Paolo di Tarso
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Paolo di Tarso (Saulo in origine), canonizzato come San Paolo apostolo ( ? - 67).
- Voi mogli state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. Voi mariti, amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. (da Lettera ai Colossesi, 3, 18 – 19)
- La lettera uccide, lo Spirito dà vita. (da Seconda lettera ai Corinzi, 3, 6)
- La tristezza secondo Dio produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza, mentre la tristezza del mondo produce la morte. (da Seconda lettera ai Corinzi, 7,10)
- Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. (da Lettera ai Filippesi, 2, 5-8)
- Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. (da Lettera ai Galati, 5,22)
- Se infatti uno pensa di essere qualcosa mentre non è nulla, inganna se stesso. (da Lettera ai Galati, 6, 3)
- Smetti di bere soltanto acqua, ma fa' uso di un po' di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni. (da Prima lettera a Timoteo, 5, 23)
- La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono. (da Lettera agli ebrei, 11, 1)
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[modifica] Atti degli apostoli
- Allora Paolo, alzatosi in mezzo all'Aeropago, disse: «Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dei. Passando infatti ed osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve l'annunzio»
- Ma quando l'ebbero legato con le cinghie, Paolo disse: «Potete voi flagellare un cittadino romano, non ancora giudicato?». Udito ciò il centurione corse a riferire al tribuno: «Che cosa stai per fare? Quell'uomo è un romano!» allora il tribuno si recò da paolo e gli domandò: «Dimmi, tu sei cittadino romano?». Rispose: «Sì». Replicò il tribuno: «Io questa cittadinanza l'ho pagata a caro prezzo». Paolo disse: «Io, invece, lo sono di nascita». E subito si allontanarono da lui quelli che dovevano interrogarlo. Anche il tribuno ebbe paura rendendosi conto che Paolo era cittadino romano e che lui lo aveva messo in catene. Il giorno seguente, volendo conoscere la realtà dei fatti, cioè il motivo per cui veniva accusato dai Giudei, gli fece togliere le catene e ordinò che si riunissero i sommi sacerdoti e tutto il sinedrio; vi fece condurre Paolo e lo presentò davanti a loro.
[modifica] Prima lettera ai Corinzi
- Non sapete che coloro che celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che attendono all'altare hanno parte dell'altare? Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il Vangelo vivano del Vangelo. (9, 13 – 14)
- E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani. (1, 22 – 23)
- La sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. (3, 19)
- Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione. (7, 5)
- Voglio che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. (11, 3)
- Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. (13, 1-2)
- La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. (13, 4-8)
- Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa [1]; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.[2] (13, 12)
- Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! (13, 13)
- Mulieres in Ecclesiis taceant. (14, 34)
- Vi ho trasmesso innanzitutto quello che io stesso ho ricevuto: Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture, fu sepolto, risorse il terzo giorno secondo le scritture, apparve a Cefa, poi ai dodici. (15, 3-5)
- Se Cristo non è risorto, allora la nostra predicazione è senza senso, senza senso pure la nostra fede. (15, 14)
[modifica] Lettera agli Efesini
- Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. (1, 3 – 7)
- E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali. (5, 18 – 19)
- Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo [cioè di quello della Chiesa] corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei […] Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama sé stesso. (5, 22 – 28)
[modifica] Lettera ai Romani
- Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. (10,10)
- Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo un'altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? (7, 21-24)
- Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto. (12, 2)
- Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. (12,15)
- Vedere quel che si spera, non è più sperare, e come sperare quel che già si vede? (8, 24)
[modifica] Citazioni su Paolo di Tarso
- La preghiera umile e infuocata di Paolo immette in questa nervatura corrente ad alta tensione, che ridicolizza le distanze geografiche, i confini etnici, le geometrie politiche. (Pierangelo Sequeri)
- La verginità, secondo S. Paolo, è un bene maggiore del matrimonio, non solo perché questa ci libera dalle sollecitudini o dagli imbarazzi delle cose temporali, come ha detto Lutero; ma anche perché essa tende a rendere una persona più santa, mentre le porge la felicità di attendere più lietamente al servizio di Dio, come hanno insegnato i santi Padri della Chiesa nei libri che hanno scritto sopra questo argomento. (Bernardin de Picquigny)
- [Paolo si separa da Barnaba] Questa separazione, anzi che esserci di scandalo, può, per l'opposto, servirci di grande edificazione... Volesse Iddio che tutte le separazioni seguissero in siffatta guisa e non avessero per fine se non la gloria di Dio e la salute dei fedeli! (Giovanni Crisostomo)
[modifica] Note
- ↑ Gli specchi di allora erano prevalentemente costituiti da superfici in metallo fuso lucidato mentre quelli in vetro fecero la loro comparsa proprio nel I secolo dopo Cristo, al tempo in cui scrive San Paolo. In ogni caso sia gli uni che gli altri, riflettevano in modo piuttosto scadente, soprattutto sfumando di molto i contorni: di qui la metafora. Questa frase di San Paolo ha fornito al regista svedese Ingmar Bergman il titolo di un suo famoso film Come in uno specchio (Premio Oscar 1962 per il miglior film straniero).
- ↑ Confronta Alfredo Panzini: «Dio» dice San Paolo «lo vediamo qui in terra per riflesso e per enigma. Dopo morte lo vedremo sul serio.»
- ↑ Angelo Tosato, Vangelo e ricchezza: nuove prospettive esegetiche, Rubbettino.
- ↑ Bibbia CEI, 1971.
[modifica] Bibliografia
- La Bibbia, Testo della edizione ufficiale CEI, Edizioni Piemme S.p.A., Casale, 1996, ISBN 88-384-2400-4
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