciava a sentirsi stufa di starsene seduta sul greto, accanto alla sorella, senza saper che cosa fare. Due o tre volte aveva tentato di dare un'occhiata al libro che sua sorella stava leggendo, ma aveva concluso che non doveva essere per niente interessante perché non c'erano né illustrazioni né dialoghi.
A cosa serve un libro senza illustrazioni e senza dialoghi? si domandava.
[modifica] Citazioni
- All'egregio Piede Destro di Alice/Tappeto Davanti al Caminetto/Presso il Parafuoco/Dalla sua affezionatissima Alice. (1988, p. 21)
- Che dice il Coccodrillo del Nilo/che batte la coda iridata/nell'ansa dall'humus profondo,/nel tonfano, nella cascata,/nel torbido fango del fondo/e sopra la sponda assolata?/«Trovato è il pasto agognato!/Trovato! Trovato!» (1988, p. 23)
- La ninna-nanna diceva:
Se capita che il bimbo starnutisca/lo si rampogni e poi lo si punisca/non ha alcuna ragion di starnutire/e lo fa solo per infastidire.
Coro
(con la partecipazione della cuoca e del bambino)
Ahi! Ahi! Ahi! (1988, p. 58) - Alice rise: «È inutile che ci provi», disse; «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.» - «Allora dovresti dire quello a cui credi», riprese la Lepre Marzolina.
«È quello che faccio», rispose subito Alice; «almeno credo a quello che dico, che poi è la stessa cosa.»
«Non è affatto la stessa cosa!» disse il Cappellaio. «Scusa, è come se tu dicessi che vedo quello che mangio è la stessa cosa di mangio quello che vedo!» - È sempre l'ora del tè, e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare le tazze.
- Guardate al senso; le sillabe si guarderanno da sé.
- Le varie branche dell'Aritmetica: Ambizione, Distrazione, Mostrificazione e Derisione.
- Lucio, tu sei un eroe! [Capitan Libeccio a Lucio Lucertola]
- Ogni cosa ha la sua morale, se si sa trovarla.
- Povero me! Povero me! Arriverò in ritardo! (Bianconiglio)
- Ora, qui, per restare nello stesso posto, deve correre più velocemente che puoi. Se vuoi arrivare da qualche parte, devi correre due volte più veloce. (Alice attraverso lo specchio)
- Prima l'esecuzione, poi il verdetto. (cap. XII)
- Tagliategli la testa! (Regina di cuori)
- «Se ognuno si facesse i cavoli suoi,» ringhiò la Duchessa inviperita, «il mondo girerebbe un bel po' più svelto.»
«Il che non ci porterebbe affatto avanti,» disse Alice, felice di poter esibire un assaggio della sua cultura. (cap. VI) - «Non mi pare che stiano giocando con lealtà,» protestava Alice, «e poi battibeccano tutti con quanto fiato hanno in gola che uno non riesce neanche a sentire la propria voce... e le regole poi, così imprecise, ammesso che ce ne siano, non le rispetta nessuno...» [Parlando delle partite a croquet dalla regina] (cap. VIII)
- «Ma io non voglio andare fra i matti», osservò Alice.
«Be', non hai altra scelta», disse il Gatto «Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza,» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.» - Bada al senso, e i suoni baderanno a sé stessi.
- [Humpty Dumpty e Alice.] «Quanti anni hai detto di avere?»
«Sette e mezzo.»
«Sbagliato! Non l'hai mai detto!»
«Credevo volessi dire quanti anni ho.»
«Se avessi voluto dirlo, l'avrei detto.» - «Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro.» (la Duchessa)
- [Alice e la Lepre Marzolina.] «Prendi più tè.»
«Non ne ho ancora preso niente, non posso prenderne di più.»
«Vuoi dire non puoi prenderne di meno. È facile prendere più di niente.»
[modifica] Incipit di Attraverso lo specchio
Una cosa era certa: che il micino bianco non c'entrava affatto: la colpa era tutta del nero. Durante l'ultimo quarto d'ora Dina, la gatta madre, aveva lavata la faccia al micino bianco (operazione che il micino dopo tutto, aveva sopportato con dignità); era quindi chiaro che esso non aveva potuto aver parte nel misfatto. Il modo come Dina lavava la faccia ai figli era questo: prima teneva il poverino per l'orecchio con una zampa, e poi con l'altra gli stropicciava tutto quanto il muso, contro pelo, principiando dal naso; e proprio poco prima, come ho detto, era stata occupatissima col micino bianco, che se ne stava tranquillo e calmo tentando di far le fusa, certo col sentimento che tutto si faceva per il suo bene.
[modifica] Bibliografia
- Lewis Carroll, Le Avventure di Alice nel paese delle meraviglie e attraverso lo specchio (Alice's adventures in Wonderland Trough the looking glass), traduzione di Alessandra Schiaffoni, Edizioni Accademia, Milano 1988.
- Lewis Carroll, Attraverso lo specchio, traduzione di Silvio Spaventa Filippi, 1871.
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