Omicidio Calabresi

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Citazioni sull'omicidio Calabresi.

  • Questo marine dalla finestra facile dovrà rispondere di tutto. Gli siamo alle costole, ormai, ed è inutile che si dibatta come un bufalo inferocito [...] Qualcuno potrebbe esigere la denuncia di Calabresi per falso in atto pubblico. Noi, che più modestamente di questi nemici del popolo vogliamo la morte... (da Lotta Continua, 6 giugno 1970) Se sai qual è la fonte di questa citazione, inseriscila, grazie. citazione necessaria
  • Quella sera a Milano era caldo | Calabresi nervoso fumava. | "Tu Lograno apri un po' la finestra". | Ad un tratto Pinelli cascò. | "Poche storie, confessa, Pinelli, | c'è Valpreda che ha già parlato. | È l'autore di questo attentato | ed il complice è certo sei tu". | "Impossibile – grida Pinelli – | un compagno non può averlo fatto. | E l'autore di questo delitto | tra i padroni bisogna cercar". | "Stai attento indiziato Pinelli. | Questa stanza è già piena di fumo. | Se tu insisti apriam la finestra: | quattro piani son duri da far". | Calabresi e tu Guida assassini | se un compagno avete ammazzato | questa lotta non avete fermato | la vendetta più dura sarà. (La ballata del Pinelli, 45 giri pubblicato da Lotta Continua)
  • [Quilici scrive alla vedova Calabresi menzionando l'appello che firmò nel 1971 insieme ad altri 800 intellettuali] Cara signora, ci tengo a dirle che non sono io, ho la sensazione che si tratti di qualcun altro o che sia stata apposta la mia firma senza interpellarmi. Anzi, vorrei che lei mi credesse, mi addolorai molto per l'assassinio di un uomo di coraggio. (lettera scritta nel 1991) (Folco Quilici)
  • Nell'anniversario di quel delitto per cui i nostri amici Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani, che sappiamo innocenti, sono detenuti, noi – che con loro abbiamo in passato condiviso idee, parole e comportamenti – sentiamo il dovere di riconoscere che Luigi Calabresi, prima di essere ucciso, è stato oggetto di una campagna politica e di stampa che ha travalicato i limiti di una pur decisa contestazione e che ha suscitato verso di lui sentimenti di odio, contribuendo a creare un clima che ha portato al suo assassinio. Quella campagna e quei sentimenti non possono essere giustificati, né oggi né allora, nemmeno dal doveroso impegno, nostro e di altri, teso a denunciare gli abusi compiuti nelle indagini sulla strage di piazza Fontana e a pretendere la verità sulla morte di Giuseppe Pinelli. Non ha scusanti l'atteggiamento con cui, da molti di noi, fu accolta la notizia dell'uccisione di Luigi Calabresi: non fu spesa una parola sul valore della vita umana, anche di un avversario, né sulla gravissima violenza che l'uccisione di un uomo arreca alla vita dei suoi familiari. (inserzione a pagamento pubblicata su il manifesto, 18 maggio 1997)
  • [In risposta ad una lettera-manifesto con numerose firme in calce a lui indirizzata] Molti anni fa la mia firma capitò (me colpevole) in calce a uno di questi manifesti; nelle intenzioni dei promotori – e mia – quell'appello avrebbe dovuto essere a favore della libertà di stampa; ma, per una riprovevole ambiguità della formulazione, pareva che quel testo difendesse la lotta armata e incitasse al linciaggio di Luigi Calabresi. Poco dopo il commissario fu ucciso e io, a distanza di trent'anni, provo ancora vergogna per quella coincidenza. Come, credo (o quantomeno mi auguro), tutti coloro il cui nome comparve in fondo a quel foglio. (Paolo Mieli)
  • Ero al liceo, in una delle mille assemblee che si facevano in quegli anni. All'improvviso entrarono dei "compagni" che urlarono alla platea che finalmente era stato giustiziato il Commissario Calabresi. Tutta la palestra esplose in un applauso. Mai come in quel momento fui felice ed orgoglioso di non essere di sinistra. (Enrico Ruggeri)

Bibliografia[modifica]

  • Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là, Milano, Mondadori, 2007.

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