Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese

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Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese

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Titolo originale

A Personal Journey with Martin Scorsese Through American Movies

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti, Regno Unito
Anno 1995
Genere documentario
Regia Martin Scorsese, Michael Henry Wilson
Soggetto Martin Scorsese, Michael Henry Wilson
Sceneggiatura Martin Scorsese,
Produttore Martin Scorsese
Interpreti e personaggi

Un secolo di cinema – Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese, documentario del 1995, regia di Martin Scorsese.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il cinema è una malattia, disse Frank Capra, quando entra nel sangue prende il sopravvento, è coma avere Jago nel cervello, e come per l'eroina, l'unico antidoto a un film è un altro film. (Martin Scorsese)
  • Nel corso degli anni ho scoperto molti film poco noti, che per mia volta sono stati fonte di inspirazione maggiore rispetto ai film che all'epoca erano più famosi. Io posso parlarvi soltanto di cosa mi ha commosso e emozionato, non riesco ad essere molto obiettivo in questo; voglio dire, è come un museo immaginario, e noi non possiamo entrare in ogni stanza perché non ne abbiamo il tempo. (Martin Scorsese)
  • Quindi vi parlerò di quei film che hanno popolato i miei sogni, alterato le mie percezioni o che in qualche caso mi hanno perfino cambiato la vita; di quei film che nel bene o nel male mi hanno spinto a diventare un regista. (Martin Scorsese)
  • Fin dai primissimi tempi per quanto riesco a ricordare, il problema essenziale per me era cosa ci voleva per diventare regista ad Hollywood, ancora oggi me lo chiedo, cosa serve per diventare un professionista o forse anche un artista ad Hollywood? Come si riesce a sopravvivere alla perenne battaglia interiore tra ciò che vuoi esprimere e gli imperativi commerciali? Qual è il prezzo da pagare per lavorare a Hollywood? Si finisce col diventare schizofrenici? Fai un film per te e uno per loro? (Martin Scorsese)
  • Se non hai la storia allora non hai niente, diceva Raoul Walsh. (Martin Scorsese)
  • C'è azione solo se c'è pericolo, diceva Howard Hawks. (Martin Scorsese)
  • Come disse King Vidor, il cinema è il più grande mezzo espressivo mai inventato, ma proprio perché si tratta di una grande illusione deve essere affidata a maghi in grado di darle vita. (Martin Scorsese)
  • Come disse Walsh, con le riprese dall'alto e dal basso, un'immagine buona diventa ottima. (Martin Scorsese)
  • Un primo piano valeva più di mille parole. (Martin Scorsese)
  • Mezzo secolo più tardi Stanley Kubrick disse che l'elemento più originale del cinema, ciò che lo distingue da tutte le altre forme d'arte, è il montaggio. (Martin Scorsese)
  • All'atto pratico il sonoro incoraggiò l'illusionista ad accentuare la realtà. (Martin Scorsese)
  • Il cinema è tecnologia, e dire: ma allora non è più arte perché c'è un congegno meccanico che trascina la pellicola, è altrettanto sciocco come dire: non puoi essere creativo perché c'è un computer che elabora dati. La tecnologia è sempre stata un elemento creativo, ma non è mai stata la fonte della creatività, quindi per quanto mi riguarda sono disponibile ad utilizzare qualsiasi innovazione tecnologica quando serve. (Francis Ford Coppola)
  • In ogni forma d'arte crei nel pubblico l'illusione di guardare la realtà attraverso i tuoi occhi. La macchina da presa mente in continuazione, mente ventiquattro volte al secondo. (Brian De Palma)
  • Meno soldi, più libertà. (Martin Scorsese) [Rivolgendosi ai film indipendenti]
  • Credo che la violenza sia diventata un punto fermo di una sceneggiatura, ed è presente per una ragione drammaturgica. Non penso che la gente pensa al diavolo con le corna e la coda biforcuta, e quindi non crede alla punizione dopo la morte. Allora mi sono chiesto a cosa crede la gente, o meglio di che cosa ha paura: del dolore fisico, e il dolore fisico si sprigiona dalla violenza, è questa credo l'unica cosa che la gente realmente teme al giorno d'oggi, e che quindi è diventata una parte ben definita della vita e ovviamente anche della sceneggiatura. (Fritz Lang)
  • Non so, quando realizzo un film non lo classifico mai, non dico è una commedia, aspetto l'anteprima, se il pubblico ride molto dico è una commedia o un film serio o un film noir. All'epoca non ho mai sentito espressioni simili, mi sono limitato a fare film che mi sarebbe piaciuto vedere, e se ero fortunato questo coincideva con i gusti del pubblico. (Billy Wilder)
  • La vita è tradimento e alcune volte tradiamo anche noi stessi, ammettiamolo non c'è nessuno che qualche volta non si sia comportato in modo disonesto durante la proprio vita, quindi perché nasconderlo, verità, onestà, questi sono i principi che mi guidano nella realizzazione dei film, ed anche nella vita, o almeno ci provo. (André De Toth)
  • Spesso i giovani registi mi chiedono che bisogno ho di guardare vecchi film. Avendo realizzato parecchi film nel corso degli ultimi vent'anni mi sono reso conto che la risposta è che mi considero ancora uno studente, man mano che cresceva il numero dei miei film, mi rendevo conto delle cose che ancora non sapevo e sono sempre alla ricerca di qualche cosa o qualcuno da cui poter imparare. Ai giovani registi e ai giovani studenti dico di fare come i pittori, studiate i maestri del passato, arricchite la vostra tavolozza di colori, ampliate i vostri orizzonti, c'è sempre così tanto da imparare. (Martin Scorsese)
  • Vedi, qualcosa di indiretto è più forte, almeno è così in molti casi, perché lo lasci lì oppure lo consegni all'immaginazione del tuo pubblico. Ho sempre creduto che il mio pubblico avesse immaginazione, altrimenti si sarebbe tenuto alla larga dal cinema. Sai, devi lasciare uno spiraglio aperto, il momento in cui si inizia a predicare, nel momento in cui si vogliono dare insegnamenti al pubblico, ecco che allora si sta realizzando un brutto film. (Douglas Sirk)
  • I miei eroi non sono più nevrotici del pubblico, a meno che non si pensi che un eroe commetta errori come tutti, e che le persone facciano i suoi stessi errori. Non si proverebbe soddisfazione quando compie un gesto eroico. Allora si potrà dire: diavolo avrei potuto fare anch'io la stessa cosa. È questo che il regista o uomo di teatro deve fare, dare un profondo senso della realtà alle persone che pagano per andare a vedere il suo lavoro. (Nicholas Ray)
  • La macchina da presa è più di un registratore, è un microscopio, penetra, entra dentro le persone e consente di vedere i loro pensieri più intimi e nascosti, e sono riuscito a farlo con gli attori. Voglio dire, ho rivelato cose che gli attori non sapevano stessero rilevando di loro stessi. (Elia Kazan)
  • Avere una filosofia significa sapere come amare e sapere a chi offrire questo amore, e se lo dispensi a tutti devi fare il prete che dice si figliolo o si figliola o Dio ti benedica. Ma la gente non vive in questo modo, si vive con la rabbia, l'ostilità, i problemi, con i pochi soldi; insomma delusioni terribili nel corso di una vita. Quindi quello di cui la gente ha bisogno sono dei principi, credo che ciò di cui tutti hanno bisogno si riassume in questo modo di dire: dove e come io posso amare posso essere innamorato, così io posso vivere in pace. Ed è per questo motivo che ho bisogno di personaggi per analizzare veramente l'amore, discuterlo, distruggerlo, annientarlo, ho bisogno che i protagonisti si facciano male l'un l'altro, che facciano tutto questo in quella guerra, in quella polemica di parole ed immagini che è la vita. Tutto il resto non mi riguarda veramente, può interessare ad altri ma io lo so, ho una idea fissa, tutto ciò che mi interessa è l'amore. (John Cassavetes)
  • Il cinema risponde ad un'antica ricerca dell'immaginario collettivo, i film soddisfano un esigenza spirituale, le persone devono condividere una memoria comune. (Martin Scorsese)

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