Émile de Girardin

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Émile de Girardin (1806 – 1881), giornalista e politico francese.

Citazioni di Émile de Girardin[modifica]

  • Roma non mi piace: sa di morte.[1]

Emilio[modifica]

  • In quegli anni, in cui le facoltà sono logorate, quando una sterile esperienza ha distrutto le più dolci illusioni, l'uomo, solo col suo egoismo, può cercare lo isolamento e compiacersene; ma a vent'anni gli affetti che si debbono soffocare sono una fossa dove si è sepolti vivi. (citato in Sainte-Beuve, p. 185)
  • Le donne, così abili nell'arte di dissimulare, fingono meglio di noi un sentimento che non provano, ma nascondono peggio degli uomini un affetto sincero e appassionato, perché vi si abbandonano di più. (citato in Sainte-Beuve, pp. 190-191)
  • Tutte le volte che un beneficio non penetra nell'animo commovendolo, ferisce e irrita la vanità. (citato in Sainte-Beuve, p. 191)
  • C'è nella vita un determinato momento in cui l'esaltazione non è più possibile; la sensibilità può essere così profonda da assistere allo spettacolo di tanti mali e tanti dolori senza logorarsi del tutto, ma l'esaltazione non ha mai resistito all'esperienza del cuore umano. C'è più povertà nel cuore degli uomini che miseria nella vita. (citato in Sainte-Beuve, p. 191)
  • Credo che tutte le religioni siano buone, credo che, tranne il fanatismo, tutti gli errori religiosi troveranno grazia al cospetto di Dio, poiché anche la nostra ignoranza è opera sua.... Io accetto tutte le idee religiose che possono innalzare la mente, respingo quelle che la impiccioliscono e, se dovessi stabilire quale mi pare la migliore tra tutte le religioni costituite, risponderei: «la più tollerante.» (citato in Sainte-Beuve, p. 192)
  • Il tempo della metafisica è passato. In un secolo, in cui tutto si riduce al lato positivo degl'interessi, la morale dev'essere soltanto una dimostrazione matematica; non occorrono più precetti, ma esempi. La morale ha mutato nome; oggi si chiama statistica: ormai la verità deve scaturire soltanto dal paragone dei fatti...[2](citato in Sainte-Beuve, p. 193)

Note[modifica]

  1. A questa citazione, Sainte-Beuve fa precedere questa osservazione: È il maestro e il modello di quelle generazioni risolute, tutte intese al presente e all'avvenire. Più tardi, quando vedrà Roma dirà: «Roma non mi piace: sa di morte.»
  2. Sainte-Beuve introduce la citazione con queste parole: E ancora questo passo, detto senza ironia ed amarezza.

Bibliografia[modifica]

  • Émile de Girardin, Emilio; citato in Charles Augustin de Sainte-Beuve, Talleyrand ed altri saggi, tradotti e presentati da Pietro Paolo Trompeo, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1947.

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