Émile Boutroux

Émile Boutroux (1845 – 1921), filosofo e storico della filosofia francese.
La natura e lo spirito
[modifica]- Il tratto distintivo della filosofia medievale, che ha il suo culmine nella scolastica, è lo sforzo per dimostrare colla ragione un insieme di dottrine metafisiche adatte a collegare, per quanto fosse possibile, la filosofia ellenica della natura e la teologia cristiana. Mentre la filosofia greca era partita dall'idea di una natura tutta penetrata di divino ed era caduta in seguito alla dissociazione di questi due principi, la scolastica, per la quale il divino è essenzialmente personalità e perfezione infinite, separa dapprima radicalmente Dio e la natura e non accorda a quest'ultima che gli attributi indispensabili a una esistenza contingente. Allora niente impedisce di concepire la perfetta spiritualità divina come coesistente con la natura imperfetta. Trascendente rispetto alle cose, Dio non è toccato dalla loro imperfezione. E l'imperfezione stessa della natura fornisce alla ragione il punto di partenza dei ragionamenti coi quali essa stabilisce le verità filosofiche implicate nelle verità soprannaturali. Così eran conciliate le condizioni di una filosofia naturale a quelle d'una filosofia religiosa. (La scolastica, pp. 10-11)
- Il misticismo consiste, secondo una bella definizione che trovo in Plotino, nel vedere a occhi chiusi [...] nel vedere cogli occhi dell'anima, mentre son chiusi gli occhi del corpo. Il fenomeno essenziale del misticismo è ciò che si chiama estasi, uno stato nel quale, essendo interrotta ogni comunicazione col mondo esterno, l'anima ha il senso di comunicare con un oggetto interno che è l'essere infinito, Dio. (La psicologia del misticismo, pp. 58-59)
- [...] la persona stessa di Ravaisson è come l'atto, il compimento del pensiero che, nella sua filosofia scritta, aspira a realizzarsi. Egli si distingueva subito per una grazia, una distinzione, una serenità sorridente che non scomparivano mai. Egli attirava per la sua buona grazia, e imponeva per la sua affinità fondamentale col nobile e il grande. Egli parlava con assoluta semplicità e probità, unicamente occupato di pensar giusto e di rendere il suo pensiero con fedeltà e naturalezza, senza che si presentasse mai al suo spirito una parola ad effetto, un artificio di rettorica. Egli parlava di tutto è s'interessava ai piccoli divertimenti del mondo come alle grandi questioni della filosofia o della vita. Ma in tutte le cose egli vedeva il legame dell'ideale e del reale. Come gli antichi Greci, vedeva del divino dappertutto. (La filosofia di F. Ravaisson, pp. 115-116)
- Soprattutto [Félix Ravaisson] era scrittore. Egli esprimeva in frasi ampie e duttili, semplici e sapienti, eleganti e solide con un'aria di abbandono, e i rapporti logici delle idee e l'armonia estetica che ne compie la coordinazione e l'azione creatrice che dal tutto e dal principio fa discendere i particolari, le condizioni e gli elementi. Il suo stile è la stessa anima afferrata nella sua vita interiore e nel moto secreto pel quale si dà e si diffonde. (La filosofia di F. Ravaisson, p. 116)
- Tutta la persona di Ravaisson era la manifestazione di una cosa unica: la sua unione intima, di pensiero e di cuore, con le realtà spirituali ed eterne. In fondo egli non credeva alla morte perché era persuaso che ciò che passa non ha il suo essere che in ciò che resta. Egli vedeva le cose e le persone, non solo nelle loro idee, come Platone, ma nella loro sorgente, che è l'amore infinito, superiore all'Idea e indefettibile. Non solo professò la sua dottrina con convinzione, ma la visse. (La filosofia di F. Ravaisson, p. 116)
Socrate
[modifica]Un filosofo è un uomo che confronta fra di loro le cognizioni e le credenze degli uomini per indagarne i rapporti; perciò noi vogliamo sapere come un Platone o un Leibniz ha concepito questi rapporti; inoltre, poiché un filosofo non è un veggente cui la verità si riveli come in un lampo, ma un ricercatore paziente che riflette, critica, dubita, esita, e si arrende solo a ragioni evidenti, noi vogliamo sapere per quale via metodica, per quali osservazioni e ragionamenti il nostro autore è giunto alle proprie conclusioni. Infatti non si tratta qui d'un lavoro incosciente e meccanico del suo cervello, ma d'uno sforzo consapevole e voluto per superare i limiti della propria personalità, per pensare in maniera universale, e scoprire il vero.
Citazioni
[modifica]- [...] la storia della filosofia ha per oggetto le dottrine concepite dai filosofi, non la filosofia in generale nell'insieme del suo sviluppo, né l'evoluzione psicologica di ciascun pensatore in particolare; quindi l'ufficio essenziale, cui gli altri sono subordinati, consiste nel penetrare e comprendere le dottrine, spiegarle nel miglior modo possibile, come farebbe l'autore in persona, esporle secondo lo spirito e, fino a un certo punto, nello stile del suo autore. (cap. I, pp. 7-8)
- La condanna che Socrate pronuncia dell'antica fisica, ha la sua causa prima nel fondo di idee proprie alla sua nazione. La Grecia non poteva riconoscersi interamente in quelle speculazioni sui principii delle cose ove si erano spinti i fisiologi. Senza dubbio la forza del ragionamento, l'ingegnosa sottigliezza, il meraviglioso senso dell'armonia usati da questi profondi indagatori, erano suo patrimonio; ma l'applicazione immediata di queste qualità spirituali agli oggetti materiali tanto estranei all'uomo, era contraria al genio di una razza essenzialmente politica, amante specialmente di bei discorsi e di belle azioni. (cap. II, p. 22)
Citazioni su Émile Boutroux
[modifica]- Il Boutroux [...] crede di criticare la scienza e critica invece un fantoccio di logica formale, quasi che la potenza logica del pensiero si esaurisca nel principio d'identità, A è A; ma per converso instaura un dommatismo peggiore di quello scientifico (perché filosofico) col considerare tutta la realtà come un a posteriori dell'esperienza. (Guido De Ruggiero)
- Le leggi scientifiche, dice il Boutroux, risultano dalla collaborazione dello spirito e delle cose; esse sono il prodotto dell'attività dello spirito che si applica a una materia estranea; e rappresentano lo sforzo che lo spirito fa per stabilire una coincidenza tra le cose e sé stesso. Ma che coincidenza è mai questa, dove non è noto ciò con cui il pensiero deve coincidere? Egli giustamente dice che non si possono risolvere le forme più alte del reale in quelle più basse; ma poi risolve in quelle più basse... proprio il pensiero, quel pensiero cioè che, solo, può farci intendere il progresso dal basso in alto. Per conseguenza, il progresso si annebbia nel vuoto della contingenza, e tutte le forme del reale divengono delle cose in sé, che il pensiero non può far altro che adombrare nei suoi concetti, cercando invano di adeguarvisi. (Guido De Ruggiero)
- Il nucleo principale intorno al quale si svolge il pensiero del Boutroux è costituito dal problema della scienza e del significato delle leggi naturali. Dal 1874, anno della sua tesi: De la Contingence des lois de la Nature, sino alla sua morte, e cioè per pochi anni meno di mezzo secolo, il Boutroux ha sviluppato ed elaborato la sua critica della scienza insistendo sempre in essa, e su di essa fondando le sue teorie sulla libertà e sulla religione, che formano, si può dire, la parte positiva della sua filosofia. (Ugo Spirito)
- Nel continuo sviluppo della natura e dello spirito, per il Boutroux è impossibile fissare qualche cosa di definitivo che abbia valore eterno. L'uomo, quindi, che è il maggiore esponente del progresso non sa verso che cosa tendi il suo progredire; non sa perciò, propriamente, se il suo sia vero progresso. Tutto scompare nell'indeterminato, nel confuso, e la conclusione scettica si presenta incalzante. Ma invece no: il Boutroux, come già il James, giunto a questo punto non si perde nella negazione e vuole salvarsi dallo scetticismo. E allora la negazione stessa si muta in affermazione. Proprio l'indistinto, il confuso ha in sé la ragione della vita: in esso è l'amore, la fede, l'ideale: in esso è quel potente impulso che fa muovere il poeta, l'artista, lo stesso scienziato, ché la scienza non sarebbe senza una fede. Ma la religione così raggiunta è una religione vuota, e l'ideale così posto è un ideale che sfuma nel nulla. (Ugo Spirito)
- Egli soleva dire che un sistema filosofico è un pensiero vivente; e, in verità, la sua filosofia non l'insegnò soltanto, ma la visse, la sentì, la diffuse e la difese nei libri e con la parola, in Europa e in America, non curando i disagi, con tutto l'ardore di un missionario.
- La cattiva salute, che venne sempre peggiorando con lo scorrere degli anni, lo costrinse fino dalla gioventù a rinchiudersi in se stesso, a cercare nel proprio spirito la fonte migliore delle proprie gioie. Pochi penetrarono nella sua intimità morale. Ma al solo vederlo così, alto, pallido, magro, emaciato, era facile intuire quale ricca interiorità si racchiudesse in quel gracile corpo, e come il mondo dello spirito dovesse rappresentare, per lui, il solo mondo reale.
- Per molti anni il clero della parrocchia di Saint-Etienne-du-Mont serbò il ricordo di quel pallido adolescente, che non mancava mai agli uffici divini e adempiva con zelo tutte le pratiche religiose. A sua volta il Boutroux non dimenticò mai la chiesa della sua prima comunione, la chiesa nella quale il suo spirito s'era nutrito e fortificato in quelle convinzioni religiose, che dovevano poi formare la base e il coronamento delle sue vedute filosofiche. Fatto adulto vi ritornò più di una volta, a rievocare il dolce ricordo dei suoi giovani anni e a meditare sulla tomba di Biagio Pascal.
Bibliografia
[modifica]- Émile Boutroux, La natura e lo spirito, traduzione di G. Papini, Carabba Editore, Lanciano, 1920.
- Émile Boutroux, Socrate, traduzione di Teresa Morselli, Edizioni Athena, Milano, 1929.
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